Sono trascorsi tre anni esatti dalla nostra prima e finora unica recensione delMido Commander Big Date, un lasso di tempo in cui si sono evoluti tanto il marchio quanto la nostra maturità nell’osservare e catturare i dettagli estetici e tecnici di un orologio. I numeri indicano che il Commander non è il primo Mido che un cliente italiano prenderebbe in considerazione; ceramica-la-recensione/">il mercato è dominato dagli Ocean Star, in particolare il Tribute, ma se cercate uno sportivo in acciaio ad ampio spettro, che supera la prova del polsino della camicia, il Commander scala fino al primo posto della lista.
Nella nostra prima e, finora, unica recensione sul Commander Big Date, ci siamo concentrati sulle specifiche generali tralasciando forse gli aspetti di design che ne fanno uno dei più raffinati orologi realizzati dal team di prodotto del marchio svizzero. Il Mido Commander ha incarnato alla perfezione il motto “Inspired by architecture” che non si ritrova in molte collezioni sportive di successo il cui DNA è chiaramente differente. La maggiore evidenza di questa affermazione è provata dalla complessità delle linee, apparentemente semplici, che configurano il Commander come un Mido particolarmente sofisticato esteticamente, a prescindere dai gusti.
Senza dubbio, l’analisi del modello in acciaio rende piena giustizia alla nostra analisi; l’orologio in foto offre finitura lucida sui fianchi del bracciale e spazzolata sulla larga maglia singola. Il confronto con l’edizione in PVD del 2019 conferma le mie impressioni generali su questa categoria di orologi: l’acciaio 316L nella forma più pura è il metallo d’elezione per ogni sportivo in acciaio con bracciale. Nel caso del Commander, il Big Date aggiunge una interessante complicazione ad una cassa non piccolissima su carta; è larga ben 42 mm, ma è sufficientemente sottile non superando la soglia dei 12 mm (11,97 mm). Un valore che, con l’ausilio di anse corte, dissimula abilmente la dimensione trasversale.
Il Commander (come un All Dial) offre una grande ampiezza del quadrante ed una lunetta pressoché inesistente. A questa disposizione bidimensionale si aggiunge un interessante gioco di volumi amplificato dal vetro bombato e sfaccettato, dalle lancette scheletrate e dagli indici applicati con segmenti in materiale luminescente su entrambi (pregevoli ma la resa non è potentissima).
In questo scenario, la grande data sembra quasi una scelta velleitaria, destinata ad offrire un valore aggiunto nel segmento piuttosto che un’aggiunta funzionalità. Credo invece che disposizione e dimensione della doppia finestra siano un tassello importante della personalità dell’orologio. La vista del fianco cassa evidenzia l’elaborazione del design e la costruzione in tre parti della cassa, con il nucleo centrale incavo, dettaglio che non si coglie immediatamente.
Mido è un marchio che si fonda da sempre su grande praticità, solidità di prodotto, prestazioni e continua ricerca di un “plus” da offrire al cliente; la loro arma più potente, a tal proposito, resta l’autonomia di marcia, prerogativa del marchio che i concorrenti non possono offrire, non avendo più accesso ai calibri di ultima generazione prodotti da ETA, a meno di valutare opzioni interne al Gruppo.
Il bracciale, non integrato ma ben raccordato alla cassa, tende a rastremarsi verso la chiusura, una clasp a farfalla con doppio pulsante di sicurezza che preserva la soluzione di continuità con il bracciale, su cui però non posso non sottolineare l’eccessiva dimensione del logo che stona rispetto al logo sul quadrante, volutamente ricercato nelle proporzioni.
Considerazioni finali
Il Mido Commander Big Date quadrante verde ha un listino di 1.060 Euro. Si conferma un orologio dal posizionamento eccezionale ed il quadrante verde smeraldo aggiunge la vivacità di cui il Commander ha bisogno, senza eccedere esteticamente; si anima sotto una fonte di luce che ne esalta la finitura soleil; è altrimenti piuttosto scuro e discreto. Se la combinazione estetica-prestazioni-qualità è dura da battere, segnalo che la water resistance di 50 metri è un’area di miglioramento. Per portarla a 100 metri, sarà necessario limare il prezzo, modificando probabilmente la cassa, ma il marchio gioverebbe di un automatico allargamento del pubblico potenziale.
(Photo credit: Horbiter®)
Redazione @Horbiter®
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ETA
Manifattura svizzera di movimenti meccanici ed al quarzo di proprietà del Gruppo Swatch.