C’è un nuovo Prospex Marinemaster 300 pronto a debuttare sul mercato. Arriva in due versioni, classica e JAMSTEC Limited Edition ed è il più raffinato mai costruito dal marchio giapponese.
Seiko ha iniziato la commercializzazione dei nuovissimi modelli top di gamma della collezione Prospex, le referenze HBF001J1 ed HBF001J2.
Scopriamo cosa cambia rispetto ai modelli uscenti, e dove designer ed ingegneri di Seiko si sono concentrati per elevare ulteriormente un orologio che è già punto di riferimento tra gli appassionati.
Correva l’anno 1968
Il 1968 verrà ricordato come un anno di passione politica ma lontano dai tumulti che attraversavano l’Europa, Seiko lanciò la sua proposta di orologio subacqueo ad altafrequenza con cassa monoblocco e corona ad ore quattro.
Il modello originale del 1968
L’alba di un dominio tecnico indiscutibile
Il marchio giapponese pose le basi per il dominio tecnico tra gli orologi subacquei professionali che, con buona pace di tanti competitor, dura ancora oggi.
Con SLA025, Seiko ha riproposto il modello con cassa monoblocco e calibro Hi-Beat
Dotati di un coraggio industriale unico e di una caparbietà più unica che rara, quell’idea di prodotto ha attraversato i lustri fino all’era moderna quando Seiko ha introdotto un nome, Marinemaster, ed un orologio professionale destinati a diventare un punto di riferimento tra i professionisti del settore ed affacciarsi tiepidamente sul mercato con un orologio dotato di cassa monoblocco, impermeabile all’elio.
SLA025: fondo cassa piatto, cassa monoblocco.
L’evoluzione della cassa del 1968 ha seguito diverse evoluzioni lungo linee parallele, declinandosi in modelli grandi ultra professionali da 1000 metri e più piccoli da 200 metri con fondo cassa avvitata, rispettando quella architettura sotto una diversa forma.
Per questa ragione, vi invito ad approfondirne la storia recente nel video dei modelli SLA 077 e 079 che anticipano i due modelli di questa recensione.
Questa coppia è il punto di partenza per comprendere cosa portano in dote i nuovi HBF rispetto agli SLA, mentre per chi è meno esperto di Seiko e vede un nostro video per la prima volta, siete dinanzi al Seiko Prospex Marinemaster più elegante e ricco di dettagli di sempre, dopo che il marchio ha abbandonato sui modelli di larga diffusione la cassa monoblocco che ha riservato ad edizioni speciali.
Se siete neofiti e vi state avvicinando a Prospex, Seiko sta progressivamente abbandonando l’approccio da “tool watch” per rendere i suoi orologi subacquei sempre più vicini ad un utilizzo completo, a 360 gradi, piuttosto che riservarlo ad esperti di immersioni.
Sempre più raffinati
Questa generazione di orologi pensati sempre di più per essere usati ogni giorno, senza rinnegare le prestazioni eccellenti dei Prospex, raggiunge l’apice sui modelli Marinemaster, in particolare i modelli da 300 metri che si ispirano alla cassa del 1968.
Abbiamo messo a confronto modello vecchio e nuovo, sebbene sembri strano parlare di vecchio modello per un SLA079J1.
Ha meno di due anni di vita ma Seiko lo ha sviluppato ulteriormente portando su questi orologio alcuni miglioramenti che aveva già introdotto con le collezioni di ispirazione 1968 ma più accessibili, come il Diver’s GMT.
Da Marinemaster a Marinemaster
Sembrano uguali, vero? Meno di quel che sembra. A sinistra il modello SLA079J1; misura 42,60 mm ed è spesso 13,40 mm. A destra il nuovo modello che ha esattamente lo stesso diametro ma uno spessore di 14,06 mm. La differenza è tutta nell’altezza della lunetta girevole.
La distanza tra le anse è passata da 22,0 a 20,0 mm. Confrontiamo le lunette; entrambe montano un inserto in ceramica ma il font è cambiato; ora è più snello e definito. Ciascun numero si integra meglio con il disegno complessivo ed è funzionale a migliorare tanto l’estetica quanto l’immediatezza di lettura.
Come per la lunetta, Seiko dimostra di sforzarsi costantemente per migliorare l’estetica dei suoi Prospex senza scendere ad alcun compromesso con la funzionalità. Infine, la data è stata spostata da ore 4:30 ad ore 3:00.
Preferisco però la vecchia soluzione, conservava la perfetta simmetria del quadrante ed ho la sensazione che manchi talvolta qualcosa sul lato destro del quadrante.
Prendiamoci un attimo per lodare il lavoro di Seiko sulla funzionalità della lunetta girevole unidirezionale; nessuna lunetta ruota con la stessa morbidezza della lunetta di un Marinemaster 300.
La lunetta girevole unidirezionale è più alta e si afferra meglio
Su un Rolex ed un Tudor, che considero in due diverse fasce il riferimento troverete forse un clic più metallico; questa lunetta ruota con un clic meno pronunciato ma in una totale assenza di vibrazioni.
Viva la microregolazione
Non è finita; ruotiamo gli orologi sul fondo per scoprire l’area in cui il passo avanti è stato macroscopico; il nuovo Marinemaster ha ereditato la nuova chiusura a cassetta con doppio pulsante di sicurezza e sistema di microregolazione che dal Diver’s GMT si sta rapidamente diffondendo su tutti i subacquei di casa Prospex.
Il sistema di micro regolazione è facile da usare e molto ben concepito
Semplice, con il logo SEIKO inciso, ha un discreto doppio pulsante di sicurezza ed una deployante che nasconde un tasto a scatto per far scivolare il bracciale all’interno della guida.
Nella immagine in alto il confronto tra vecchia e nuova chiusura del bracciale; il salto di qualità percepita e funzionalità è evidente.
Il calibro 8L45
Questa è la differenza più rilevante e contemporaneamente la più difficile da raccontare perché meriterebbe un capitolo separato per mostrare il valore del nuovo calibro 8L45.
Ha debuttato su Vanac e Prospex 600 metri dell’anniversario ed è un movimento meccanico impressionante che sostituisce un movimento già eccellente.
il calibro 8L45 montato all’interno della cassa di Vanac
Come il precedente, 8L45 è assemblato presso lo Shizukuishi Studio e non si può pertanto nascondere la sua genesi (deriva da un calibro Grand Seiko).
Seiko calibro 8L45: deriva dal GS 9S65
Se il precedente era una costola del GS 9S55, il nuovo deriva dal più recente 9S65 che monta 35 rubini al posto di 26 e riduce lo scarto giornaliero dalla finestra -10/+15 a -5/+10 ed è accreditato di 72 ore di autonomia contro le precedenti 50.
E’ un calibro di alta orologeria prestato ad un orologio subacqueo di lusso. Mi sorprende che sul nuovo non sia stato però introdotto il cambio data rapido.
Al polso
Seiko ha abbandonato la variante con il quadrante bianco, almeno per ora, aggiungendo una versione in edizione limitata realizzata con l’agenzia giapponese JAMSTEC, partner consolidato con cui sviluppa e testa i suoi orologi subacquei professionali.
In alto l’edizione limitata il cui quadrante evoca la scia tracciata da una nave rompighiaccio mentre avanza.
La sfumatura blu disposta verticalmente, che si intensifica verso il centro, è rifinita con un generoso rivestimento trasparente e successivamente lucidata, richiamando la profondità cristallina e sconfinata dell’Oceano Artico.
Gli elementi che amo di più dei Marinemaster sono la larga scanalatura su lunetta e corona; quest’ultima è inoltre leggermente differente dalla precedente perché non collegata direttamente alla cassa ma viene avvitata in una sede montata a sua volta all’interno del corpo cassa.
Considerazioni finali
Volete un orologio sportivo con le finiture di un orologio di lusso ed un autentico movimento di manifattura dalla spirale all’ultima vite, con le prestazioni da vero subacqueo professionale?
Il nuovo Marinemaster è un serissimo candidato e se vi concentrate sulle prestazioni, non c’è partita. Chi può offrire un subacqueo professionale con finiture che oggi associamo a prodotti da circa diecimila euro, con un calibro di questa qualità e dettagli che non prestano il fianco a critiche come in passato?
Si può forse rimproverare a Seiko di non offrire al lancio almeno un’altra variante di colore e di insistere a non voler trasformare, per così dire, il Marinemaster in un Prospex speciale.
Non vi piacerebbe sostituire il bracciale con un cinturino in gomma personalizzato o, come abbiamo proposto in passato, una Velcro strap?
Vorrei finire con un commento legato allo stile; è sempre soggettivo, è vero, ed è giusto che ognuno abbia la propria opinione sul Marinemaster.
Ripeto spesso che non esiste il prodotto perfetto ma quello che tende alla perfezione e che quel processo deve essere alimentato continuamente, ma non si può negare che il Marinemaster abbia una forte identità, che ha rinforzato con il progetto LX a firma di Ken Okuyama, il designer ex Pininfarina di cui ora comprendo la visione.
La collezione LX è alla base del design attuale Marinemaster; il modo in cui la luce entra ed esce dalla lunetta, dai fianchi e dalla corona è il risultato degli attenti studi fatti in collaborazione con il designer.
Quella collezione era forse di rottura per l’idea che molti avevano del Seiko sportivo, quando fu pesentato, ma oggi dà carattere, luminosità, ricchezza formale ad un orologio che si fonda, dopo tutto, su un’architettura solo tempo piuttosto tradizionale.
(Photo credit: Horbiter®)
In questo articolo:
Frequenza
E’ il numero delle oscillazioni dell’organo regolatore. È espressa in rapporto all’ora, negli orologi meccanici, e al secondo in quelli al quarzo.
Ancora
E’ uno dei componenti del cosiddetto scappamento. Può essere di aspetto diverso in base al tipo di scappamento che viene utilizzato. Il suo nome deriva dalla forma simile a quella…
Impermeabile
Si definisce impermeabile un orologio progettato per resistere a schizzi d’acqua, ma non adatto ad immersioni in quanto non dotato di corona o fondello chiusi a vite.
GMT
E’ l’acronimo di Greenwich Mean Time ed identifica una complicazione in grado di visualizzare due o più fusi orari sul quadrante mediante l’accoppiamento di una ghiera girevole sulle 24 ore con indicazione (usualmente)…
Diver
Termine che identifica nel gergo comune, ormai un neologismo in italiano, una specifica categoria di orologi subacquei.
Ceramica
Materiale utilizzato per la costruzione della cassa di un orologio e, negli ultimi anni, anche delle lunette degli orologi subacquei (e non) e dei quadranti. Ottenuta da polvere di zirconio (ZrO2), la…
Deployante
Identifica un tipo di chiusura del cinturino o del bracciale che utilizza estensioni e cerniere. Può essere doppia o tripla. La versione originale fu inventata da Louis Cartier nel 1910.
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
Cinturino
E’ costruito in diversi materiali: ad esempio pelle, nylon, nylon e pelle ed è chiuso su fibbia ad ardiglione o deployante.