Silenziosamente, il marchio di orologi Tudor festeggia quest’anno il centesimo anniversario ma a differenza del fratello maggiore (Rolex) che ne celebra altrettanti dalle origini della cassa Oyster, non c’è traccia di alcuna citazione o collezione commemorativa.
E’ una decisione alla base della strategia del marchio il quale, nonostante le collezioni si ispirino tutte o quasi a modelli del passato, preferisce proiettarsi nel futuro come conferma ogni campagna di comunicazione.
Escludendo la nuova collezione Monarch, è corretto parlare di “housekeeping”, di una politica che punta cioè a migliorare costantemente la famiglia Black Bay ed allineare Royal, per contenuti e proporzioni, alle altre collezioni Tudor.
Il nuovo Tudor Monarch
Pur senza dichiararlo apertamente, è Monarch è l’orologio dell’anniversario che apre un nuovo capitolo e dà il battesimo ad un’intera nuova collezione.
Lo stile è inedito per Tudor sebbene si citi una ipotetica fonte di ispirazione di cui non esiste alcuna citazione diretta a modelli e referenze.
Credit: International Art Sale
Potrebbe forse trattarsi del modello del 1990 venduto da International Art Sale durante un’asta tematica del 2024, ma è una nostra supposizione e, comunque, il nuovo modello ha esteticamente poco o nulla a che fare con questo ed altri Monarch precedenti.
Esiste in rete anche una variante crono del Tudor Monarch, evidenza che lascia ipotizzare il lancio di una versione complicata, ma in generale sembra che negli uffici di marketing volessero piuttosto individuare un nome storico per dare la basi alla nuova collezione.
Lo stile è inedito
Monarch 2026 è un prodotto modernissimo dal linguaggio stilistico inedito ed inaspettato, che mescola superfici a spigolo a diverse finiture e scelte estetiche per mitigare un’architettura già vista altrove.
Provate a consultare il catalogo del marchio The Citizen e noterete svariati punti di contatto con il modello Calibro 0200, inclusi i secondi decentrati ad ore sei, cui i designer svizzeri hanno aggiunto un tocco personale ed esotico, come le sfere centrali scheletrate tipo “snowflake” sul quadrante misto, con numeri applicati arabi e romani. La corona è sottilissima ed è l’elemento più vintage del Monarch.
Il risultato è comunque brillante; pur rivedendo tratti “deja vu”, cassa e bracciale confermano la consueta cura costruttiva cui ci ha abituato Tudor, offrendo una piacevole alternanza di superfici lucide e spazzolate.
Il bracciale si chiude sulla T-Fit, ed offre un buon comfort, mentre le prestazioni sono garantite dalla certificazione Master Chronometer su base tempo MT5662‐2U, visibile attraverso il fondo cassa con vetro zaffiro bombato, analogo a quello montato sul quadrante color sabbia a finitura spazzolata verticale.
Sebbene sia evidente l’origine industriale, si apprezzano le finiture a Côtes de Genève su ponti e ponte del bilanciere a doppio aggancio, e le diverse incisioni color oro dal gusto vintage.
Tudor Monarch è un valido esempio di come mescolare organicamente moderno e vintage, sostenuti dalle prestazioni della certificazione Master Chronometer e dai suoi standard di precisione, ed il prezzo di listino ne è una conseguenza diretta; a 5.460€ si pone sopra Black Bay e indica le ambizioni del marchio Tudor per il futuro.
Black Bay Ceramic
E’ l’orologio che mi ha stupito in assoluto di più; eppure non è una novità, almeno per quanto riguarda la cassa. Lo è viceversa per l’adozione del bracciale in ceramica che configura il primo Black Bay interamente in ceramica.
A 41,00 mm di diametro cassa e ben 13,55 mm di spessore, il Black Bay Ceramic è un solo tempo dalle dimensioni importanti, seppur sufficientemente leggero per costruzione, soprattutto in spessore, a causa del processo di lavorazione industriale della ceramica e della necessità di ovviare alla inferiore resilienza rispetto al metallo.
Resistente ai graffi ma poco resiliente: la sfida della ceramica
Una delle aree più delicate da questo punto di vista è in prossimità delle anse dove la sezione si riduce e la presenza dei fori per l’attacco del bracciale indebolisce la costruzione.
La progettazione di un orologio in ceramica richiede pertanto notevoli sforzi progettuali ed uno interamente in ceramica ne richiede ulteriori.
Tudor ha costruito anche la fibbia pieghevole, che è solitamente realizzata in titanio, in ceramica, per offrire così un orologio che fosse integralmente in questo materiale, eccetto un singolo elemento.
La corona è costruita in acciaio e trattata PVD nero, scelta che non mi convince; avrei optato per un trattamento DLC, che resiste decisamente meglio del PVD ad urti accidentali ed uso prolungato.
L’orologio è appagante al polso a patto di averne uno importante. E’ “total black” a finitura prevalentemente opaca ma il quadrante antracite crea un sofisticato contrasto, esaltato dalla luminescenza appena la luce ambientale si affievolisce.
Anche la chiusura è in ceramica
La chiusura con doppio pulsante di sicurezza aggiunge una garanzia ulteriore contro l’apertura involontaria e la resistenza alla pressione corrispondente a 200 metri di profondità completa un orologio poliedrico senza pagare il prezzo di graffiarlo, come potrebbe accadere con un equivalente orologio in acciaio.
Con Black Bay Ceramic, certificato Master Chronometer, Tudor aggiunge un secondo modello alla collezione di modelli in ceramica, ed un prodotto evoluto per la complessità di costruire un bracciale a tre maglie interamente in ceramica, con un inevitabile riflesso sul prezzo di listino, che raggiunge i 7.170€.
Più sottile. Più raffinato: Black Bay 58
Non c’è stato un singolo anno, a mia memoria, in cui il Black Bay 58 non abbia accolto una nuova variante od un aggiornamento tecnico, ma il 2026 ci regala il primo vero restyling della collezione.
Le modifiche eseguite da Tudor sono diverse e migliorano ciò che andava migliorato sulla collezione attuale.
La cassa conferma la dimensione di 39,0 mm che ha decretato il successo dell’orologio ma tecnici e designer hanno ridotto lo spessore, portandolo ad 11,7 mm dagli originali 11,9 mm.
Il cambiamento non è sostanziale ma quegli 0,2 mm uniti ad altre mirate modifiche rendono più proporzionato l’orologio, avvicinandolo alle proporzioni auree del Black Bay 54.
Altri dettagli sono cambiati e non sono secondari: il Fifty-Eight è ora un Master Chronometer, come testimonia il “lettering” semplificato, disposto ora su due righe.
Le lancette sono più strette, e lunetta e corona hanno un nuovo profilo; quest’ultima in particolare è visibilmente più sottile, snellendo decisamente il fianco della cassa.
E’ il Black Bay 58 definitivo?
Si aggiunge, infine, il bracciale a cinque maglie con chiusura T-Fit. E’ il Black Bay 58 definitivo? E’ senza dubbio il più curato e raffinato mai costruito, mitigando la natura industriale della produzione. La certificazione Master Chronometer lo allinea tecnicamente al resto della produzione.
Sarà difficile pretendere di più da questa generazione e speriamo lo sia anche per il prezzo di listino: il modello più accessibile con cinturino in gomma e chiusura T-Fit costa 4.610€ mentre dal lato opposto, la variante con bracciale a cinque maglie si ferma appena sotto la soglia dei cinquemila euro, a 4.960€.
Black Bay 58 GMT
Aspettavamo il ritorno del GMT-Master II Coke per ritrovarci invece con la stessa architettura ma in abito Tudor. Il modello da 41 mm ha ora un competitor in casa; è più piccolo e sottile, misurando 39,0 mm di diametro e 12,8 mm di spessore contro i 41,0 mm per 14,6 mm del Black Bay GMT originale.
Sono numeri che inseriscono automaticamente in prima fila la nuova collezione, che può contare inoltre su una livrea evocativa.
La lunetta è nera e bordeaux con toni dorati su numeri ed indicazioni ed il suo disegno, come quello della cassa, riprende i dettagli della rinnovata collezione solo tempo.
Certificato Master Chronometer
Si nota anche qui una corona più sottile come sul Black Bay 58. La nuova taglia si accompagna alla certificazione Master Chronometer ed al nuovo bracciale a cinque maglie con chiusura T-Fit, per cui l’orologio è disponibile nelle classiche tre configurazioni (gomma, bracciale con i rivetti, cinque maglie).
Le tre opzioni spaziano dai 4.880€ (cinturino in gomma), transitando per i 5.110€ del modello con bracciale rivettato, per atterrare ai 5.230€ della variante con bracciale a maglia, quella che sceglierei senza dubbio alcuno.
Black Bay 54 Blue
Una nuova variante di colore si aggiunge alla collezione Black Bay 54 ed offre quadrante e lunetta blu zaffiro. E’ un blu vivace, a finitura soleil sul quadrante, scelto anche per la lunetta non graduata dello stesso colore.
A 37,0 mm ed 11,2 mm di diametro e spessore, rispettivamente, il 54 è il più elegante e proporzionato Black Bay a catalogo ed è il modello più vicino all’estetica della referenza originale 7922.
Non è ancora certificato Master Chronometer, aspetto che consente di limare il prezzo per un anno ancora, ed è disponibile con cinturino in gomma e bracciale con rivetti, spaziando dai 4.150€ ai 4.380€ di listino.
Il 2026 è l’ultimo anno in cui il Black Bay 54 avrà il listino più accessibile della gamma Black Bay prima dell’inevitabile passaggio alla certificazione Master Chronometer.
Tudor Royal
Tudor ha finalmente scalato verso l’alto il Royal, una collezione sottovalutata dal pubblico, anche per alcuni errori strategici che ha secondo me commesso Tudor al debutto, perché l’ha proposta timidamente e con specifiche inferiori rispetto alle collezioni Black Bay.
Tudor Royal è l’orologio con bracciale integrato più vintage a catalogo, ed ha un potenziale elevato che il marchio prova finalmente ad esplorare.
Il restyling è profondo e riguarda tanto le linee, che prevedono una lunetta completamente ridisegnata e tre misure (40, 36, 30 mm), con la versione intermedia che uno spessore sotto la soglia dei 10,0 mm (9,7 mm per l’esattezza).
Associate queste caratteristiche al movimento di manifattura certificato Cronometro ed avrete un bel prodotto, classico ed equilibrato, ideale in taglia 36,0 mm.
Tra l’altro, la taglia intermedia è disponibile con o senza indicazione del giorno, ed in doppia opzione di quadrante: indici applicati o numeri romani. In misura intermedia, è il più sottile orologio Tudor con bracciale e chiusura T-Fit ed ha un listino inferiore ai 3.500€.
La proposta è tanto ampia da disorientare, perché a catalogo esistono sia modelli in acciaio che in acciaio ed oro, ma se scegliete il modello da 36,0 mm con indici applicati potete portarlo a casa a 3.190€, un listino inesistente altrove nel catalogo Tudor.
(Photo credit: Horbiter®)
In questo articolo:
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
Alternanza
Oscillazione compiuta dal bilanciere (o da un pendolo nel caso di orologi a pendolo) da una posizione estrema all’altra; la misura del numero di alternanze in un ora è un…
Ceramica
Materiale utilizzato per la costruzione della cassa di un orologio e, negli ultimi anni, anche delle lunette degli orologi subacquei (e non) e dei quadranti. Ottenuta da polvere di zirconio (ZrO2), la…
DLC
Acronimo di Diamon Like Carbon, indica un trattamento superficiale a base di microparticelle di carbonio che vengono depositate sull’acciaio mediante un processo di deposizione chimica. Il trattamento DLC conferisce all’orologio un particolare colore…
Cinturino
E’ costruito in diversi materiali: ad esempio pelle, nylon, nylon e pelle ed è chiuso su fibbia ad ardiglione o deployante.
GMT
E’ l’acronimo di Greenwich Mean Time ed identifica una complicazione in grado di visualizzare due o più fusi orari sul quadrante mediante l’accoppiamento di una ghiera girevole sulle 24 ore con indicazione (usualmente)…
Ancora
E’ uno dei componenti del cosiddetto scappamento. Può essere di aspetto diverso in base al tipo di scappamento che viene utilizzato. Il suo nome deriva dalla forma simile a quella…
Cronometro
Indica un orologio particolarmente preciso, che ha superato i test previsti dal COSC.
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