E se il prossimo orologio fosse un Montblanc?

E se il prossimo orologio fosse un Montblanc?

03 Settembre 2015 | Montblanc , 30 minuti al polso SIHH 2015

Da quando Jerome Lambert è diventato il CEO di Montblanc, il marchio ha guadagnato una inaspettata creatività ed un appeal prima sconosciuti. Facciamo un passo indietro e diamo uno sguardo a cosa Montblanc significasse per me solo pochi anni fa. L'offerta di orologi era vasta ma un pò controversa e non pienamente coerente: la fascia di modelli più accessibili piena di una miriade di orologi sportivi o classici ma con una personalità poco distintiva e poi, nell'alto di gamma (con la collezione Nicholas Rieussec a rimepire da sola questo gap), la prestigiosa collezione Villeret con calibri a carica manuale ed assemblati a mano da Minerva. Una scelta che tendeva a confondermi ed a non farmi capire se un orologio Montblanc fosse un TimeWalker od un monopulsante Villeret. Jerome è entrato in Montblanc dopo aver ricoperto a lungo la carica di CEO di Jaeger-LeCoultre, nel maggio del 2013 ed in questi due anni ha portato qui la sua filosofia di prodotto che non a caso nel 2015 ha presentato una interminabile serie di novità, prova di una ritrovata identità e, nel complesso, di un diverso posizionamento del marchio. Spostandosi dal basso verso l'alto, il Montblanc Timewalker Urban Speed Chronograph è stato il primo segno di questo percorso di trasformazione. Il cronografo automatico di Montblanc è ora diverso con una originale combinazione di una cassa in acciaio micro-bigliato grigio opaco ed una lunetta in ceramica nera che lo hanno trasformato in orologio esclusivamente sportivo, tecnologico e rivolto ad un pubblico completamente diverso da quello precedente, soprattutto nella versione connessa "e-strap", la prima vera risposta dell'orologeria tradizionale ai produttori di smartwatch (ed a mio avviso la prima prova tangibile del loro timore nei confronti di Cupertino, allo stesso modo in cui i costruttori di auto temono il suo progetto Titan).

Non ho mai veramente amato il TimeWalker, ma devo ammettere che il lavoro di restyle fatto dal team di design del marchio lo ha reso più attraente di prima e più utilizzabile, eppure non è il primo Montblanc che prenderei in considerazione se dovessi aggiungerne uno alla mia collezione, soprattutto se penso che quasi esattamente nella stessa fascia di prezzo (5000€) potrei comprare il Montblanc Heritage Spirit Orbis Terrarum, che ha un quadrante multistrato in zaffiro con incisa la pianta del globo esattamente come la vedreste dal Polo Nord; uno splendido ore del mondo unanimemente riconosicuto quest'anno come la vera star del marchio. La proposta di Montblanc è vincente non solo per la complicazione, che è sicuramente interessante e molto pratica da usare, grazie al pulsante ad ore 8 che consente di modificare rapidamente l'ora.

E' il tipo di complicazione che non si fa tanta difficoltà a trovare in giro (basta osservare il suo cugino del gruppo, il Baume et Mercier Capeland Worldtimer, ad esempio) ma è lo stile generale (esclusa la versione tutta in acciaio, non in queste foto) che ha un tocco romantico ed un quadrante blu profondo che manca a tutti gli altri competitor nella stessa fascia di prezzo o quasi, perchè l'Orbis Terrarum costa anche meno.

Il Montblanc Heritage Spirit Orbis Terrarum mi ricorda gli orologi dedicati al grande esploratore Vasco da Gama, una collezione di orologi esclusivi che ha raggiunto il suo picco più alto con il Montblanc Villeret Tourbillon Cylindrique Geosphères Vasco da Gama Limited Edition, non a caso il primo orologio di cui ho scritto appena rientrato a gennaio dal SIHH 2015.

Non è l'unico a celebrarlo, se si considerano le altre complicazioni che portano il suo nome, come il Montblanc Heritage Chronomètrie ExoTourbillon Minute Chronograph Vasco da Gama, in cui il marchio ha introdotto un quadrante che rappresenta la volta notturna vista dall'emisfero Sud, realizzato in quarzo aventurino (facendone il secondo esempio in cui questo quarzo è stato utilizzato per il quadrante di un orologio, dopo che Omega lo ha adottato per il suo Speedmaster Professional Moonwatch Moonphase Aventurine Dial). Realizzato in appena 60 esemplari tanti quanti erano i membri dell'equipaggio della nave San Gabriele, che è riportata sul retro dell'orologio, adotta un particolare tipo di tourbillon chiamato Exo Tourbillon che merita di essere descritto, dal momento che Montblanc ha realizzato un tourbillon in cui la cassa è più piccola del bilanciere, che oscilla così all'esterno del telaio ed è posizionato su un piano rialzato.

In aggiunta l'Exo Tourbillon fa parte del ristretto gruppo dei tourbillon con funzione hack-seconds ed il secondo in poco tempo di cui abbia parlato ad utilizzare questa particolare complicazione (parlo del Gronefeld Parallax Tourbillon il cui articolo risale a poco tempo fa), una interessante caratteristica cui un un vero intenditore dovrebbe prestare particolare attenzione quando sceglie un orologio di questa levatura. Il sistema progettato da Montblanc non ferma la lancetta dei secondi ma direttamente il bilanciere, ed una piccola sfera di colore rosso visibile nell'apertura ad ore 6 misura i secondi ed aiuta chi lo indossa a regolare ora, minuti e...secondi.

Le mie conclusioni: Montblanc ha iniziato a ridefinire la sua strada non tanto verso l'alta orologeria di cui fa già parte  con la collezione Villeret ad esempio le cui radici appartengono davvero alla migliore tradizione di alta orologeria, ma nella fascia centrale, con l'aggiunta di tante nuove proposte che stanno diventando i veri pilastri del marchio. Un percorso che non si è ancora concluso ed è rinforzato da novità che, insieme ad esempi come l'Orbis Terrarum, testimoniano in parte l'ispirazione agli orologi del cugino Jaeger-LeCoultre, come nel caso del Montblanc Heritage Chronometrie Dual Time, che offre una nuova, sobria ed inattesa prospettiva sul marchio.

(Photo credit: Horbiter's proprietary photo-shooting)

Gaetano C. @Horbiter

TWITTER @Gaetano Cimmino

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