Ad un anno circa dalla più recente recensione di un F.P.Journe, il Classique Divine Calibre 1300.3 riporta sotto la lente, dopo una parentesi al quarzo, un orologio meccanico del marchio che offre un grado di complicazione intermedio tra un F.P.Journe Automatique Lune Havana, ad esempio, ed il complicato Centigraphe di cui abbiamo ampiamente approfondito i brevetti.
F.P.Journe è ammirato per le sue esecuzioni classiche; anzi, ha reso l’orologio classico tradizionale nuovamente popolare, in controtendenza rispetto a marchi che sentono la necessità di introdurre un orologio sportivo con bracciale integrato.
Unendo a tanto classicismo soluzioni tecniche brillanti ed innovative, Francois-Paul merita secondo me il titolo di moderno Breguet.
Il Classique Divine Calibre 1300.3 è infatti l’ennesimo esempio della sua innata attitudine a combinare due mondi apparentemente contrastanti, ponendosi in fascia media di prezzo e grado di complicazione all’interno dell’offerta.
Genesi Octa, discendenza Classique
La genesi del Divine si fonda su quella di Octa. Classique è la destinazione finale di questo percorso ma dalla prima generazione del 2003 a quella celebrativa del 2023, Divine ha attraversato una intensa fase di evoluzione estetica e tecnica che ha veicolato Octa Divine ad un primo aggiornamento nel 2016.
Fotografa un momento di transizione da Octa a Classique assistito dall’evoluzione del calibro 1300, prima in variante 1300.2 con costruzione in oro e rotore bidirezionale e, successivamente, con rotore unidirezionale dell’attuale versione, che monta il calibro 1300.3.
Octa appartiene al passato di F.P.Journe e Divine ha ereditato decorazioni ed aggiornamenti che inseriscono il Divine Calibre 1300.3 in un contesto compiutamente classico, con il quadrante lavorato a Clous de Paris, le affissioni di fase lunare e ruota dei secondi continui incorniciati da spessi bordi in oro bianco e numeri arabi in oro bianco applicati, dove il 3 ed il 9 sono volutamente ridimensionati.
Infine, una cornice in oro bianco circonda l’affissione della grande data a breve distanza dall’indicatore della riserva di carica.
La forma ellittica della parte centrale del quadrante tradisce il legame con il linguaggio stilistico di Octa ma il risultato è più ricco, intrinsecamente F.P.Journe nella disposizione delle affissioni.
La combinazione delle complicazioni si fonda su una rappresentazione più classica e teatrale del passato, che restituisce una sensazione di ricchezza e raffinatezza superiori, in cui il guillochage serve ad esaltare e rendere più immediatamente consultabili le diverse affissioni.
In abito Classique, un Divine Calibre 1300.3 misura 40,0 o 42,0 mm di diametro con lo spessore condiviso di 10,7 mm. Non è un ultra piatto ma un orologio classico le cui accurate proporzioni funzionano su entrambe le misure e non fanno rimpiangere la precedente misura da 38 mm.
Con una cassa in platino dalla lunetta prominente ed anse sottili e curvate verso il polso, il Divine Calibre 1300.3 ha nel calibro, tema predominante degli orologi F.P.Journe, un potente argomento di persuasione.
Il calibro F.P.Journe 1300.3
F.P.Journe ha stabilito uno standard con i suoi calibri nel club privato dei più autentici marchi di alta orologeria, spingendo l’industria, in particolare quella mainstream, a rivedere i suoi standard verso l’alto.
I movimenti sono una gioia per i possessori quanto lo sono le scelte tecniche, ed hai la percezione di entrare in contatto con qualcosa di speciale che vale tutto il capitale investito. L’impatto è maestoso e stupisce sempre per la superba esecuzione e la rigorosa attenzione al dettaglio.
Il guilloché sulla massa oscillante, ad esempio, è arte pura, e restituisce dignità ad una scuola di alta orologeria artigianale che pochi maestri orologiai e decoratori sono in grado di esprimere.
Le foto macro danno piena giustizia; decorazioni a Côtes de Genève circolare si alternano a bordi smussati e lucidati a mano. E’ una gioia per gli occhi ed il riuscito accoppiamento con la cassa in platino assomiglia ad una riuscita fusione di materiali preziosi e savoir faire d’altri tempi.
Non c’è da meravigliarsi che i collezionisti più esperti desiderino fortemente entrare in possesso di un orologio F.P.Journe, consapevoli di accedere a qualcosa che offre un livello di esecuzione e qualità tecnica garantiti dall’impegno di uno dei pochissimi, dotati, maestri orologiai viventi.
F.P.Journe non sacrifica la tecnica sull’altare della decorazione, come anticipato in apertura; il largo bilanciere da 10,1 mm a spirale libera da 3 Hz prevede quattro piccole masse per regolarne finemente l’inerzia, monta una spirale piatta Anachron ed uno scappamento in linea.
Il risultato è nei numeri: l’orologio marcia, secondo le dichiarazioni, con precisione cronometrica per 120 ore di autonomia su un totale di sette giorni.
Considerazioni finali
In questo contesto, i 51.400CHF (più tasse) necessari per entrare in possesso di un F.P.Journe Divine Calibre 1300.3 da 40 o 42 mm sono ragionevoli ed in ottica di investimento, sebbene non mi piaccia toccare questo argomento, sono ampiamente ripagati.
Il valore reale di mercato è spinto non artificialmente ma è il risultato di un autentico sbilanciamento tra domanda ed offerta.
Molte sono le ore e la dedizione necessarie per assemblare, decorare, mettere a punto un Divine come ogni orologio meccanico F.P.Journe.
Personalmente, ritengo ancor più affascinanti le sue complicazioni; il Centigraphe mi ha avvicinato al cronografo, complicazione che non ho mai trovato davvero affascinante, ma un Divine è l’essenza della filosofia di marca ed uno dei più attraenti, se non il più esclusivo, esempi di alta orologeria con una ragionevole combinazione di complicazioni considerando l’utilizzo di un orologio squisitamente classico.
(Photo credit: Horbiter®)
Gaetano C @Horbiter®
In questo articolo:
Complicazione
Si indica l’aggiunta di una qualsiasi complicazione meccanica ad un movimento in grado di indicare semplicemente l’ora. Tra le complicazioni più importanti dell’orologeria ricordiamo ad esempio il tourbillon inventato da Breguet nel 1795, il calendario perpetuo oppure…
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
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Impropriamente definita “riserva di carica” (sarebbe più corretto chiamarla “autonomia di marcia”), indica la massima autonomia di marcia espressa in ore, resa possibile dall'energia accumulata dalla molla all’interno del bariletto (o dei…
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Definito anche “rotore di carica”, trasforma l'energia meccanica del polso in energia di ricarica dell'orologio (meccanico od ibrido). Può essere di varie geometrie e materiali, in funzione della tipologia e del…
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Cronografo
E’ una complicazione che consente la misurazione di intervalli di tempo ed è disponibile su ogni tipologia di orologio: meccanico, al quarzo, digitale.