Sono lontani i tempi in cui gli sportivi di Patek Philippe dominavano la scena, oscurando ciò per cui Patek è da secoli rinomata: le complicazioni. Mi riferisco all’offerta perché i modelli sportivi, cui si è aggiunto Cubitus, sostengono tuttora la domanda.
Le novità Patek Philippe 2025 rinforzano un concetto già anticipato negli ultimi cinque anni almeno: il marchio ha investito in modo sostenuto su savoir-faire classico e innovazioni, creando una proposta complessivamente più diversificata che in passato.
Credo che il 2025 sintetizzi questa strategia; il prodotto è al centro e diversamente non potrebbe essere, ma il mix è cresciuto. Arriva, dopo molte critiche, Cubitus in taglia più piccola seguito, o preceduto, da varianti di modelli esistenti e nuovi modelli, con le Grandi Complicazioni a dominare la scena.
Patek Cubitus 40 mm ref. 7128/1G: mette d’accordo tutti (o quasi)
Il Cubitus da 40 mm ha attirato l’attenzione generale, come se il marchio volesse porre rimedio a presunti errori ed il pubblico fosse in attesa dei correttivi.
Più semplicemente, la taglia da 40 mm era presumibilmente a piano. Non avevo né visto né provato un Cubitus in precedenza. Per varie vicissitudini Watches and Wonders è stata la prima occasione per vedere la collezione e fare un confronto immediato tra grande e piccolo sì da farmi la mia opinione.
Il tema non riguarda esclusivamente la taglia; con un polso da 19,5 cm posso indossarne uno da 45mm tranquillamente; il primo punto che toccherei, piuttosto, è l’eccessiva similitudine formale tra Cubitus e Nautilus, che ha trasformato il primo nel tentativo di raccogliere l’eredità di una collezione leggendaria ed aprire un nuovo ciclo, creando un’immensa aspettativa.
La versione da 45 mm non mi convince per il rapporto tra cassa e dimensione del calibro; la qualità costruttiva non è in discussione. La variante da 40 mm non è un “downsizing”, è un orologio dalle proporzioni più riuscite.
In entrambe le varianti, oro bianco od oro rosa, cassa e bracciale sono meglio proporzionati e senza dubbio più adatti a soddisfare un cliente globale.
La perfetta esecuzione ed alternanza di spazzolatura e lucidatura risalta sulla forma quadrata della cassa che trasmette una sensazione di qualità superiore, creando quell’effetto “lingotto” che la taglia 40 mm esalta, in particolare in configurazione solo tempo con quadrante a losanga.
Il Nautilus sarà per sempre il Nautilus, è fuori discussione, ma il Cubitus da 40mm vanta una identità più marcata ed il calibro 26-330SC riempie ora la cassa interamente, rispetto a quanto può fare su un 5821/1A-001, a riprova di una ritrovata armonia.
L’orologio misura appena 8,5 mm di spessore, è quindi leggermente più spesso di un 5811 e del fratello più grande in acciaio ma ciò che sorprende è la resistenza all’acqua che si ferma ad appena 30 metri, un valore che ti aspetti di trovare nella specifica di un orologio tre sfere da sera, non di uno sportivo, e che accomuna tutti i modelli in collezione.
Patek Philippe Ref. 5370R Split-Seconds Chronograph Brown Enamel: nuovo quadrante e smalto Grand Feu
E’ la più affascinante tra le novità presentate da Patek. Per inciso, la referenza 5370R non è inedita; l’architettura esiste da tempo in collezione ma è la prima volta che Patek Philippe realizza un modello in oro rosa con quadrante marrone e beige a doppia finitura.
Smalto Grand Feu al centro e “champlevé” beige su contatori crono e scala tachimetrica, disposta sull’anello esterno, sono disposti secondo una configurazione “a gradino” in cui i contatori sono leggermente incassati mentre la scala tachimetrica è rialzata, artificio per amplificare la profondità del quadrante.
Riempie il vuoto lasciato dalle referenze 5370P-001 e 5370P-011 superandole ampiamente per fascino. Il calore di questa edizione contrasta con l’aspetto un pò freddo, quasi teutonico, delle precedenti edizioni, sì da sembrare un orologio inedito.
La costruzione in oro rosa con i numeri arabi Breguet in oro applicati e lo smalto marrone a contrasto crea un insieme che definirei irresistibile, nonostante non preferisca la disposizione decentrata dei contatori e le dimensioni siano piuttosto lontane da quelle di un classico cronografo a carica manuale.
Le misure recitano infatti 41,00 mm per 13,56 mm. Il 5370R non è un orologio compatto nè tantomeno leggero, pur montando un cinturino in pelle, ma ripaga con una piacevole geometria di cassa: alterna lunetta concava, fondo cassa, anse e corona a finitura lucida con un fianco scanalato e spazzolato.
Si è ampiamente ripagati dalla vista sul calibro a carica manuale CHR 29-535 PS la cui costruzione classica punta su spirale Breguet e ruota a colonne tra le specifiche standard ed è a vista.
Monta il bilanciere a spirale libera Gyromax, brevetto di Patek che, ricordiamolo, prevede delle piccole masse sull’anello esterno del bilanciere per regolarne finemente il momento di inerzia in luogo delle più classiche viti.
Non è un movimento super rifinito se lo confrontiamo, ad esempio, con esecuzioni analoghe come lo Split Seconds di A.Lange & Söhne ed il prezzo di circa 300.000 Euro è impegnativo ma il fascino di questo crono è enorme.
Patek Philippe Retrograde Perpetual Calendar Ref. 6159G
Il calendario perpetuo con data retrograda è un’architettura che ha in Patek una storia quasi centenaria. La referenza 6159G rivoluziona lo stile, che si avvicina a quello di Calatrava, referenza 6119R-001, come si evince dal motivo Clous de Paris sulla lunetta, replicato sul fondo cassa a vista.
Il nuovo Retrograde Perpetual Calendar Ref. 6159G combina richiami al passato (visualizzazione retrograda del calendario), con elementi classici (base Calatrava) ed idee contemporanee quali il vetro zaffiro sfumato grigio ed il cinturino in pelle e tessuto con tripla deployante.
Aggiunge forse un eccessivo tocco sportivo; mi riferisco alle cuciture sul cinturino, troppo grandi, in contrasto con il fine motivo Clous de Paris riprodotto sulla parte centrale del cinturino stesso.
Disponendo al centro del quadrante tutte le informazioni necessarie, tra cui l’indicazione del ciclo degli anni bisestili ad ore dodici e quello delle fasi lunari ad ore sei, l’orologio utilizza un inedito vetro trasparente metallizzato grigio e sfumato nero, con la porzione più chiara al centro per esaltare i dischi di giorno e mese, e l’anello retrogrado della data, esaltando le visualizzazioni principali di un calendario.
Non è un’idea nuova ma la costruzione ideata da Patek aggiorna in chiave contemporanea una base classica, seguendo la scia di marchi di alta orologeria che hanno già costruito orologi complicati con quadranti traslucidi e visualizzazioni dirette dei dischi sottostanti.
Ricorda quanto ha fatto, ad esempio, Audemars Piguet con Code 11.59 dal punto di vista puramente estetico. La cassa in oro bianco misura 39,5 mm di diametro ed è spessa 11,45 mm.
Il calibro 26-330 S QR si fonda sulla vasta famiglia di calibri della serie 26-330 a rotore centrale lanciata nel 2019 montato in diverse varianti su diversi modelli della produzione Patek, declinato in complicazionecalendario annuale, 26-330 S QA e perpetuo tra cui la versione con disposizione in linea che adoro.
Dotato di bilanciere Gyromax e spirale Spiromax, raggiunge uno spessore di 5,36mm in questa configurazione, confermandosi un calibro consolidato e non eccessivamente spesso per un movimento a rotore centrale, seppur limitato tecnicamente per quanto riguarda l’autonomia che totalizza al massimo 45 ore.
Se dovessi scegliere in questa fascia di prezzo, mi dirigerei verso il calendario in linea ref. 5236 P-001 con cassa in platino e calibro con microrotore, il cui prezzo è di circa 30.000€ superiore ai 118,799€ richiesti per un Retrograde Perpetual Calendar Ref. 6159G.
Patek Philippe Calatrava 8-Day Ref. 5328G: il nostro preferito
Il nuovo Calatrava 8-Day Ref. 5328G è il più moderno ed insieme il più classico tra i nuovi orologi presentati. Riunisce le più recenti tecnologie sui calibri sviluppate dalla divisione Patek Philippe Advanced Research in un movimento a carica manuale di costruzione classica.
La riserva di carica di otto giorni è un risultato notevole per un orologio da 41,00 mm di diametro e 10,52 mm di spessore (in oro bianco) e rappresenta la sintesi di una lunga tradizione di modelli nati con cassa di forma, ed iniziata con la referenza 5100 da dieci giorni di autonomia per proseguire con lo splendido 5101P Tourbillon prima e Gondolo 5200 poi.
Oggi, quel Gondolo non è più a catalogo, sostituito da un modello a cassa quadrangolare da donna, ma l’eredità delle referenze indicate è stata raccolta dalla nuova referenza 5328G.
La disposizione delle indicazioni prevede infatti un piccolo contatore ad ore dodici controbilanciato dall’indicatore circolare del giorno del mese, con la finestra del giorno della settimana disposta al centro. Le due affissioni sono inserite su un quadrante con finitura a grana, che Patek definisce “testurizzato”. In questa variante è color blu, leggermente sfumato al centro.
La disposizione degli spessi numeri arabi applicati in oro bianco, riempiti di materiale luminescente, replica quanto già visto sul Calatrava solo tempo ref. 5226G. Prosegue cioè la collezione di varianti sportive di Calatrava, con un vantaggio estetico rispetto al 5226G.
Il Calatrava è uno splendido orologio classico, ma funziona secondo me alla perfezione nelle varianti classiche ed in edizione solo tempo, siano esse le referenze 6119R e 6119G o lo splendido 6196P-001 con quadrante salmone presentato quest’anno.
L’ibridazione a cui è stato sottoposto tende a snaturarlo ma il 5328G riesce a preservare il meglio delle due anime di Patek: quella classica e quella sportiva. Merito, secondo me, della disposizione simmetrica ed ordinata delle diverse informazioni a disposizione; la trasformazione della data a finestrella in data a puntatore è perfetta.
Avrei osato con una lunetta più sottile dell’attuale ma, tutto sommato, il risultato è equilibrato e la cassa è arricchita del motivo Clous de Paris sul fianco, che esalta il contrasto tra classico e sportivo. Notate la doppia lancetta ad ore sei: la più piccola è quella dei secondi continui.
Gli otto giorni di autonomia ci guidano alla scoperta del calibro 31-505 8J PS IRM CI J. E’ questo il nome, per intero, del movimento a carica manuale da 4 Hertz che racchiude le migliori soluzioni tecniche a scaffale.
Monta il bilanciere Giromax, la spirale Spiromax e lo scappamento Pulsomax; sembra uno scioglilingua, è la lista delle sigle principali dei brevetti proprietari di un calibro spesso 5,05 mm capace di massimizzare l’efficienza, condizione necessaria per spingere questa architettura verso le 192 ore di autonomia.
Tecnicamente raffinato e bello da vedere; il disegno a cinque ponti, tutti decorati Côtes de Genève, di cui il principale copre la metà superiore del movimento, riporta alla mente la costruzione di scuola sassone, con uno spessore decisamente più…svizzero. Il prezzo del Patek Philippe Calatrava 8-Day Ref. 5328G è pari a 71,280€.
Patek Philippe Calatrava Pilot Travel Time 5524G-010: camaleontico
Il Dual Time di Patek si rinnova con una nuova edizione in oro bianco e quadrante bianco in smalto color avorio.
L’aggettivo scelto per uno dei più discussi orologi di Patek è il più appropriato e questa edizione è la più riuscita di tutte quelle che l’hanno preceduta.
L’accoppiamento tra cassa in oro bianco e quadrato avorio con spessi numeri arabi applicati riempiti di materiale luminescente lo trasformano visivamente in un orologio di lusso sportivo da viaggio.
E’ l’effetto del cinturino verde Khaki con trama tipo “perlon strap” ma complessivamente preferisco questa versione a quelle in oro rosa.
Attitudine ed impronta estetica originale del Travel Time tutto è fuorché elegante; questa nuova combinazione è possibilmente la migliore di tutte, finora.
Valgono in tal senso gli stessi commenti espressi per il 5370R Split-Seconds Chronograph Brown Enamel.
Il suo utilizzo è esemplare per completezza delle informazioni e semplicità d’uso. Le due lancette dell’ora, scheletrata per quella di casa, tradizionale per l’ora locale, sono allineate quando ora locale e di casa coincidono.
I pulsanti disposti sul lato sinistro della cassa consentono di avanzare o arretrare la sfera dell’ora locale. La data è collegata, come è usuale, all’ora locale e due piccoli fori sul quadrante offrono l’indicazione di giorno e notte per i due fusi. Il Calatrava Pilot Travel Time 5524G-010 costa 61.419€.
(Photo credit: Horbiter®)
Gaetano C @Horbiter®
In questo articolo:
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
Alternanza
Oscillazione compiuta dal bilanciere (o da un pendolo nel caso di orologi a pendolo) da una posizione estrema all’altra; la misura del numero di alternanze in un ora è un…
Cronografo
E’ una complicazione che consente la misurazione di intervalli di tempo ed è disponibile su ogni tipologia di orologio: meccanico, al quarzo, digitale.
Cinturino
E’ costruito in diversi materiali: ad esempio pelle, nylon, nylon e pelle ed è chiuso su fibbia ad ardiglione o deployante.
Calendario
Funzione che visualizza il giorno del mese, e spesso il giorno della settimana. In alcuni calendari la data è riportata su registri secondari, in altri casi viene adottata una scala…
Deployante
Identifica un tipo di chiusura del cinturino o del bracciale che utilizza estensioni e cerniere. Può essere doppia o tripla. La versione originale fu inventata da Louis Cartier nel 1910.
Linea
E’ l’unita di misura, di origine francese, che identifica il diametro di un movimento. Secondo questo sistema di misura, una linea corrisponde a 2,255 mm. Per indicare frazioni inferiori o intermedie si…
Complicazione
Si indica l’aggiunta di una qualsiasi complicazione meccanica ad un movimento in grado di indicare semplicemente l’ora. Tra le complicazioni più importanti dell’orologeria ricordiamo ad esempio il tourbillon inventato da Breguet nel 1795, il calendario perpetuo oppure…
Microrotore
La soluzione con micro-rotore prevede l’inserimento del rotore di carica all’interno del movimento; è la soluzione preferita quando si intende combinare la scelta di costruire un movimento meccanico automatico con…
Riserva di carica
Impropriamente definita “riserva di carica” (sarebbe più corretto chiamarla “autonomia di marcia”), indica la massima autonomia di marcia espressa in ore, resa possibile dall'energia accumulata dalla molla all’interno del bariletto (o dei…
Cassa di forma
Una cassa “di forma” indica uno stile di cassa diverso da quello usualmente a simmetria circolare.
Contatore
Il contatore è un registro addizionale posto sul quadrante, che fornisce una informazione aggiuntiva rispetto a quelle tradizionali. Ad esempio, il contatore dei trenta minuti primi o delle ore cronografiche…
Luminescente
E' la sostanza che viene adottata sui quadranti, in particolare, ma non solo, quelli subacquei, per favorirne la visibilità in condizioni di scarsa luce (ad esempio in immersione subacquea), o…