Jaquet Droz Grande Seconde Skelet-One Ceramic, la recensione
Giovanni Di Biase23 Novembre 2019
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Non ho mai nascosto le mie perplessità di fronte a varianti sportive di orologi classici e non nascondo che nutrivo delle perplessità quando ho visto la prima foto ufficiale del Jaquet Droz Grande Seconde Skelet–OneCeramic.
Sebbene creda che nessuno sia oggi in grado di interpretare il tema “ceramica” meglio dei marchi del Gruppo Swatch, è anche vero che questa opzione rappresenta una via pericolosa quando provi a declinare la versione in ceramica di un grande classico in oro.
Ancor di più se si tratta, all’origine, di un orologio in oro scheletrato. Eppure Jaquet Droz ha osato, trasformando il Grande Seconde Skelet–Onein oro in uno sportivo di lusso con cassa derivata da ossido di zirconio.
La versione originale, di metallo pregiato, è apparsa per la prima volta durante le celebrazioni del 280° anniversario, ed ha rappresentato una scommessa forte per il marchio leader mondiale nella creazione di automi.
Lo è stata soprattutto per i manager di Jaquet Droz che l’hanno vinta a mani basse: il Jaquet Droz Grande Seconde Skelet–One proietta il Grande Seconde in una nuova dimensione (e collezione), aumentando l’effetto da collezione indipendente, interpretando la geometria a forma di otto in modo radicalmente nuovo, in cui la meccanica prende decisamente il sopravvento.
Jaquet Droz non è un nuovo all’utilizzo della ceramica: il Grande Seconde Ceramic è da tempo in collezione, ma il Grande Seconde Skelet–OneCeramic sposta l’asticella decisamente più in alto: la cassa in ceramica ha un colore nero ma tendente al grigio, la parte superiore è satinata, anse incluse, mentre carrure e corona sono perfettamente lucide.
Pur nella sua complessità, l’insieme cassa e quadrante è misurato e non chiassoso; la vista dall’alto mostra una finitura opaca, che smorza gli inevitabili eccessi della versione in oro e quella sensazione di disordine che hai quando osservi un orologio scheletrato, sia esso in oro, platino o acciaio.
Ponti del movimento e rotore di carica hanno una tonalità grigia che, per scelta di materiali e trattamenti superficiali, è più chiara del nero-grigio della cassa.
Il rotore super alleggerito è evidentemente in oro bianco per ragioni di inerzia (quindi di ricarica, fino a 68 ore) ed è una delle parti più riuscite esteticamente, contribuendo alla bellezza del calibroJaquet Droz 2663 SQ.
Ho avuto l’opportunità di provare diversi orologi Jaquet Droz in questi anni, quasi tutti erano dei Grande Seconde, alcuni mi sono piaciuti di più, altri meno, è normale.
Eppure credo che il Jaquet Droz Grande Seconde Skelet–OneCeramic sia in assoluto uno dei più riusciti esercizi di stile fatti dal marchio; il rischio di operazioni del genere è solitamente quello di trasformare d’incanto un classico in sportivo puro, diluendone l’identità da prodotto di lusso.
Molti marchi tradizionali hanno così cavalcato l’onda della moda dei nuovi materiali, inciampando proprio in questo delicato processo di cambiamento.
Jaquet Droz è riuscito invece a reinterpretare lo Skelet–One senza snaturare due valori imprescindibili per il marchio: l’eleganza ed il touch and feel da orologio di lusso, oltre che l’architettura da Grande Seconde.
Il mio iniziale scetticismo si è definitivamente dissolto quando l’ho indossato. E’ giusto affermare che la ceramica è il nuovo acciaio?
Forse sì, se maneggiata con cura, anche se l’acciaio è pur sempre l’acciaio. Diciamo che quest’esempio conferma che la forbice si è ristretta.
Inoltre, non dimentichiamo i benefici derivanti da una cassa in ceramica: è resistente ai graffi, è atermica, è ipoallergenica.
Il primo aspetto non è trascurabile, perché riduce drasticamente quasi ogni necessità di manutenzione estetica nel tempo, preservando l’aspetto dell’orologio quasi indefinitamente (e riducendo i costi di utilizzo).
Mi concentrerei, invece, sul migliorare un aspetto, il confort al polso: il cinturino è ancora troppo rigido quando l’orologio è nuovo e personalmente preferisco un orologio che aderisca al polso dal primo istante in cui lo indosso. E’ un punto debole che ho già sottolineato in altre occasioni.
Infine, avrei realizzato un motivo “pied de poule” ancor più piccolo oppure, visto il pedigree dell’orologio e la crescente “contaminazione” tra settori del lusso, monterei un cinturino in seta realizzato con un fornitore di eccellenza e analogo pedigree, come E.Marinella, ad esempio. Il Jaquet Droz Grande Seconde Skelet–OneCeramic costa 24.600€.
(Photo credit: Horbiter®)
Gaetano C @Horbiter®
In questo articolo:
Ceramica
Materiale utilizzato per la costruzione della cassa di un orologio e, negli ultimi anni, anche delle lunette degli orologi subacquei (e non) e dei quadranti. Ottenuta da polvere di zirconio (ZrO2), la…
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
Cinturino
E’ costruito in diversi materiali: ad esempio pelle, nylon, nylon e pelle ed è chiuso su fibbia ad ardiglione o deployante.
Ancora
E’ uno dei componenti del cosiddetto scappamento. Può essere di aspetto diverso in base al tipo di scappamento che viene utilizzato. Il suo nome deriva dalla forma simile a quella…