A fine 2005, alla vigilia di un personale, importante cambiamento della mia vita professionale, mi regalai un Seamaster Planet Ocean.
Non un modello standard ma l’edizione limitata dedicata a Casino Royale, la prima pellicola interpretata da Daniel Craig nei panni di 007.
Quando il Planet Ocean fu presentato, mi colpì in particolare la serie limitata per la pulizia e semplicità dell’orologio e quei discreti tocchi aggiuntivi sufficienti a personalizzare un orologio nato bene.
Quell’orologio, che segnò il raggiungimento di un traguardo e l’inizio di un nuovo capitolo della mia vita professionale, si è evoluto rapidamente con la progressiva crescita tecnologica di Omega.
Dopo aver inaugurato lo scappamento Co-Axial su base ETA solo tempo, Planet Ocean ha rappresentato la piattaforma per lo sviluppo di nuovi calibri di manifattura Omega fino ai Master Chronometer, ed una lunga serie di nuovi materiali per cassa e lunetta.
Omega puntava ad un modello professionale con capacità superiori al Seamaster 300M Diver, che potesse competere con i migliori subacquei professionali mostrando un design muscoloso, ricco di curve, come suggeriva una tendenza di mercato che si è progressivamente sgonfiata.
E’ incredibile se penso che sono passati vent’anni dal primo Seamaster Planet Ocean, che Omega ha scelto di festeggiare con un capitolo interamente nuovo.
Il DNA di Ultra Deep…
Prima di chiudere la terza generazione, Omega ha alzato l’asticella della collezione con il progettoUltra Deep. Ciò che sembrava un unicorno è stata in realtà la base progettuale e concettuale di una famiglia di strumenti professionali dotati di cassa impermeabile all’elio e specifiche tecniche notevoli.
Per fattura e presenza il nuovo Planet Ocean può competere da una posizione privilegiata con i leader di settore, puntando su una qualità complessiva che non ho mai personalmente visto su un Omega sportivo in acciaio di ultima generazione. Sicuramente, non su un Seamaster.
Il Seamaster Planet Ocean di quarta generazione è il figlio legittimo del progetto Ultra Deep. Al debutto, Ultra Deep aprì un gap micidiale con la collezione standard innalzando drasticamente finiture, materiali e specifiche di prodotto, tra cui spiccano la compliance alla norma ISO 6425 e l’acciaio proprietario O-Megasteel.
E’ stato un modo per affrontare e sconfiggere gli avversari svizzeri sul terreno di esclusività e finiture ed avvicinare i marchi giapponesi su quello delle prestazioni pure. Un mix unico che Omega ha deciso di migrare progressivamente al nuovo Seamaster Planet Ocean.
…ed un raro mix di richiami al passato.
Se Ultra Deep è stato l’ispiratore di una rivoluzione tecnica, la storia ha ispirato le forme dell’orologio che nascondono diversi geni del Seamaster a partire dal 1957, epoca in cui ha senso parlare di orologio subacqueo professionale e non più di orologio impermeabile.
La cassa ed il bracciale si rifanno al Seamaster con bracciale “flat link” ma quadrante e lunetta sono ereditati da Ultra Deep, con il colore arancione che è diventato il segno di riconoscimento del Planet Ocean, dalla prima lunetta in metallo del 2006 alla prima in ceramica del 2016.
1932-2025: la progressiva evoluzione del Seamaster
La rastrematura del bracciale ricorda il Seamaster Mayol del 1981 ed in generale i modelli Seamaster con bracciale integrato che riempiono i cataloghi storici.
La continua ricerca di fonti di ispirazione ha guidato i designer verso spigoli vivi e superfici piatte, ed un abito più professionale, ora impermeabile all’elio.
Il quadrante nero opaco è senza data, perfettamente simmetrico ed esalta la lunetta in ceramica montata su una cassa ridotta a 42,00 mm di diametro. Parlano di “evoluzione” ma è una “rivoluzione”.
2005-2025: quattro generazioni di Planet Ocean
La slide comparativa (immagine in alto) illustra la distanza tra vecchia e nuova generazione. Le anse sono piatte e non più ad elica, con la porzione interna inclinata verso il bracciale.
Il fianco è egualmente più squadrato ma lo spessore si è ridotto drasticamente: da 16,09 mm a 13,79 mm, rendendo l’orologio ben proporzionato da ogni angolazione. Il vetro zaffiro piatto sostituisce infine quello bombato della collezione uscente.
Il bracciale, un tre maglie con quella centrale piana e lucidata a specchio, è molto elegante e sembra votato al confort più di quanto lo sia ad una immersione professionale.
Non a caso offre ben sei posizioni di regolazione, chiudendosi su una fibbia ottimamente rifinita che sembra studiata per uno sportivo di lusso piuttosto che per un 600 metri professionale.
Evoluzione del font
Il font dei numeri arabi evolve ugualmente alla quarta generazione; la grafica è ora più squadrata, studiata per questa tipologia di cassa e bracciale.
Per completare, il fondo cassa in titanio grado 5 contribuisce a ridurre il peso complessivo, ed ha le scritte e l’ippocampo orientati. Inoltre, è un fondo cassa chiuso.
Qual è l’elemento distintivo, la forma geometrica che definisce lo stile del nuovo Planet Ocean? E’ il trapezio. Il trapezio è ovunque, ripetuto costantemente nella sezione di attacco al bracciale e ben visibile se si osserva il modello con cinturino in gomma di tre quarti.
Omega presenta al lancio sette varianti di Planet Ocean: tre ruotano intorno alla versione con lunetta colore arancione e prevedono il bracciale e due cinturini in gomma, nero o arancione.
Le altre due montano una lunetta in ceramica nera o blu ed il bracciale o il cinturino in gomma nera. E’ strano che non abbiano pensato ad un cinturino coordinato di colore blu, ma parliamo di dettagli. Il motivo sul cinturino replica la maglia “flat link” del bracciale e si chiude su una deployante.
Stranamente, pur utilizzando ciò che Omega ha sperimentato con Ultra Deep, tra cui l’anello in titanio interno alla cassa per sigillare al meglio la cassa, i nuovi Planet Ocean di quarta generazione non sono certificati ISO o, perlomeno, Omega non lo dichiara esplicitamente.
Dentro la cassa è inserito lo stesso calibro 8912 montato su Ultra Deep, con 60 ore di autonomia a piena carica e la certificazione Master Chronometer che ci si aspetta da Omega.
Considerazioni finali
Omega non ha mai osato così tanto con una nuova collezione; potevano permetterselo con il Planet Ocean ed è ciò che hanno fatto.
Questa collezione nacque infatti da un processo di evoluzione e non dalla evoluzione diretta di un antenato, come per Speedmaster, ed è la forza che ha consentito di liberare il design della collezione.
Omega ha riproposto un solo elemento della collezione precedente, la cassa da 42 mm ma il confronto si ferma a questo dettaglio perché non c’è alcun elemento di collegamento tra nuova e vecchia generazione.
Il Seamaster Planet Ocean di quarta generazione è un orologio splendido, rifinito come deve esserlo un elegante sportivo con bracciale ma dotato come un autentico orologio subacqueo professionale.
Riassume il gusto di un orologio di lusso sportivo Swiss Made con le capacità tecniche di un “tool watch” in un modello orologio dai vaghi richiami professionali anni ’70 tra cui includo anche il PloProf per i bordi squadrati.
Omega è stata molto attenta a posizionarlo correttamente ed il prezzo è eccellente, muovendosi nella fascia tra 8.500 e 9.400 euro. Più precisamente, costa 8.500 con lunetta nera o blu e 9.200 euro con il bracciale in acciaio.
La versione arancione costa 8.800 euro su cinturino (nero o arancione) e 9.400 euro su bracciale. Quale scegliere? Domanda superflua: il Planet Ocean è“Orange”.
(Photo credit: Horbiter®, Omega)
Gaetano C @Horbiter®
In questo articolo:
ETA
Manifattura svizzera di movimenti meccanici ed al quarzo di proprietà del Gruppo Swatch.
Diver
Termine che identifica nel gergo comune, ormai un neologismo in italiano, una specifica categoria di orologi subacquei.
Impermeabile
Si definisce impermeabile un orologio progettato per resistere a schizzi d’acqua, ma non adatto ad immersioni in quanto non dotato di corona o fondello chiusi a vite.
Ceramica
Materiale utilizzato per la costruzione della cassa di un orologio e, negli ultimi anni, anche delle lunette degli orologi subacquei (e non) e dei quadranti. Ottenuta da polvere di zirconio (ZrO2), la…
Cinturino
E’ costruito in diversi materiali: ad esempio pelle, nylon, nylon e pelle ed è chiuso su fibbia ad ardiglione o deployante.
Deployante
Identifica un tipo di chiusura del cinturino o del bracciale che utilizza estensioni e cerniere. Può essere doppia o tripla. La versione originale fu inventata da Louis Cartier nel 1910.
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
Swiss Made
Un orologio è considerato Swiss Made se il suo movimento è svizzero, è stato incassato in Svizzera, ed il produttore effettua l’ispezione finale in Svizzera.