Tra gli orologi più interessanti presentati quest’anno, c’è senza dubbio il nuovo TAG Heuer Monaco Chronograph. Non un orologio qualsiasi, ma una collezione leggendaria che ha sconvolto l’orologeria al debutto nel 1969 e ne rappresenta una pietra miliare: cassa quadrata impermeabile e calibro 11.
Il Monaco mi ha sempre affascinato; la sua geometria ha nutrito la mia passione per le casse di forma e soddisfatto il desiderio di indossare qualcosa di eccentrico, fuori dagli schemi. Ed il legame con i Gran Premi ne ha ulteriormente amplificato il fascino.
Ne ho posseduti due, entrambi antecedenti la prima edizione moderna con calibro di manifattura: Monaco Calibre 12 e Monaco Sixty-Nine. Ritengo però che TAG Heuer abbia dato, con l’edizione 2026, quello slancio che il Monaco meritava da tempo.
Un marchio in rapida evoluzione
Bisogna riconoscere a TAG Heuer di aver impresso un’accelerazione alle collezioni negli ultimi anni. Stile e tecnologia evolvono senza sosta e durante gli eventi dedicati alla stampa si respirano l’impegno e l’entusiasmo dei team di marketing e sviluppo.
Il marchio gode di energia nuova ed è orientato generalmente ad un pubblico giovane con una capacità di spesa medio-alta, nel rispetto del pedigree legato al motorsport, ineguagliato da questo punto di vista in orologeria.
Il Monaco Chronograph richiede un approccio di sviluppo differente; è più delicato da gestire rispetto, ad esempio, ad un Carrera.
Nonostante la spinta ad esplorare filosofie di design estreme, è sempre rimasto legato ad un’immagine classica, anche quando TAG Heuer ha esplorato super complicazioni come nel caso del Monaco Split-Seconds Chronograph che trasuda design Monaco da ogni prospettiva seppur sia stato estremizzato in chiave “avantgarde”, termine che appartiene al motto storico del marchio.
Quella piattaforma, inavvicinabile purtroppo per prezzo, ha dato i cromosomi alla nuova generazione di Monaco Chronograph.
Tra Heuer e TAG Heuer
Negli ultimi anni, il marchio svizzero ha prodotto il Monaco seguendo due binari paralleli; da un lato TAG Heuer Monaco con movimento di manifattura, dall’altro la collezione un tempo denominata “Heritage” con il logo Heuer su quadrante e fibbia, e calibro base Sellita con modulo Dubois-Depraz (il movimento originale era, tra l’altro, un crono modulare).
Le due collezioni coesistono ma durante il processo di creazione della nuova collezione, designer e tecnici hanno provato a mescolare il meglio di ciascuna interpretazione.
La corona è sulla sinistra, il calibro è di manifattura, lo stile della cassa ha assimilato curve e tagli del Monaco Split-Seconds Chronograph, l’orologio è più sottile.
A prima vista, in variante blu, è quasi indistinguibile da un Monaco del 40° Anniversario (il modello Steve McQueen), ma è molto più raffinato e debutta in titanio grado 5 per ridurre il peso di una cassa che non gode costruttivamente dei vantaggi di una cassa curva come quella, ad esempio, di un Santos.
Il nuovo Monaco Chronograph è particolarmente curato; la sezione piatta al centro del fondo cassa è circondata da ampi smussi ai lati e la geometria di pulsanti crono rivela la assimilazione degli stilemi propri del crono rattrapante.
La scelta dei colori, al lancio, rivela una certa cautela. Sono infatti al momento previste tre varianti: alla tonalità blu è associata una edizione “Racing green” ed una in titanio con lunetta, pulsanti crono e corona in oro rosa.
Il calibro TH 20-11
L’estensione del nome è un omaggio al calibro 11; a 4 Hz di frequenza, con ruota a colonne per smistare le funzioni crono ed 80 ore di autonomia a piena carica, l’ultima variante del TH 20 è su carta uno dei migliori calibri automatici industriali crono in produzione, ed è garantito per cinque anni. TAG Heuer ha impiegato due anni per modificare il TH 20-00 e disporre la corona sul lato sinistro.
Concepito come cronografo integrato, monta un rotore a carica bidirezionale. A differenza del Monaco che monta la versione originale del calibro, ed è un dettaglio rilevante, il nuovo Monaco Chronograph ha uno spessore di cassa che si riduce dai 15,2 mm originali a 13,9 mm.
Il confronto con la generazione standard di Monaco Chronograph
Mentre la collezione a marchio Heuer tende silenziosamente alla fine del suo ciclo vita, il nuovo TAG Heuer Monaco Chronograph ne prende idealmente il testimone.
Il confronto evolutivo va necessariamente fatto con l’attuale generazione dotata di corona ad ore tre e movimento TH 20-00.
Se escludiamo dall’equazione il movimento crono integrato che ha la stessa genesi, la nuova generazione è più sofisticata ed intrinsecamente Monaco, ma l’orologio è più leggero e confortevole e di gran lunga più curato.
Dalla cassa alla chiusura con deployante e ardiglione ai pulsanti crono sagomati, l’orologio è totalmente nuovo. E resta, nonostante tutto, equilibrato come deve essere un Monaco.
Considerazioni finali
Il tema dirimente è probabilmente il prezzo di listino; i modelli in titanio costano ciascuno 9.300€ che diventano 13.000€ nella variante in titanio e oro che considero poco aderente alla storia del Monaco.
Il posizionamento generale è quindi vicino ai 10.000€, la soglia cui si stanno ormai avvicinando tutti i marchi del mainstream di lusso ed il Monaco non fa differenza, sfruttando la sua notorietà per posizionarsi più in alto rispetto alle altre collezioni ed un gradino sopra il modello in acciaio di pari taglia (39 mm).
Ed è ragionevole per la costruzione in titanio, la lavorazione della cassa, i sottili profili lucidati a specchio, che hanno senza dubbio incrementato i costi di produzione rispetto ad un TH 20-00 eppure, credo che il mercato debba ancora metabolizzare questa crescita del listino.
Per quanto mi riguarda, l’ultima generazione di TAG Heuer Monaco Chronograph è il miglior punto di partenza per la crescita del Monaco ed è l’anello di congiunzione con il Monaco Split-seconds Chronograph.
Credo, analogamente, che TAG Heuer debba esaltare il nuovo design con varianti leggendarie come la edizione Gulf, ad esempio, ed estendere la collezione alle varianti in acciaio (anche con bracciale) per offrire una opzione più classica ed una scelta più ampia ai quei clienti tradizionali che vedono nel grado 5 una scelta non coeva con le radici di questo leggendario ed affascinante (quanto incompreso, al debutto) cronografo.
(Photo credit: Horbiter®)
In questo articolo:
Impermeabile
Si definisce impermeabile un orologio progettato per resistere a schizzi d’acqua, ma non adatto ad immersioni in quanto non dotato di corona o fondello chiusi a vite.
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
Modulo
Parte supplementare aggiunta ad un movimento base o complicato, al fine di aggiungere ulteriori complicazioni.
Frequenza
E’ il numero delle oscillazioni dell’organo regolatore. È espressa in rapporto all’ora, negli orologi meccanici, e al secondo in quelli al quarzo.
Cronografo
E’ una complicazione che consente la misurazione di intervalli di tempo ed è disponibile su ogni tipologia di orologio: meccanico, al quarzo, digitale.
Deployante
Identifica un tipo di chiusura del cinturino o del bracciale che utilizza estensioni e cerniere. Può essere doppia o tripla. La versione originale fu inventata da Louis Cartier nel 1910.
Ancora
E’ uno dei componenti del cosiddetto scappamento. Può essere di aspetto diverso in base al tipo di scappamento che viene utilizzato. Il suo nome deriva dalla forma simile a quella…
Io possiedo la ref. Cw2111.
Nero tre contatori, è stupendo, sia elegante che sportivo.
Cassa 38 mm misura ok anche per me polso grosso…
Splendido! Congratulazioni.
In realtà l’ho già comprato. Gulf edition.
Congratulazioni, Nicola.
E una linea molto elegante ma che lascia spazio ai giovani e alla sportività purtroppo le dimensioni non aiutano i polsi piu piccoli.
Buonasera Rossano, non è piccolo ma lo spessore ridotto e, soprattutto, la costruzione in titanio aiutano molto.