Ci sono momenti in cui la soglia di attenzione su un marchio è più alta del previsto ed è solitamente in occasione degli anniversari importanti, quelli che terminano con uno zero, in particolare.
Questa affermazione la leggerete in forma diversa in più di un articolo ma i 270 anni del marchio più antico al mondo (ovvero quello la cui produzione è rimasta ininterrotta dall’anno di fondazione) rivelano una potenza creativa ed una qualità esecutiva formidabili, che sta raggiungendo l’apice in chiusura di anno.
Il Métiers d’Art Tributo alla Ricerca del Tempo
In dirittura d’arrivo del 2025, Vacheron Constantin dà una prova decisiva delle sue infinite capacità con il Métiers d’Art Tributo alla Ricerca del Tempo, la declinazione da polso dell’orologio astronomico La Quete du Temps di cui tratteremo in un articolo separato.
Entrambi sono stati svelati durante l’evento internazionale che Vacheron Constantin ha tenuto presso la sua manifattura dove ha mostrato dal vivo alla stampa internazionale il savoir faire tecnico ed estetico raggiunto dal marchio.
Non il più complicato ma una sintesi di competenze ad ampio raggio
L’orologio non partecipa alla competizione per essere quello più complicato, non è il suo obiettivo; punta a riassumere la maturità raggiunta in diverse aree di competenza e non a caso appartiene alla sezione Métiers d’Art.
Porta al debutto il nuovo calibro 3670, che ha richiesto tre anni di sviluppo, ed ha quattro domande di brevetto in corso di approvazione; offre una doppia modalità di visualizzazione dell’ora, con funzione retrograda per ore e minuti unita a complicazioni astronomiche.
Al verso precedente sono sintetizzate le macro funzioni di un orologio che lavora ad alta frequenza (5 Hz) ed è capace di 144 ore di autonomia, evidenziando quanto Vacheron Constantin abbia cercato di combinare obiettivi contrastanti quali alta frequenza ed elevata autonomia che si spinge fino a sei giorni.
Trattasi di requisiti pregevoli per un complicato con funzioni (apparentemente) da automa che richiede molta energia per funzionare senza però penalizzare la precisione di marcia.
Messe rapidamente da parte specifiche standard quali la cassa in oro bianco da 43,00 mm e 13,58 mm di spessore (troverete presto le specifiche dettagliate nella tabella dedicata alla fine dell’articolo), è ora di approfondire i contenuti offerti da questa referenza.
La lista è lunga e proverò a riassumerla, ma le foto rese disponibili da Vacheron Constantin aiutano ad apprezzare appieno il lavoro fatto da tecnici e decoratori.
Double face
Sul quadrante principale compare una figura umana con fattezze da uomo vitruviano, quando visualizza l’orario ad ore 10:10 ad esempio; le sue braccia indicano le ore (numeri romani sulla sinistra del quadrante) ed i minuti (sul lato opposto), rispettivamente, usando due archi simmetrici.
Il calibro 3670 consente di scegliere tecnicamente tra due modalità di visualizzazione: stand by e attiva. La prima, già presente in passato, consente di “silenziare” l’ora che scorre meccanicamente in background pronta per essere visualizzata su richiesta.
Quella attiva è evidentemente l’indicazione retrograda classica. Il pulsante ad ore dieci sulla cassa consente di scambiare le visualizzazioni a disposizione.
Le lancette hanno velocità differenti per cui il calibro è dotato di un regolatore che possa equiparare la velocità di allineamento delle lancette ogni dodici ore, al passaggio cioè di mezzogiorno e mezzanotte.
Più in basso, in disposizione simmetrica come per ore e minuti, è inserita la visualizzazione della riserva di carica costituita da due indicatori che misurano l’intervallo da sei a tre, e da tre a zero.
In alto compare la luna tridimensionale circondata da una scala graduata che indica l’età della luna in giorni in funzione della fase. La correzione della fase lunare può essere eseguita in ogni istante della giornata.
Lo sfondo su cui si muove l’umanoide rappresenta le costellazioni come erano disposte il 17 settembre 1755, data di fondazione di Vacheron Constantin. Spiega perché l’orologio sia stato svelato il 17 settembre 2025.
Sul retro è disposta una carta celeste che visualizza il giorno siderale e segue in tempo reale lo spostamento delle costellazioni, con una precisione che prevede una giornata di scarto ogni 9.130 anni. Come era atteso, l’orologio rispetta i canoni previsti dal Punzone di Ginevra.
Le decorazioni
Entriamo nel dettaglio della sezione Métiers D’Art. Il quadrante è un doppio vetro zaffiro sfumato blu su cui è installato l’umanoide, le cui finiture sono tutto sommato contemporanee.
Realizzato in titanio, per ragioni che associo alla ricerca di leggerezza necessaria a ridurre l’inerzia delle braccia per ore e minuti (in particolare durante i transitori), viene prima trattato con oro giallo poi sabbiato.
Analogamente, la luna è sempre in titanio e trattata successivamente in PVD, ma viene incisa a mano prima di essere sottoposta al trattamento superficiale.
La costruzione è meno classica di quanto ci si aspetti, ragion per cui la trovo apparentemente meno raffinata rispetto ad una soluzione di scuola classica, ma la scelta sembra dettata dal pragmatismo occorrente ad assicurare una corretta funzionalità ed un utilizzo intelligente dell’energia a disposizione; la leggerezza deve essere stato un requisito imprescindibile.
Gli archi di ore e minuti sono realizzati con applicazioni di ventisette indici in oro complessivamente (numeri romani e arabi, rispettivamente).
Le fonti di ispirazione
Si può partire da un foglio bianco quando si ha a disposizione un patrimonio di 270 anni? Ovviamente no, perché si costruisce su una base di competenze e referenze storiche che non mancano nell’archivio di Vacheron Constantin. I
ll Métiers D’Art Tributo alla Ricerca del Tempo sintetizza un preciso capitolo storico del marchio, quello che racchiude le complicazioni celesti e le indicazioni retrograde e le fonti di ispirazione non mancano.
Tra le più recenti ci sono il Les Cabinotiers Celestia Astronomical Grand Complication 3600 che abbiamo avuto la fortuna di fotografare nel 2017 ed il Retrograde Armillary Tourbillon di due anni prima, ma tracce di questa tradizione si ritrovano in referenze quali l’orologio da tasca La Caravelle del 1937 (foto in alto) ed il Bras en l’air del 1930.
Mi viene meno spontaneo associare Vacheron Constantin alle indicazioni retrograde che oggi ritroviamo in modelli quali Patrimony ma l’obiettivo di questa realizzazione è probabilmente voler riportare in auge una complicazione familiare, ultimamente piuttosto popolare, ma non immediatamente associabile al marchio nell’immaginario.
Considerazioni finali
Cosa si può aggiungere ad un complicato che verrà realizzato in venti esemplari e non ha virtualmente alcun competitor? Per le alternative proposte da altri marchi, del resto, vale un discorso simile. Sono anch’esse uniche ed in questo ristrettissimo segmento appartengono ciascuna ad una categoria a parte.
Dal mio punto di vista è l’unicità della complicazione ad attrarre il super collezionista, e la combinazione tra le idee sviluppate e la realizzazione finale è eccezionalmente originale.
Preferisco combinazioni più classiche e tradizionalmente elaborate di quelle che mimano un automa (di automa non si tratta, per inciso) come una Grande Complication od un tourbillon scheletrato ma l’esecuzione sposta qui l’asticella su un terreno che non prevede solo la pura meccanica ma un insieme di professionalità sviluppate da Vacheron Constantin nei secoli.
Questo orologio non celebra una collezione, è il manifesto della eredità del marchio. Il prezzo, per tutto ciò che abbiamo detto, è di conseguenza una variabile totalmente indipendente ed è, non a caso, a richiesta.
(Photo credit: Vacheron Constantin)
Gaetano C @Horbiter®
In questo articolo:
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
Frequenza
E’ il numero delle oscillazioni dell’organo regolatore. È espressa in rapporto all’ora, negli orologi meccanici, e al secondo in quelli al quarzo.
Riserva di carica
Impropriamente definita “riserva di carica” (sarebbe più corretto chiamarla “autonomia di marcia”), indica la massima autonomia di marcia espressa in ore, resa possibile dall'energia accumulata dalla molla all’interno del bariletto (o dei…
Complicazione
Si indica l’aggiunta di una qualsiasi complicazione meccanica ad un movimento in grado di indicare semplicemente l’ora. Tra le complicazioni più importanti dell’orologeria ricordiamo ad esempio il tourbillon inventato da Breguet nel 1795, il calendario perpetuo oppure…