Il 2025 ha segnato il rinnovamento di una collezione storica della produzione Omega, parte di una trilogia che nel 1957 ha dato vita ai tre assi principali del marchio: Seamaster 300, Railmaster, Speedmaster CK 2915.
Eravamo all’alba di una proposta in cui due modelli, Seamaster e Speedmaster, si sono evoluti per trasformarsi in punti di riferimento del marchio, mentre il terzo, Railmaster, l’orologio resistente ai campi magnetici, ha faticosamente trovato un posizionamento chiaro.
A causa, probabilmente, della sua somiglianza con il Seamaster ed alla crescente popolarità dell’orologio da polso subacqueo il cui successo è effettivamente esploso a partire dagli anni ‘60.
La riedizione della trilogia del 1957 presentata nel 2017 ha regalato una versione coeva dell’originale ed il più equilibrato esempio di un modello che negli anni si è prestato a tante, troppe interpretazioni, migrando come Seamaster e Speedmaster alla cassa con le anse ad elica e crescendo addirittura fino ai 49mm dei Railmaster a carica manuale.
La collezione Railmaster 2025
Una breve ricostruzione storica ci proietta alla collezione rinnovata che sostituisce quella continuativa nata nel 2017, che inquadra formalmente il nuovo Railmaster all’interno della vasta famiglia Aqua Terra sebbene Omega abbia strategicamente e logicamente separato la nuova collezione da cui evidentemente deriva, riportando Railmaster in un abito più classico del precedente, costituito da un’estetica minimale votata all’immagine da “tool watch”.
Le misure di un Aqua Terra (quasi)
Pur riservando a questa collezione, come vedremo, il privilegio di alcune scelte specifiche che mirano ad attirare un cliente diverso da quello attratto da un Aqua Terra. La cassa misura 38,0 mm di diametro per 12,36 mm di spessore con una distanza da ansa ad ansa di 44,92 mm.
Curiosamente, lo spessore è di 0,10 mm maggiore rispetto a quello di un Aqua Terra di pari diametro, mentre l’assenza della data è una scelta mirata ad esaltare quel vago sguardo da orologio strumento di cui accennavo.
Tornano sul quadrante le sfere Broad Arrow, usate per la sola sfera dei minuti come su Aqua Terra. Con questa operazione di family feeling, Omega ha fatto un passo indietro rispetto alla collezione uscente da 40 mm.
Per il resto, la cassa offre prestazioni valide da orologio a tutto tondo che includono una corona serrata a vite ed un dato di impermeabilità più che soddisfacente.
Il nuovo Omega Railmaster resiste alla pressione corrispondente ad una profondità di a 150 m ed arriva in due varianti di quadrante e doppia offerta: bracciale o cinturino in pelle.
Il primo è un tre maglie, morbido al polso, con 2 mm di micro regolazione che si chiude su una classica butterfly mentre il cinturino in pelle utilizza una chiusura a scatto.
I quadranti sono differenziati per complicazione ovvero Omega offre il beige sfumato con bordo nero sulla variante con piccoli secondi in basso e grigio nella stessa configurazione per il tre sfere centrali.
Due varianti tecniche
Le due versioni mostrano attraverso il fondo cassa calibri dotati di specifiche comparabili, partendo da una base meccanica comune: codificati come 8806 ed 8804 (piccoli secondi in basso) sono chiaramente del movimenti certificati Master Chronometer pregevoli per finiture, nonostante la fattura industriale, su cui spicca la decorazione Côtes de Arabesque su rotore e ponti, incluso quello del bilanciere.
Erogano 60 e 55 ore di autonomia a piena carica, fornite da un singolo bariletto. L’anello sul fondo cassa è quello comune ai modelli Omega sportivi di ultima generazione anche se non è del tipo NAIAD come sui Seamaster professionali di ultima generazione.
Considerazioni finali
Omega ha catalogato i nuovi Railmaster tra i modelli storici, confermando il taglio vintage per separare questa offerta dal resto. Sostanzialmente, ha dato ad Aqua Terra alcuni connotati del modello del 1957, giocando sulla finitura quadrante: tonalità sfumata, no data, numeri arabi.
La genesi Aqua Terra è confermata dalla lancetta Broad Arrow ma l’attitudine è vagamente nostalgica inserita in un abito molto moderno, che ritengo più riuscito nella variante con la i piccoli secondi al sei.
L’orologio è più personale di quanto provi a fare il tre sfere centrali che trovo al confronto un pò anonimo. Chi sperava in una riedizione ad anse diritte del modello 1957, equipaggiato con lo stato dell’arte della tecnologia Omega, rimarrà deluso. E’, comunque, indicato per chi reputa un Aqua Terra troppo moderno.
I prezzi di listino sono i seguenti: il tre sfere centrali oscilla da 5.600€ a 6.000€, la edizione appena più complicata da 6.300 a 6.600€, chiaramente nelle due configurazioni con o senza bracciale.
(Photo credit: Horbiter®)
Giovanni Maria Di Biase @Horbiter®
In questo articolo:
Cinturino
E’ costruito in diversi materiali: ad esempio pelle, nylon, nylon e pelle ed è chiuso su fibbia ad ardiglione o deployante.
Complicazione
Si indica l’aggiunta di una qualsiasi complicazione meccanica ad un movimento in grado di indicare semplicemente l’ora. Tra le complicazioni più importanti dell’orologeria ricordiamo ad esempio il tourbillon inventato da Breguet nel 1795, il calendario perpetuo oppure…
Bariletto
E’ l’Ingranaggio del movimento meccanico che contiene la molla di carica. Ha la forma di un tamburo con, ad un’estremità, la prima ruota del treno d’ingranaggi.