Ci sono leggende la cui storia resta, indelebile, nella nostra fantasia, e quella che narra la storia di Merlino, re Artù e i cavalieri della tavola rotonda è una di queste. Una leggenda che, a vario titolo, affascina a tutte le età, inclusi i collezionisti di gioielli ed orologi.
Il nuovo capitolo della saga Knights of the Round Table di Roger Dubuis ne riprende un capitolo affascinante, antecedente a quello che condusse alla incoronazione di Re Artù, ed ha un riferimento naturale nel Selciato del Gigante, formazione rocciosa presente sulla costa nord-irlandese composta da circa quarantamila colonne basaltiche di origine vulcanica a base regolare, prevalentemente esagonale.
Fonte: Greenme.it
Fonte: Greenme.it
E’ una costruzione naturale che lascia a bocca aperta, formatasi circa sessanta milioni di anni fa dal basalto fuso che si raffreddò bruscamente all’atto della separazione tra il continente americano e quello europeo. Il sito è inserito tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO dal 1986 ma la leggenda prevede una storia più fantasiosa.
Tra Scienza e Leggenda
Narra infatti che Merlino, affascinato dalla bellezza del Selciato del Gigante, lo abbia sollevato, grazie ai suoi poteri, per portarlo nella piana di Salisbury, in Inghilterra, e costruire Stonehenge. Il Selciato diventa così il centro della tavola rotonda nell’ultima creazione di Roger Dubuis, con i cavalieri disposti a cerchio e pronti ad attraversarlo. E’ una composizione inedita che genera, al primo sguardo, un contrasto evidente tra figura classica del cavaliere e rigorosa geometria del Selciato.
E’ questo il centro della scena del nuovo Roger Dubuis Knights of the Round Table, the Omniscient Merlin che si affida esclusivamente ai prismi a base esagonale della struttura reale, riprodotti anch’essi ad altezze differenti.
Il quadrante rappresenta la base del Selciato; il disco in oro rosa è stata forato e trattato PVD nero in modo esteso. Alcune sezioni sono state successivamente forate ed alcune parti in oro decorate con un motivo a raggiera; altre hanno infine ricevuto un trattamento finale opaco. Spicca una caratteristica peculiare. L’orologio è a due soli toni: nero ed oro rosa 18 carati, trattati con diverse finiture.
Il Selciato del Gigante in miniatura
Gli artigiani di Roger Dubuis hanno riprodotto minuziosamente la scena. La costruzione di origine basaltica conta su 56 colonne e quattro diversi materiali a contrasto tra loro. Misurando da un minimo di 0,2 mm a 3,7 mm, le colonne sono realizzate alternativamente in oro rosa, basalto, vetro di Murano e trasparente con una prevalenza di quelle basaltiche. Sono in tutto 28 i blocchi esagonali di basalto, nove quelli di oro massiccio (lucidati a specchio), dieci quelli in stile Murano e nove, infine, quelli di vetro.
La configurazione crea tanto una vivace alternanza tra materiali, toni opachi o lucidi, ed elementi trasparenti, quanto un vistoso sviluppo tridimensionale che sorprende i dodici cavalieri, quasi tutti con le spade sguainate in un atteggiamento misto tra stupore, rispetto e preparazione all’attacco. La tavola rotonda assume così un significato completamente diverso dallo scenario tradizionale.
I cavalieri seguono un processo di realizzazione estremamente rigoroso che parte da una fase manuale, procede con una digitale, per finire con una artigianale.
Dagli sketch si passa ai prototipi in resina, che vengono sottoposti a scansione 3D (quindi a reverse engineering) per costruire dei precisi micro stampi destinati a forgiare elementi molto piccoli (misurano 6 mm in altezza) ma ricchi di dettagli. Sono pronti per la fase finale di finitura che prevede incisioni e decorazioni, possibili solo con l’ausilio di artigiani specializzati.
Cassa e movimento
La cassa è imponente, misura 45 mm di diametro corona esclusa, ed è spessa ben 16,87 mm. Non è eccessivamente grande se consideriamo che una parte dei 6mm è riservata all’altezza dei cavalieri. Aiuta la conformazione del vetro zaffiro, pensato per dare volume alla scena e, a giudicare dalle immagini, alla costruzione tridimensionale.
Tra l’altro, l’anello in vetro al centro della cassa consente di notare che le superfici superiori dei prismi esagonali sono inclinate. Un anello in vetro è inserito anche lungo l’asse della corona.
Tanto la costruzione quanto la coppia di toni (nero e oro) ricordano l’orologio Orbis in Machina presentato lo scorso aprile a Ginevra, con una differenza evidente nelle spallette proteggi corona la cui geometria più pronunciata riproduce in questo caso la guardia della spada.
Il Roger Dubuis Knights of the Round Table, the Omniscient Merlin è animato dal movimento Monobalancier RD821 da 4 Hertz e 48 ore di autonomia. Più che per la complicazione (l’orologio è un solo tempo) si distingue per quattordici diverse finiture che contribuiscono ad assegnare il Punzone di Ginevra, requisito standard di un orologio Roger Dubuis, e per la massa oscillante che si ispira alle vetrate delle finestre dei castelli medievali.
Sull’anello che chiude il fondo cassa è riportata la seguente frase: “Attorno a questa tavola i cavalieri più valorosi siederanno come pari. Essi partiranno in cerca d’avventura, facendo giustizia, proteggendo i deboli, domando i superbi.”
Considerazioni finali
Roger Dubuis costruirà 28 esemplari del Knights of the Round Table, the Omniscient Merlin. Lasciamo che sia il singolo a giudicare l’estetica di questa edizione rispetto alle precedenti. Sottolineiamo, ed è questo un elemento secondo noi oggettivo, la maturità estetica di uno stile che abbandona qualche tocco eccessivamente barocco delle edizioni che l’hanno preceduta.
Il contrasto tra il classicismo dei cavalieri e quello geometrico del Selciato rende questo Knights of the Round Table più contemporaneo e sembra proseguire il percorso di semplificazione del design intrapreso sui grandi classici ed inaugurato in particolare con Orbis in Machina.
(Photo credit: Roger Dubuis)
Giovanni Maria Di Biase @Horbiter®
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