Oggi, 3 febbraio 2026, Audemars Piguet toglie i veli ad una parte consistente delle novità dell’anno in attesa di mostrarle, unitamente ad altre collezioni, alla prossima edizione di Watches and Wonders dove il marchio ritorna ritorna dopo alcuni anni.
Le novità sono svariate e coinvolgono a rotazione tutte le attuali collezioni, provando a superare il recinto del Royal Oak, e proponendo modelli che proseguono le celebrazioni dei 150 anni con l’aggiunta di un capolavoro che sintetizza anni di ricerca e sviluppo, e che Audemars Piguet non voleva probabilmente sacrificare alla fine del 2025.
Sedetevi comodi perché le estensioni di gamma e le novità assolute meritano la completa lettura di questo articolo.
I nuovi Royal Oak 2026
Partire dalla collezione Royal Oak è un atto dovuto. Piaccia o meno, è il catalizzatore del marchio. Ogni anno, infatti, Audemars Piguet promuove l’estensione della collezione trainante, introducendo nuove complicazioni, nuovi calibri e combinazioni di colori e materiali.
Tre nuove varianti di Royal Oak Offshore Diver
L’attuale collezione Offshore Diver è stata presentata nel 2021; i designer hanno previsto tre nuove varianti del solo tempo sportivo. Due sono assolutamente inedite ed utilizzano due tra i colori più di tendenza degli ultimi anni sugli orologi sportivi: il rosa ed il turchese.
La prima versione presenta accenti rosa sulla lunetta girevole interna, estesi all’intera sezione dei primi quindici minuti e monta il cinturino in gomma bianca con fibbia ad ardiglione.
La seconda prevede i toni turchesi nella stessa configurazione, aggiungendo il cinturino coordinato. Entrambi prevedono il quadrante nero con il motivo mega tapisserie associato alla cassa Offshore.
La terza variante, la più classica, prevede infine un quadrante che Audemars Piguet definisce verde acqua sebbene, a giudicare dalle foto stampa, sembra avvicinarsi più al blu presente in collezione.
La novità è, nell’ultimo caso, rappresentata dal cappuccio della corona per ruotare la lunetta girevole interna e della corona in oro rosa (associato alla ceramica). In oro rosa sono anche gli indici applicati e le lancette (in oro bianco sulle altre due varianti), seguendo una configurazione già vista a catalogo con la referenza 15720ST.OO.A052CA.01.
Parliamo di estensioni di gamma, quindi non cambiano le specifiche di base: la cassa in acciaio misura 42,0 mm e lo spessore è di 14,2 mm, e racchiude il calibro 4308 da 4 Hz di frequenza e sessanta ore di autonomia a piena carica. Il Royal Oak Offshore è, lo ricordiamo, impermeabile fino a 300 metri.
Tra le chicche della attuale collezione ricordiamo il sistema di sgancio rapido della fibbia che consente di sostituire quella ad ardiglione con la tripla deployante a logo AP.
Royal Oak Chronograph 38 monta un nuovo calibro
L’evoluzione dei movimenti meccanici è costante in manifatture del calibro di Audemars Piguet; anzi, la maison ha accelerato l’introduzione di nuovi calibri in ossequio alla filosofia del “miglioramento continuo”, o “kaizen” per citare la cultura giapponese.
Tocca al Royal Oak Chronograph 38 mm l’onore di ricevere un nuovo movimento, il calibro 6401. Ha richiesto cinque anni di sviluppo e messa a punto, sostituendo un calibro solido ma datato per gli standard attuali del marchio, quel 2385 che ha visto la luce nel lontano 1997. Così facendo, Audemars Piguet pone i nuovi 38 mm in linea con crono da 41 mm che montano il 4401.
Costruttivamente, è un crono automatico integrato con ruota a colonne, e non potrebbe essere diversamente. Secondo le dichiarazioni di Audemars Piguet, il nuovo calibro 6401 è più preciso ed affidabile, ed in grado di offrire una piacevolezza d’uso superiore misurata dalla ridotta pressione richiesta, ad esempio, durante le fasi di utilizzo del cronografo.
Con 55 ore di autonomia a piena carica, il movimento offre una costruzione più raffinata, con i ponti superiori dotati di un’estesa lavorazione Côtes de Genève che, come anticipato, lo mettono al pari del 4401 previsto sul fratello maggiore.
È ora visibile attraverso il fondo cassa in vetro zaffiro ma la cassa preserva le proporzioni della collezione uscente; misura infatti 11,0 mm di spessore ed è al lancio disponibile sia con quadrante blu Grande Tapisserie su cassa in acciaio che in due varianti in oro rosa: una splendida versione con quadrante grigio e contatori silver a contrasto, ed una versione con quadrante color sabbia e contatori grigi a contrasto, con la lunetta ottagonale riempita di 40 diamanti taglio brillante.
Tutti i modelli prevedono una impermeabilità di 50 metri, un dato su cui si poteva forse fare qualcosa in più, pensando all’utilizzo sportivo della versione in acciaio.
Royal Oak 37 e 41 mm con quadrante malachite
Dopo aver presentato il Royal Oak con quadrante turchese nel 2023, Audemars Piguet aggiunge due nuove varianti dotate in questo caso di un quadrante malachite.
È associato a cassa e bracciale in oro giallo in due dimensioni: 37 e 41 mm rispettivamente. I due modelli si aggiungono alla lista di Royal Oak speciali, montando due calibri differenti coerenti con le due differenti taglie di cassa.
La versione più piccola è mossa dal calibro 5909, quella da 41 mm adotta il calibro 4309. Entrambi lavorano a 4 Hz e sono capaci di marciare per 60 e 70 ore rispettivamente (37 e 41 mm) a piena carica, con la differenza che lo spessore del movimento 5909, pari a 3,9 mm (un millimetro in meno rispetto al calibro 4309) consente alla cassa del 37,0 mm di fermarsi all’invidiabile spessore di 9,3 mm, pur considerando l’ottimo valore di 10,5 mm riservato al modello da 41 mm.
Due nuovi Royal Oak Mini
Prosegue l’espansione della dimensione Mini del Royal Oak, il più piccolo Royal Oak a catalogo, mirato al pubblico femminile, considerando la cassa da appena 23 mm di diametro (e 6,6 mm di spessore) realizzata esclusivamente in oro.
Dotato del calibro al quarzo 2730, in grado di assicurare una durata della batteria fino a sette anni, offre la possibilità di arrestare il movimento tramite la corona per estendere il suo utilizzo quando l’orologio non è al polso.
Date le dimensioni, il motivo sul quadrante sarebbe un “Petite Tapisserie” ma le due nuove edizioni superano questo concetto facendo il verso alla collezione Malachite, in quanto introducono due quadranti in pietra.
Il modello con quadrante in onice nero è un omaggio all’alta orologeria degli anni ottanta. Il quadrante è di una purezza e profondità eccezionali e l’accoppiamento quadrante onice nera e oro rosa è storicamente uno dei più riusciti nell’orologeria di lusso.
Inoltre, gli indici a bastone sono qui sostituiti da indici applicati quadrati in oro con diamanti taglio brillante incastonati. Sinceramente, ritengo che una variante Jumbo di questo orologio (possibilmente senza diamanti) sarebbe fantastica.
La seconda versione è più tradizionale, sposando il quadrante con i classici indici a bastone, che offrono però la luminescenza al buio, con un quadrante in madreperla. In questo caso la cassa è in oro giallo.
Due nuove varianti per il Royal Oak Offshore Cronografo
La recente collezione da 43 del Royal Oak Offshore Cronografo ha introdotto non solo una taglia leggermente più piccola, ma una silhouette più snella, dotata di pulsanti integrati e non più squadrati.
I designer hanno previsto due nuove versioni: la prima utilizza la ceramica blu nella ormai nota tonalità “Bleu Nuit, Nuage 50” associata ad inserti in titanio sulla cassa ed intorno ai pulsanti cronografici.
In titanio è anche l’anello sul fondo cassa con vetro zaffiro piatto sul calibro AP 4401, mentre la corona è bimateriale e combina titanio e ceramica blu.
Il quadrante è in Mega Tapisserie beige con contatori blu a contrasto. La cassa si chiude sul cinturino in pelle con texture denim blu sulla parte esterna e fibbia ad ardiglione.
La seconda versione, che preferisco per scelta dei materiali, predilige il titanio per il corpo cassa e monta la classica lunetta in ceramica nera.
In ceramica sono anche i pulsanti crono mentre la corona è sempre la combinazione dei due materiali.
Non cambiano piuttosto le specifiche di base rispetto agli altri modelli già in collezione; la cassa da 43,0mm è associata a 14,4 mm di spessore ed offre una impermeabilità di 100 metri. Personalmente, preferisco la seconda opzione, perché più tradizionale.
Il Calendario Perpetuo in ceramica “Bleu Nuit, Nuage 50”
La maison trasforma il suo Royal Oak Calendario Perpetuo in orologio interamente in ceramica“Bleu Nuit, Nuage 50” che si estende per la prima volta al segmento dei suoi complicati.
Completato, come ci si aspetta, da un anello in titanio con vetro zaffiro piatto sul fondo cassa, misura 41,0 mm di diametro e 9,5 mm di spessore sfruttando la leggerezza della ceramica, sebbene Audemars Piguet non dichiari il peso totale, informazione secondo me preziosa in questo caso.
Monta il calibro 7138, presentato lo scorso anno, che consente di eliminare definitivamente i correttori sulla cassa e consentire tutte le regolazioni esclusivamente attraverso la corona, senza alcuna possibilità per il possessore di danneggiare involontariamente il movimento, un’eventualità frequente sui calendari perpetui di un tempo.
Due nuovi scheletrati su base Royal Oak solo tempo
La collezione degli “Openworked” si arricchisce di un Jumbo e di una versione da 37 mm, ma andiamo per ordine.
Il Royal Oak “Jumbo” Extrapiatto Scheletrato da 39mm aggiunge per la prima volta la cassa in titanio e BMG (Bulk Metallic Glass) alla collezione, offrendo sostanzialmente l’alternativa “openworked” della splendida referenza 16202XT.OO.1240XT.01. Monta il calibro 7124, ovvero la variante scheletrata del solo tempo 7121.
La seconda opzione misura 37 mm ed è inedita, perché associa cassa e bracciale in oro giallo al movimento con doppio bilanciere, interamente scheletrato, calibro 3132, introdotto esattamente dieci anni fa.
Entrambi garantiti impermeabili fino a 50 metri, offrono una sufficiente visibilità al buio, pur non essendo progettati per offrire la massima visibilità, grazie all’adozione di indici semi sospesi riempiti di una sottile linea di materiale luminescente.
Royal Oak Perpetual Calendar Openworked 41mm
Il nuovo calendario perpetuo scheletrato si unisce alla famiglia dei modelli con cassa in titanio e Bulk Metallic Glass (per lunetta e maglie centrali), introducendo una referenza spinta dal nuovo calibro 7139.
Se, da un lato, la disposizione dei contatori ed il disegno del quadrante mirano a favorirne la leggibilità, operazione per definizione ardua su un orologio scheletrato, per di più calendario perpetuo, il movimento 7139 è l’argomento principale per cui questo Royal Oak ed il gemello con cassa Code 11.59 rappresentano due grandi novità di inizio 2026.
Il calibro 7139
Merita a questo punto un approfondimento; è possibile regolarlo esclusivamente attraverso la corona e quattro posizioni che consentono di gestire la carica manuale, la regolazione dell’ora e del calendario.
Per favorire uno spessore di appena 9,5 mm su una cassa larga 41,0 mm il movimento sfrutta la costruzione a singolo strato del calendario introdotta con il Perpetual Calendar Ultra-Thin RD#2. Deriva dalla base calibro 7120, lavora a 4 Hz, ed è in grado di accumulare fino a 55 ore di autonomia a piena carica.
Il movimento è inoltre dotato di un bilanciere amagnetico, la cui spirale è inserita da due soli maestri orologiai oggi presenti in manifattura, con oltre venti anni di esperienza ciascuni.
Ne consegue che Audemars Piguet ne produce quantità estremamente ridotte, unendo tecnologie moderne con attività tuttora manuali che richiedono notevole esperienza.
A proposito di finiture e quadrante
La costruzione della platina, dei ponti, e delle ruote principali quali quella della data e dell’anno bisestile sono realizzati con tecnologia EDM, cioè per elettroerosione, e successivamente rifiniti dai maestri orologiai della maison, che prevedono la smussatura con angolo a V, che da sola richiede non meno di trenta ore a movimento.
Successivamente, seguono un iter standard di decorazione. Tra le caratteristiche per favorire la leggibilità del quadrante, annoveriamo la tipografia semplificata delle settimane dell’anno, già introdotta nel 2025, in cui la settimana 52 è stata sostituita dalla settimana 1 del nuovo anno.
I contatori ad ore tre, sei, nove sono anneriti e dotati di un bordino in oro rosa per aumentare il contrasto con la base scheletrata e favorire l’interpretazione delle informazioni disponibili.
I nuovi Code 11.59
Archiviato il lungo capitolo dei nuovi Royal Oak, è giunto il momento di concentrare l’attenzione sulla collezione Code 11.59.
Anche in questo caso, Audemars Piguet punta su complicazioni di rango quali il tourbillon ed il Calendario Perpetuo scheletrato (alter ego del cugino con cassa Royal Oak).
Audemars Piguet Code 11.59 Flying Tourbillon
Il Tourbillon volante con cassa da 41,0 mm di diametro ed 11,8 mm di spessore si declina in una nuova variante che prevede anche in questo caso la costruzione in ceramica e oro bianco.
La novità più rilevante riguarda il quadrante color avorio con un guillochage a cerchi concentrici sviluppato in collaborazione con l’artista svizzero Yann von Kaenel. Una volta incisi, i segmenti sono sottoposti ad un processo di colorazione mediante trattamento PVD.
Con il tourbillon disposto ad ore sei, il risultato finale è decisamente riuscito; lo supera, per quanto mi riguarda, solo la referenza 26396NB.OO.D002KB.01 con il quadrante in onice nera, la cui purezza e profondità sono ineguagliate.
Ciò che rende invece pregevole questa declinazione è tanto la lavorazione presente al centro del quadrante, quanto l’anello nero a contrasto che richiama evidentemente l’anello in ceramica al centro della cassa.
Code 11.59 Perpetual Calendar Openworked
E’ l’alter ego, come accennato, del modello Royal Oak. Adotta lo stesso calibro montato sul Royal Oak, ma la cassa Code 11.59 da 41,0 mm di diametro misura 10,6 mm di spessore (+1,1 mm rispetto alla analoga declinazione del Royal Oak).
Anche in questo caso si tratta del debutto ufficiale del calibro 7139 di cui abbiamo indicato le caratteristiche principali nei paragrafi precedenti.
La costruzione della cassa prevede oro bianco e ceramica ed i toni sono dedicati al contrasto tra i due materiali. Gli anelli che circondano i registri del calendario sono qui sfumati e la base stellata delle fasi lunari è in quarzo avventurina nero.
I modelli inediti e speciali
Entriamo ora nel gruppo delle novità assolute, che prevedono un solo tempo con indicazione delle ore saltanti ed un orologio da tasca di altissima orologeria per collezionisti che prosegue, nel nome e nelle novità, le celebrazioni del 150° anniversario della maison.
Audemars Piguet Jumping Hour
I designer di Audemars Piguet aggiungono un orologio totalmente nuovo e tecnicamente inedito tra i modelli che definirei “fuori catalogo”, che non rientrano cioè tra le collezioni pilastro del marchio.
Il riferimento voluto è alla collezione esclusiva [RE]Master che include edizioni ultra-limitate le quali omaggiano specifiche collezioni del passato.
Nel caso del Jumping Hour, Audemars Piguet ricollega le origini alla referenza 1271 del 1929, di cui non c’è però alcuna traccia.
La fonte di ispirazione stilistica risale a quel periodo e più segnatamente alla cultura di design Streamline Moderne o Ocean Liner che ha seguito il periodo Art Deco, ed è riconoscibile nei primi treni dalle forme aerodinamiche e nell’edilizia dell’epoca.
Molti esempi di quella scuola sono ad esempio ben visibili negli Stati Uniti (Miami, ad esempio), ma il movimento si è diffuso su scala globale e vanta diversi esempi anche in Italia.
Da quella filosofia ha preso ispirazione la cassa con doppia godronatura, che prevede otto godroni per lato che terminano su anse appuntite ed un fondo cassa egualmente in oro. Si accoppia ad una sezione centrale con vetro zaffiro piatto trattato PVD ed inserito tra le godronature senza alcun anello di contenimento.
I tecnici hanno lavorato per assicurare la perfetta adesione del vetro al corpo cassa (realizzato in oro rosa) ed una resistenza all’acqua minima che si attesta a 20 metri.
Per raggiungere l’obiettivo, il quadrante viene prima sigillato al vetro e poi avvitato dentro la cassa. Questa costruzione favorisce tra l’altro un’eccezionale pulizia della costruzione complessiva.
Il calibro 7122
Il Jumping Hour 34 è una prima assoluta per il marchio, ed è mosso dal primo movimento meccanico con ore saltanti di Audemars Piguet. Dentro la cassa da 34,0 mm per 47,1 mm (spessa appena 8,8 mm) batte un’evoluzione del movimento 7121 che anima il Jumbo.
Assicura 52 ore di massima autonomia, monta un dispositivo antiurto e prevede a tale scopo che il disco delle ore e quello dei minuti siano in titanio ed alluminio, rispettivamente.
E’ senza dubbio una delle più inattese e gustose novità presentate dalla maison ed è interessante notare come Audemars Piguet prosegua questa collezione alimentando la tradizione con orologi eccentrici che raccontano la storia del marchio da una prospettiva inedita.
Audemars Piguet “150 Heritage” Pocket Watch
Entriamo nel capitolo delle creazioni uniche, ambiziose di Audemars Piguet, che giustificano l’importanza dei progetti #RD degli ultimi dieci anni, di cui ora comprendiamo meglio il significato. Non si trattava di meri esercizi di prodezza tecnica ma di una base per i calibri del futuro, che raggiungono in questa occasione la vetta più alta.
Il “150 Heritage” Pocket Watch è un orologio da tasca in platino da 50 mm di diametro e 23,4 mm di spessore che contiene un calibro ultra-complicato, ed offre pregevoli funzioni e decorazioni. Andiamo per gradi, provando a fare ordine in tanta opulenza tecnica ed estetica.
Le complicazioni
Monta il calibro 1150 a carica manuale derivato dal calibro 1000, introdotto con il modello RD#4 del 2023, rispetto al quale offre un fino 47 funzioni, tra complicazioni (30) e dispositivi tecnici (17).
Tra le complicazioni troviamo la Grande e la Piccola Suoneria, la Super Suoneria (introdotta con RD#1), Ripetizione Minuti, Tourbillon volante, calendario perpetuo semi-gregoriano, cronografo flyback, cronografo rattrapante.
Trattandosi di un orologio da tasca, è stato trasformato in orologio a carica manuale, consentendo così di compattare le dimensioni del calibro, la cui architettura è riconducibile ad RD#2, così come la progettazione del bilanciere deriva dall’esperienza maturata con il progetto RD#3.
Touch and feel
Sulla base delle ultime esperienze maturate, tra cui l’eccellente esperienza vissuta con l’eccezionale RD#5 (saremo in manifattura quando questo articolo andrà online, speriamo quindi di poterlo provare), l’esperienza d’uso del “150 Heritage” Pocket Watch è stata posta in cima ai requisiti di progetto, tanto quanto la logica ed ergonomica disposizione dei vari pulsanti.
Il pulsante ad ore due aziona ed arresta il cronografo, ma gestisce anche la suoneria, attivando la ripetizione minuti tirando il pulsante stesso.
Quello ad ore tre coassiale alla corona consente, eccezion fatta per la ricarica manuale, la correzione della data in entrambi i versi, e la funzione rattrapante quando il cronografo è in funzione.
Il pulsante ad ore quattro azzera il cronografo flyback e regola l’indicazione del mese, in entrambi i versi, con il pulsante che ritorna in posizione neutra dopo ogni attivazione.
Sono comunque presenti due correttori sulla cassa, nascosti dietro il coperchio del fondo. Per sbloccarlo bisogna premere il pulsante ad ore sei; uno dei due aggiorna il giorno della settimana, l’altro corregge la luna astronomica.
L’apertura a 180° del fondo cassa rivela inoltre lo schema della Super Suoneria e l’azionamento del Calendario Universale, che si fonda sul calendario gregoriano ma fonde i cicli solari, lunari e lunisolari sull’intero giro del quadrante sul quale sono presenti 18 visualizzazioni: l’anno in corso, gli anni bisestili, mesi, date, giorni, fase lunare e solstizi, ed un corredo di celebrazioni che include le diverse tradizioni religiose.
La ruota disposta sulla parte interna consente, se ruotata, di aggiornare i cicli del calendario. In un intervallo che copre dal 1900 al 2099, una rotazione completa corrisponde ad esempio ad un ciclo Metonico, e tutte le affissioni si aggiornano istantaneamente.
Per inciso, un ciclo Metonico dura 19 anni, pari a 235 mesi lunari. Qualunque sia la riserva di carica, il calendario universale è sincronizzato fino al 2099, in quanto indipendente dal calibro 1150.
Considerazioni finali
Prima di giungere alla considerazioni finali, abbiamo preferito aspettare, rinviando la nostra valutazione al termine della prima sessione APSC (Audemars Piguet Social Club) del 2026 cui abbiamo partecipato.
E’ stata l’occasione per incontrare Ilaria Resta, CEO della maison, che non avevamo finora avuto l’opportunità di conoscere.
La direzione intrapresa dal marchio prevede una sempre più intensa verticalizzazione dei processi produttivi ed una maggiore attenzione alle ultra-complicazioni in formato classico.
Il Pocket Watch sviluppato dal team guidato da Giulio Papi, ad esempio, ha richiesto solo 18 mesi di sviluppo completo consentendo a Giulio di coronare un sogno ed un obiettivo non trascurabile: creare un super complicato da tasca in grado di entrare nel taschino del jeans.
Audemars Piguet incarna questa filosofia di alta orologeria tanto quanto quella di un Royal Oak Concept. Le due strade convergono, non si intersecano.
Il nuovo Royal Oak Cronografo 38mm era atteso; il modello uscente sentiva il peso degli anni dal punto di vista tecnico e stonava al confronto con i modelli da 41mm dotati del più recente calibro di manifattura.
Eppure credo che Audemars Piguet dovrebbe riportare in questa collezione e sui modelli in acciaio in particolare quadranti quali quelli visti un tempo sul “Pride of Italy” o sui Leo Messi Limited Edition.
Il Royal Oak Offshore Diver è uno splendido sportivo ma, vista la sua vocazione, perché non montare una lunetta in ceramica od in BMG?
Infine, la collezione Code 11.59 si è evoluta in modo esponenziale rispetto alle origini, ma ha ancora un tallone di Achille nello spessore troppo elevato che ne mortifica le ambizioni a parità di complicazione con un Royal Oak.
(Photo credit: Audemars Piguet)
Giovanni Maria Di Biase @Horbiter®
In questo articolo:
Diver
Termine che identifica nel gergo comune, ormai un neologismo in italiano, una specifica categoria di orologi subacquei.
Cinturino
E’ costruito in diversi materiali: ad esempio pelle, nylon, nylon e pelle ed è chiuso su fibbia ad ardiglione o deployante.
Ceramica
Materiale utilizzato per la costruzione della cassa di un orologio e, negli ultimi anni, anche delle lunette degli orologi subacquei (e non) e dei quadranti. Ottenuta da polvere di zirconio (ZrO2), la…
Impermeabile
Si definisce impermeabile un orologio progettato per resistere a schizzi d’acqua, ma non adatto ad immersioni in quanto non dotato di corona o fondello chiusi a vite.
Frequenza
E’ il numero delle oscillazioni dell’organo regolatore. È espressa in rapporto all’ora, negli orologi meccanici, e al secondo in quelli al quarzo.
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
Deployante
Identifica un tipo di chiusura del cinturino o del bracciale che utilizza estensioni e cerniere. Può essere doppia o tripla. La versione originale fu inventata da Louis Cartier nel 1910.
Linea
E’ l’unita di misura, di origine francese, che identifica il diametro di un movimento. Secondo questo sistema di misura, una linea corrisponde a 2,255 mm. Per indicare frazioni inferiori o intermedie si…
Cronografo
E’ una complicazione che consente la misurazione di intervalli di tempo ed è disponibile su ogni tipologia di orologio: meccanico, al quarzo, digitale.
Calendario
Funzione che visualizza il giorno del mese, e spesso il giorno della settimana. In alcuni calendari la data è riportata su registri secondari, in altri casi viene adottata una scala…
Luminescente
E' la sostanza che viene adottata sui quadranti, in particolare, ma non solo, quelli subacquei, per favorirne la visibilità in condizioni di scarsa luce (ad esempio in immersione subacquea), o…
Antiurto
E’ un sistema di protezione presente sull’asse del bilanciere, la parte più delicata nel caso di urti accidentali.
Riserva di carica
Impropriamente definita “riserva di carica” (sarebbe più corretto chiamarla “autonomia di marcia”), indica la massima autonomia di marcia espressa in ore, resa possibile dall'energia accumulata dalla molla all’interno del bariletto (o dei…
Complicazione
Si indica l’aggiunta di una qualsiasi complicazione meccanica ad un movimento in grado di indicare semplicemente l’ora. Tra le complicazioni più importanti dell’orologeria ricordiamo ad esempio il tourbillon inventato da Breguet nel 1795, il calendario perpetuo oppure…
Ancora
E’ uno dei componenti del cosiddetto scappamento. Può essere di aspetto diverso in base al tipo di scappamento che viene utilizzato. Il suo nome deriva dalla forma simile a quella…
Gentile Liliana, l’orologio ha un prezzo di 2.500.000 Franchi Svizzeri. Le consiglio di contattare direttamente il marchio attraverso la pagina di prodotto dedicata, sul sito ufficiale Audemars Piguet. Saluti, Giovanni.
Buona sera volevo sapere dove si può acquistare l’orologio da taschino Audemars Piguet 2026 per i 150 anni e se è possibile sapere il prezzo. Grazie
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