La storia di Venezianico, che i più attenti ricorderanno con il nome di Meccaniche Veneziane, è una realtà che ha visto la luce nel 2017.
Due giovani imprenditori, Alberto ed Alessandro Morelli, presentarono il loro progetto attraverso la popolare piattaforma di crowd-funding Kickstarter, che ha consentito a molti giovani imprenditori globali di lanciare i loro progetti di orologeria, e di micro-brand in particolare.
Se non esistesse Kickstarter, Venezianico e molti altri marchi che hanno superato la soglia della sopravvivenza ed esistono tuttora come realtà solide e profittevoli dell’orologeria, probabilmente non esisterebbero.
I fratelli Morelli sono stati tra i primi ad utilizzare in Italia il pieno potenziale offerto dalla piattaforma, consentendo loro di raccogliere una cifra superiore agli 800.000$, fondando così il marchio Meccaniche Veneziane, caratterizzato “nomen omen” da uno stretto legame con Venezia, la loro città natale, seguendo un’idea originale che premia le radici storiche del nostro Paese e del territorio.
Il modello di business, in un mercato il cui baricentro tecnologico risiede spesso in Svizzera o in Giappone (mi riferisco ai movimenti meccanici) piuttosto che Cina e Hong Kong (casse e bracciali), sfrutta l’idea furba di coniugare lo stile italiano (siamo il Paese della moda e del design in senso lato, dall’arredamento al car design) con la tecnologia in cui i paesi sopra citati sono leader indiscussi e partner necessari se si vuole creare da zero un marchio di orologi e tenere sotto controllo i costi e quindi la profittabilità.
Come dimostrano caso di successi internazionali quali Christopher Ward, l’esempio che reputo più vicino al modello di business adottato dai fratelli Morelli, Meccaniche Veneziane ha sposato un modello di vendita online, costruiti tramite fornitura globale di casse e movimenti che hanno consentito di aggredire un mercato ultra competitivo con prodotti accessibili e di buona qualità.
E’ questo approccio sensato che ha consentito al marchio di superare la fase di start-up e crescere dal 2018 fino a produrre circa 18.000 orologi nel 2021.
La fase embrionale: Meccaniche Veneziane
Il progetto di Alberto ed Alessandro Morelli cresce solidamente dopo la chiusura della fase di crowdfunding, attraverso la costruzione di una realtà sufficientemente strutturata che potesse offrire solidi ma accessibili orologi meccanici, il cui unico aspetto da rivedere era per me lo stile, che non ho mai trovato particolarmente originale.
Invero, questo approccio funziona quando vuoi produrre volumi importanti e farti notare; la semplicità delle linee garantisce elevata standardizzazione produttiva e la possibilità di ampliare il pubblico con linee rassicuranti.
Vedremo successivamente che l’evoluzione da Meccaniche Veneziane a Venezianico ha trasformato la personalità del marchio. Redentore, Arsenale, Nereide (il sottomarino della Regia Marina, costruito nel Regio Arsenale di Venezia) sono i nomi delle collezioni principali su cui il fu Meccaniche Veneziane si è fatto conoscere al pubblico.
L’approccio razionale e globale è ciò che ha consentito a mio avviso a Meccaniche Veneziane di non essere una meteora, e diventare una realtà solida e profittevole con una gamma di orologi dallo stile “deja vu” ma dalla buona qualità, condizione necessaria per sopravvivere e passare al livello successivo del progetto.
L’idea di comunicazione è quantomai furba: associare i nomi Nereide, Arsenale, Redentore non creano solo un’associazione diretta con le origini geografiche del marchio ma hanno svolto nel tempo una funzione di moltiplicatore dell’immagine di marca.
Detto diversamente: se oggi cercate “Redentore” o “Arsenale” su Google, la vastità dei risultati include anche la categoria di orologi a marchio Venezianico, in prima pagina.
Da Meccaniche Veneziane a Venezianico
Da navigati, seppur giovani, imprenditori, i fratelli Morelli fanno un passo coraggioso; il marchio è solido, profittevole e ben distribuito a livello globale ma intuiscono che devono scalare verso l’alto.
Non in termini di volumi quanto di raffinatezza ed immagine del prodotto che, anche in questa occasione, passa attraverso un percorso di re-branding e sostanziale rivisitazione di tutte le collezioni, con l’introduzione di nuovi modelli ed un atelier a San Donà di Piave.
Il territorio dà ed il territorio riceve; i Morelli recuperano integralmente un edificio storico del ‘500 che diventa la sede della boutique monomarca di Venezianico; è questo il nome del neonato marchio, più semplice e breve da pronunciare soprattutto al di fuori dei confini nazionali.
La migrazione è ragionata ma sostanziale; intelligentemente viene conservato il logo con la croce a punte ispirata a quella posta sulla sommità della Torre dell’Orologio di Piazza San Marco, elemento che fa da veicolo tra vecchio e nuovo marchio.
Da giovane sito di e-commerce, che espone orologi accessibili e collezioni entrate nell’immaginario collettivo, il marchio si è trasformato in marchio di lusso accessibile con una comunicazione premium (chi conosceva il marchio Meccaniche Veneziane avrà notato il cambiamento) ed orologi più raffinati; Nereide rappresenta probabilmente l’anello di congiunzione tra Meccaniche Veneziane e Venezianico, sebbene le forme, le finiture e gli accessori abbiano subito un’evoluzione marcata.
Il nuovo Venezianico Arsenale
Dimenticate la collezione originale Arsenale, il nuovo modello Arsenale è l’orologio sportivo con bracciale integrato che ogni marchio deve oggi avere se vuole espandersi ed alimentare i margini a livello globale. Soprattutto, è un orologio di ben altra fattura, costruito sulla scia dei blasonati modelli di alta orologeria svizzera, ad un decimo o addirittura un ventesimo del loro prezzo di listino.
Resta perciò valida la promessa di offrire un orologio accessibile, con un prezzo medio spesso inferiore ai mille euro, ma costruzione e proporzioni mirano ad avvicinare un’audience che cerca l’orologio piacevole, ben disegnato e rifinito, con la meccanica solida di un Miyota 9029 ed una cassa sportiva con bracciale integrato da 40 mm e soli 8,95 mm di spessore.
Il design, inteso nell’accezione italiana di stile, è a cura del team di Venezianico che disegna anche quello della massa oscillante del movimento meccanico svizzero prodotto dal fornitore del calibro, nelle varianti più ricche.
E’ in vista attraverso il fondello dell’orologio Arsenale Platino che monta un quadrante in platino e fa il verso ad un Parmigiani Tonda PF, ad esempio, proponendo un oggetto bello e ben fatto a chi non può (o non vuole) accedere ad un orologio di lusso di quella cifra.
Creatività e originalità raggiungono nuovi traguardi con Venezianico
Per un marchio così posizionato, la personalizzazione diventa il core business del dipartimento creativo del marchio che non a caso ha rafforzato il legame con le sue origini, attraverso una lunga serie di edizioni limitate in cui il quadrante è diventato protagonista.
Il Redentore (anche in questo caso completamente ripensato sotto le ali di Venezianico) in Edizione Limitata Marco Polo 700 è un brillante esempio di come costruire un oggetto diverso, che fa il verso ai quadranti decorati di alta orologeria, ad un prezzo di listino di appena 700 euro.
Lo stesso dicasi per Arsenale Sumi-e che sfrutta il concetto di contaminazione con la cultura giapponese e la tecnica che prevede l’utilizzo di carta Washi mentre il fondo cassa riproduce i caratteri giapponesi 墨絵 che si traducono in Sumi-e.
Venezianico ha dato una spinta notevole alla creazione di nuove casse, bracciali a sgancio rapido e cinturini per potenziare la flessibilità dei suoi prodotti, ed ha impresso un radicale cambio di marcia in termini di personalizzazione, pur di offrire qualcosa di differente, distintivo, celebrativo di un ventaglio di culture millenarie, non più e non solo di quella squisitamente veneziana.
Venezianico diventa (e promuove il) Made in Italy
Improvvisamente, o forse no se si valuta l’approccio visionario dei fondatori, Venezianico ha presentato il calibro V5000 nel 2025.
Non lo produce internamente, ma è realizzato in esclusiva per Venezianico dalla storica manifattura OISA che ha già debuttato in orologeria con Locman.
E’ uno splendido movimento a carica manuale con bilanciere ad inerzia variabile, spirale libera e bilanciere a doppio attacco che lavora a 3,5 Hertz ed offre 60 ore di autonomia a piena carica.
V5000 pone Venezianico sotto una lente d’osservazione totalmente diversa; Redentore Utopia, che monta il V5000 ed ha uno splendido quadrante guilloché può essere a buon titolo definito un orologio Made in Italy.
Opinioni sugli orologi Venezianico
Ad essere onesti, le origini del marchio mi avevano convinto poco. Lo scetticismo era forte all’epoca della nascita di Meccaniche Veneziane, perché lo scenario italiano è ricco, purtroppo, di progetti che sfruttano l’italianità come idea affidandosi a tecnologie e fornitura che di italiano hanno poco, se non la “matita”.
Lo scetticismo è diminuito quando il progetto è cresciuto; il passaggio a Venezianico ha segnato un netto cambio di marcia evolvendosi in comunicazione e prodotto. Eppure il vero cambio di passo c’è stato, a mio avviso, nel momento in cui il marchio ha deciso di investire in un calibro made in Italy che nobilita definitivamente il marchio e lo pone sotto una prospettiva totalmente differente.
La domanda, già anticipata, si ripropone: dove si dirige Venezianico? Punta ad entrare definitivamente nel segmento di lusso made in Italy come molte delle più recenti scelte strategiche suggerirebbero?
(Photo credit: Venezianico)
Giovanni Maria Di Biase
In questo articolo:
Massa oscillante
Definito anche “rotore di carica”, trasforma l'energia meccanica del polso in energia di ricarica dell'orologio (meccanico od ibrido). Può essere di varie geometrie e materiali, in funzione della tipologia e del…
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).