Che la Fabrique du Temps sia una manifattura di alta orologeria poliedrica lo sapevamo da tempo ma la conferma definitiva è arrivata con la presentazione delle novità durante la LVMH Watch Week di Milano.
Il Gruppo LVMH ha presentato una formidabile combinazione di novità, potenziando l’offerta dei marchi di orologeria pura quali Zenith, TAG Heuer ed Hublot ma non solo.
Non tutte le novità di quest’anno sono da indossare; la più semplice, dal punto di vista costruttivo, è anche la più inattesa e prende le forme di una macchina del tempo costruita con il partner del Gruppo e leader di settore, la manifattura, L’Epée 1839, che i designer Louis Vuitton hanno usato per mettere a frutto la loro fantasia.
Un furgone d’epoca trasformato in macchina del tempo
Il furgone Louis Vuitton non è un’invenzione contemporanea, quello originale almeno; agli inizi del ‘900, il marchio fondato da Gaston-Louis Vuitton consegnava i bauli ai clienti utilizzando un furgone analogo, che la Fabrique du Temps ha riprodotto in scala.
Al volante della vettura, Gaston-Louis si spostava tra la fabbrica di Asnières ed i negozi sparsi sul territorio francese per poi dirigersi dai clienti.
Quel furgone, oggi leggendario considerando la fama che ha nel frattempo raggiunto il marchio, è diventato un orologio, sfruttando la sinergia con la manifattura L’Epée 1839, e l’integrazione tra estetica e tecnica.
Costruito in alluminio, per alleggerire un orologio da tavolo che secondo le dichiarazioni raccolte pesa più di 7 kg, mostra sulle fiancate alcuni indirizzi specifici: i laboratori di Asnières, la sede de La Fabrique du Temps Louis Vuitton a Ginevra e quella dei negozi sugli Champs-Élysées.
A corredo, i designer hanno optato per il giallo zafferano ed il blu associati ai colori corporate del marchio. I tocchi dei designer riguardano il logo LV blu inserito sulla griglia del radiatore, il logo “monogram” posto in cima al cofano, i fiori replicati sui cerchi lenticolari. La targa riporta l’anno di fondazione della maison, il 1854.
Il calibro L’Epée 1839 MV.7417/101
La scelta del movimento è funzionale alla struttura del furgone ed alla sua funzione originale, come è tradizione con le macchine create da L’Epée 1839.
Il sistema di regolazione ha il bilanciere disposto orizzontalmente all’interno del posto guida, come uno sterzo virtuale, mentre il movimento meccanico nel suo complesso, da 2,5 Hz, 218 parti e otto giorni di autonomia a piena carica, ricorda volutamente il gruppo motopropulsore.
Basato su un’architettura esistente sviluppata dalla manifattura, è stato personalizzato secondo le specifiche della Louis Vuitton Camionnette, indicando ore e minuti digitali tramite dischi coassiali a base tronco-conica ed esposti alla vista grazie all’assenza del cofano motore.
Come si carica? Aprendo la Camionnette sul lato posteriore si estrae un baule LV monogram in miniatura che contiene una chiave di ricarica da inserire nella parte frontale, al di sotto della griglia del radiatore.
E’ un modo diverso per simulare un gesto comune sulle auto dell’epoca: la manovra di avviamento del motore delle vetture tramite manovella quando il motorino elettrico era ancora un miraggio.
La chiave serve sia alle operazioni di ricarica che di regolazione. Il parallelismo tra meccanica dell’orologio e meccanica dell’autoveicolo, tradotto in scala, è evidente e rende la Louis Vuitton Camionnette attraente e divertente da usare.
Louis Vuitton Camionnette in oro
Non finisce qui; Louis Vuitton ha alzato l’asticella con una variante preziosa costruita in soli quindici esemplari. Se infatti il modello “ordinario” non prevede una produzione limitata ma verrà costruito sulla base delle richieste, la variante in oro e pietre preziose è limitatissima.
I diamanti sono dappertutto sulla parte frontale del veicolo; la griglia è interamente incastonata di diamanti mentre il logo LV è placcato oro.
In cima è inserito un diamante a forma di logo LV Monogram, lo stesso vale per la parte centrale dei cerchi ruota. Le luci posteriori sono invece realizzate con venti zaffiri rossi ed arancioni taglio baguette.
La fiancata in oro è in questa versione decorata con un motivo “damier” Louis Vuitton alternato da diamanti incastonati e di diversa taglia.
Il guillochage richiede almeno quindici ore di manodopera, dichiara Louis Vuitton. Infine, la chiave di carica e regolazione è placcata oro.
Le parti in comune con la versione d’accesso sono evidentemente il calibro, sebbene la finitura superficiale dei dischi sia diversa dalla versione standard, ed il piccolo baule LV contenente la chiave di ricarica, realizzato in legno e ottone.
Considerazioni finali
La forza di una Louis Vuitton Camionnette è nella brillante combinazione tra due mondi. E’ un giocattolo di lusso per adulti e, aggiungo, uno splendido oggetto di arredamento, dedicato al bambino appassionato di meccanica, diventato uomo (e facoltoso perché la Camionnette costa 69.500€).
Ha un forte significato evocativo perché celebra la storia e le origini della maison attraverso la fusione con le macchine del tempo progettate da L’Epée 1839.
Anzi, l’integrazione della manifattura nel gruppo, la Fabrique du Temps, è stata cruciale per realizzare questa fusione inattesa, ed unica, tra due mondi solo in apparenza lontani.
(Photo credit: Louis Vuitton)
Giovanni Maria Di Biase @Horbiter®
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Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
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