Il 1968 è stato un anno di grandi debutti. Ferrari presentò la Daytona, Norton la Commando 750 e Stanley Kubrick rivelò “2001 Odissea nello Spazio”. Il 1968 è anche l’anno della presentazione del Jumbostar Crono di Wyler Vetta, marchio storicamente al polso di atleti ed attori italiani, che ha celebrato il centesimo anniversario nel 2024.
Durante le celebrazioni, tenutesi lo scorso maggio, il marchio, rinvigorito da un management allargato che ha accolto Beppe Ambrosini, top executive con una lunga esperienza alla guida di marchi di orologeria di lusso, ha iniziato a costruire la visione di marca per i prossimi 100 anni e presentare le nuove collezioni. Senza dubbio, al centro di questo progetto di rilancio, c’è la famiglia di orologi Jumbostar.
Il ritorno del Jumbostar
Il team di sviluppo ha cambiato tanto, partendo da una certezza: le proporzioni auree della generazione originale, rispettando in primis la dimensione di cassa di 40 mm. Al tempo fu chiamato Jumbostar per le dimensioni Jumbo della cassa, se confrontate con quelle dell’epoca in cui i cronografi sportivi non superavano i 38 mm.
Nel realizzare il Crono, che ha guidato la nuova collezione, i designer hanno rivisitato l’orologio in molti dettagli se confrontiamo questo nuovo capitolo con la prima riedizione dell’orologio, datata 2021 e più grande nelle dimensioni.
Il progetto si è concentrato su proporzioni di cassa e costruzione del bracciale, oltre che su una meccanica evoluta.
Ai 40 mm di diametro dichiarato è associato uno spessore di 12,6 mm nel caso del cronografo, portabandiera della rinnovata collezione, ed appena 10,9 nella versione solo tempo con l’obiettivo di vestire anche polsi di taglia media, evidentemente.
Da questo punto di vista, il bracciale con maglia del tipo “chicchi di riso” offre un comfort superiore: le maglie sono completamente disarticolate e seguono la conformazione del polso.
Il vantaggio di un bracciale del genere risiede nella capacità di aderire bene al polso e ridurre a zero le pizzicature, l’ostacolo più difficile da superare per chiunque debba progettare un bracciale.
Le sette maglie, con le due centrali lucidate a specchio, si chiudono su una clasp a finitura spazzolata con doppio pulsante di sicurezza.
I designer hanno aggiunto lo sgancio rapido per cui è possibile, qualsiasi sia l’opzione di quadrante e cassa, solo tempo o crono, sostituire rapidamente quest’ultimo con un cinturino in pelle Made in Italy anticata e fibbia ad ardiglione.
Il quadrante: ricco di richiami al Jumbostar originale
Le opzioni disponibili sono quattro: blu, nero, verde, ruggine. La tonalità ruggine esprime secondo noi al meglio lo spirito vintage della collezione.
Verde e blu, i cui toni sono pastello se confrontati con la finitura soleil del ruggine, aggiungono calore ma non mitigano il gusto vintage del quadrante, in particolare sul cronografo in cui contrastano perfettamente il tono dei contatori e, per quanto mi riguarda, il verde è salito in cima alla lista dei preferiti.
La percezione cambia su Jumbostar solo tempo; il quadrante blu è quello che funziona meglio secondo me in configurazione tre sfere con la sfera centrale dei secondi continui abbinata di colore rosso.
Anche in questa occasione, la variante ruggine gioca il ruolo di outsider più classico: la sfera centrale classica lo trasforma nel Jumbostar solo tempo più elegante.
Ad ogni modo, che si tratti di solo tempo o crono, i modelli ruggine ricordano in entrambe le declinazioni il tono di un quadrante virato.
Il tono è perfetto sul quadrante no data del cronografo in cui la scritta “Jumbostar” si ispira (come sul fratello più piccolo) al font originale.
Le macro evidenziano la disposizione multilivello con il rehaut girevole interno disposto su un livello rialzato rispetto alla base del quadrante.
Obiettivo comune: la cassa “slim”
Il vetro bombato ai lati esalta la profondità del quadrante evidenziando lo spessore, piuttosto ridotto, della cassa. I 12,6 mm dichiarati del crono sono infatti misurati dal fondo cassa al profilo superiore del vetro; analogo commento vale per il Jumbostar solo tempo la cui cassa si ferma sotto gli 11,0 mm, come anticipato.
È un ottimo risultato ed è stato possibile, in un caso, grazie al calibroETA 2894, noto per essere robusto e facile da manutenere, oltre che compatto.
Nel secondo caso, premia la scelta del movimento La Joux Perret G100. Con 68 ore di autonomia a piena carica, è più sottile e prestante del diffuso Sellita SW200-1 che supera ampiamente per autonomia e finiture, già in configurazione a catalogo.
Considerazioni finali
La scelta più saggia è stata di riportare il Jumbostar nel suo alveo, ricongiungendo l’ultima generazione con l’originale.
Rispettando ciò che di riuscito offriva ed offre tuttora un Jumbostar dal 1968: un’estetica senza tempo, riconoscibile anche rimuovendo ogni logo dal quadrante e proporzioni corrette tra cassa, contatori per il crono, anse e bracciale.
La collezione solo tempo si rivolge a chi preferisce l’orologio tre sfere ed ha magari un budget iniziale inferiore, ma apprezza spirito e personalità del Jumbostar.
Equilibrato è, in ogni caso, il migliore aggettivo che ci viene in mente. L’orologio offre una qualità percepita elevata ed ha l’unica area di miglioramento secondo noi nella chiusura deployante con doppio pulsante di sicurezza.
Avremmo preferito una chiusura più estesa ed a doppia finitura per proseguire il motivo di cassa (profili delle anse lucidi) e bracciale. I 100 metri di impermeabilità, qualunque sia la configurazione, suggeriscono un’opzione con cinturino in gomma, in tinta con le opzioni di quadrante, da utilizzare durante la stagione estiva.
L’ultima considerazione riguarda i prezzi di listino. Il Wyler Vetta Jumbostar Crono costa 2.900 euro su bracciale e 2.750 euro su cinturino. Analogamente, Jumbostar Solo Tempo costa 1.600 euro su bracciale e 1.450 su cinturino.
Wyler Vetta ha costruito la migliore riedizione contemporanea del Jumbostar; il crono ci riporta all’età dell’oro dei cronografi di fine anni sessanta con uno stile incredibilmente attuale ed assolutamente riconoscibile. Il solo tempo è, semplicemente ma efficacemente, il Jumbostar dei solo tempo sportivi in acciaio.
(Photo credit: Horbiter®)
Giovanni Maria Di Biase @Horbiter®
In questo articolo:
Cronografo
E’ una complicazione che consente la misurazione di intervalli di tempo ed è disponibile su ogni tipologia di orologio: meccanico, al quarzo, digitale.
Cinturino
E’ costruito in diversi materiali: ad esempio pelle, nylon, nylon e pelle ed è chiuso su fibbia ad ardiglione o deployante.
ETA
Manifattura svizzera di movimenti meccanici ed al quarzo di proprietà del Gruppo Swatch.
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
Deployante
Identifica un tipo di chiusura del cinturino o del bracciale che utilizza estensioni e cerniere. Può essere doppia o tripla. La versione originale fu inventata da Louis Cartier nel 1910.