Se cercate un marchio di orologi che ha rivoluzionato la sua offerta negli ultimi dieci anni, la risposta la trovate in Frederique Constant. Dall’anno in cui è entrato nell’orbita del Gruppo Citizen (2016), inoltre, il marchio svizzero che ha ideato l’orologio di lusso accessibile ha vissuto una crescita costante incrementando la sua autorevolezza anche tra gli appassionati più duri da convincere ed il successo della recente collaborazione con “The Naked Watchmaker” ne è una prova.
La collezione Highlife ha contribuito in modo decisivo, suscitando interesse e traghettando il marchio nel ricco segmento degli sportivi di lusso, che va presidiato; design riuscito, buona qualità costruttiva ed offerta ampia hanno progressivamente consolidato l’offerta iniziale. Il Frederique Constant Highlife Chronograph è l’ultimo capitolo di questa storia ed a giudicare dalle proposte al lancio il risultato estetico è convincente, a pari merito con Highlife Worldtimer per quanto mi riguarda.
Frederique Constant Highlife Chronograph debutta in tre varianti con cui gli esperti del marketing di prodotto prevedono di soddisfare buona parte dei desiderata dei clienti su scala globale: una edizione limitata sportiva con quadrante panda e toni blu navy più adatta al mercato europeo, una più classica e neutra opzione con quadrante nero; infine il quadrante silver associato a cassa e bracciale a due toni solitamente rivolto al mercato nordamericano ed all’area asiatica. In quest’ ultimo caso, la finitura prevede placcatura in oro su lunetta, maglie del bracciale, pulsanti crono e corona; è una soluzione volta evidentemente a preservare il posizionamento di prezzo.
La versione in edizione limitata (ne saranno prodotti 1888 esemplari) è l’eroe della collezione e si presta alla perfezione ad incarnare lo spirito di questo cronografo. La disposizione a “V” dei registri è geometricamente esemplare ed è esaltata dall’architettura a due toni a contrasto; la possibilità di trasformare a piacimento l’orologio cambiando rapidamente il bracciale con il cinturino in pelle o gomma ne esalta la versatilità e massimizza lo stile riuscito, facilmente riconoscibile.
Le anse sono integrate e la finitura largamente spazzolata è associata a pochi elementi lucidati a specchio, quali la lunetta sottile, che amplifica l’ampiezza del quadrante, la base dei pulsanti crono e la corona. Il contrasto tra finitura blu opaca dei contatori e motivo a linee del globo su quadrante silver rende l’insieme davvero appagante, a maggior ragione se paragonato al tono sobrio, anche troppo, delle versioni ad un tono. La variante Highlife Chronograph con quadrante nero è ad esempio elegante ma un pò spenta.
La water resistance di 100 metri, imprescindibile su uno sportivo in acciaio, completa una proposta rivolta ad una vasta fascia di potenziali acquirenti. Il capitolo più scottante, su carta, riguarda la taglia e quanto le dimensioni possano inficiare il buon lavoro dei designer. La cassa misura infatti 41 mm di larghezza ed è alta 14,22 mm, sufficienti a far potenzialmente scappare numerosi acquirenti alla sola lettura delle caratteristiche di base. I numeri non dicono però tutta la verità, non sempre almeno; se provato con uno dei cinturini a disposizione, in particolare, l’orologio ha il giusto peso e l’ansa corta ed integrata ne favorisce l’adesione al polso.
Una parte del merito va al cinturino a larghezza variabile con fibbia ad ardiglione piccola e di facile chiusura (se avesse montato una deployante parleremmo di altro); la verità è anche che una parte di quei 14,22 mm è da associare a lunetta e vetro, perché la carrure è di dimensioni accettabili per un crono a carica automatica.
Curiosamente, Frederique Constant non ha per Highlife Chronograph attinto dal ricco catalogo di movimenti proprietari, montando ad esempio il calibro di manifattura Flyback FC-760; ha preferito attingere alla banca organi del gruppo, rivolgendosi cioè alla manifattura La Joux–Perret per la fornitura di un movimento automatico, codificato internamente come FC–391, realizzato su base Valjoux 7750 cui i tecnici hanno aggiunto la ruota a colonne ed eseguito numerosi interventi tecnici sì da elevarne l’autonomia a 60 ore.
Ufficiosamente, la soluzione punta a contenere il prezzo di listino dell’orologio; va detto che il calibro adottato parte da una base robusta, dai bassi costi di manutenzione, ed assicura una riserva di carica più alta del calibro in-house a discapito però del family feeling con il resto della proposta del marchio. Svolge il suo compito egregiamente ma ha poco appeal alla vista e perde da questo punto di vista il confronto diretto interno.
Considerazioni finali
La presentazione del Frederique Constant Highlife Chronograph chiude finalmente il cerchio della collezione. Il cronografo è una complicazione importante, per questo mi meraviglio sia arrivato tanto in ritardo nel ciclo vita, visto che segue quasi sempre il lancio del modello solo tempo; Highlife ha seguito una strada impervia e controcorrente, iniziata con le grandi complicazioni meccaniche.
Tra le tre opzioni, suggerisco di scommettere subito, dopo averlo provato, su Frederique Constant Highlife Chronograph in edizione limitata; ad un prezzo di listino pari a 3.295 Euro offre una confezione completissima ed un raggio di utilizzo ampio. La velocità con cui può adattarsi alle diverse situazioni è impressionante; se vi piace l’orologio non resterete delusi. Tutti gli esemplari in edizione limitata, in particolare, sono già stati consegnati a livello globale alla rete vendita; nel nostro caso li abbiamo fotografati insieme agli atri due esemplari presso Grimoldi Milano, che ringraziamo.
Per chi volesse la soluzione classica, restando sotto la soglia dei tremila euro, il modello con quadrante nero è il migliore acquisto in assoluto a 2.995 Euro. Sostanzialmente invariato rispetto al primo è invece il listino del modello a due toni ma non condivido la scelta della placcatura, avrei rischiato un prezzo più alto ma avrei scelto l’oro. In generale, tra i pro includo l’ottima qualità costruttiva; cassa e bracciale di Highlife sono ben fatti e rifiniti, si percepisce, mentre il calibro è tecnicamente in linea con il prezzo richiesto. Tra i “contro” metto in cima la scelta di aver adottato un movimento meccanico diverso da un calibro “in-house”, oltre ad aver scommesso poco sulle opzioni a due colori. Credo infatti che la configurazione tipo “panda” (o reverse panda) sia la più adatta ad un HighlifeChronograph ed è su questa formula che il marchio svizzero dovrebbe insistere in futuro.
(Photo credit: Horbiter®)
Redazione @Horbiter®
In questo articolo:
Cronografo
E’ una complicazione che consente la misurazione di intervalli di tempo ed è disponibile su ogni tipologia di orologio: meccanico, al quarzo, digitale.
Cinturino
E’ costruito in diversi materiali: ad esempio pelle, nylon, nylon e pelle ed è chiuso su fibbia ad ardiglione o deployante.
Deployante
Identifica un tipo di chiusura del cinturino o del bracciale che utilizza estensioni e cerniere. Può essere doppia o tripla. La versione originale fu inventata da Louis Cartier nel 1910.
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
Riserva di carica
Impropriamente definita “riserva di carica” (sarebbe più corretto chiamarla “autonomia di marcia”), indica la massima autonomia di marcia espressa in ore, resa possibile dall'energia accumulata dalla molla all’interno del bariletto (o dei…
Complicazione
Si indica l’aggiunta di una qualsiasi complicazione meccanica ad un movimento in grado di indicare semplicemente l’ora. Tra le complicazioni più importanti dell’orologeria ricordiamo ad esempio il tourbillon inventato da Breguet nel 1795, il calendario perpetuo oppure…
Linea
E’ l’unita di misura, di origine francese, che identifica il diametro di un movimento. Secondo questo sistema di misura, una linea corrisponde a 2,255 mm. Per indicare frazioni inferiori o intermedie si…