Abbiamo da poco festeggiato il debutto in società del progetto Universal Genève ed il marchio ha inaspettatamente presentato la sua prima collezione; una mossa prevedibile visto lo stretto rapporto tra il marchio e la compagnia aerea SAS e la celebrazione del 70° anniversario del primo volo transoceanico via Polo Nord (15 novembre 1954).
Allora, la compagnia aerea scandinava commissionò al marchio svizzero la creazione del Polerouter per celebrare l’alba di un nuovo e più efficiente modo di coprire una tratta oggi popolare. Il 2024 celebra tanto quell’evento storico quanto il debutto di un orologio, il che identifica il marchio ginevrino alla perfezione.
Il nuovo Universal Genève Polerouter SAS
Va riconosciuta a Georges Kern una dote non comune, evidente dal suo curriculum: rapidità ed efficacia di azione non comuni tra i CEO dell’orologeria nonché l’abilità di aver costruito, a tempo record, un team per guidare il marchio di alta orologeria, impresa ancor più ardua per la scarsità di orologiai in grado di progettare, assemblare e regolare un calibro di pregio.
Inoltre, va ricordato che il progetto parte da basi culturali solide che prevedono il pieno coinvolgimento di appassionati e collezionisti del marchio; da questo sapiente ed inatteso connubio (già testato in parte dal marchio Breitling, qui con accento decisamente più pervasivo) è nato un trio di orologi tributo da collezione.
L’autenticità del progetto
Se queste sono le premesse, e sembrano serie, significa che l’impegno profuso per riportare il marchio nell’alta società non ammette passi falsi e mira ad evitare ogni dubbio circa le intenzioni del management. È presto per valutare i singoli risultati sul lungo periodo; potremo trarre le prime conclusioni solo dopo aver visto e provato le collezioni eppure ma l’incipit è rassicurante e suggerisce che dovremo anche rivedere la composizione delle nostre collezioni personali.
Il team guidato da Gregory Bruttin, che siamo felici di aver conosciuto ad aprile (in altra veste) perché abbiamo avuto modo di apprezzarne spessore e cultura orologiera, ha confezionato tre orologi, tre edizioni tributo del Polerouter di cui una interamente in oro bianco e con bracciale.
Il Polerouter è stato disegnato da Gérald Genta all’età di 23 anni, quando questi era un designer agli albori della sua florida carriera. Emerge un altro fattore che potrà sembrare casuale ma pone Universal Genève in posizione privilegiata tra i marchi che hanno lavorato con Genta. Lo fa in un momento storico, mi riferisco all’attuale, in cui da Occidente ad Oriente i marchi fanno a gara per accaparrarsi l’eredità del designer. Sommessamente, Universal Genève ricorda che la carriera del designer è iniziata nei suoi uffici.
Moderno ma dannatamente vintage
Le specifiche rilasciate da Universal Genève recitano 35,5 mm di diametro e 9,95 mm di spessore, e tre varianti: una in oro bianco, la seconda in oro rosso, la terza in acciaio. Li accomunano le dimensioni ed il quadrante a due livelli con il doppio logo di SAS, attuale e storico, disposti in posizione diversa a seconda del modello (la variante in acciaio lo riporta in alto), corte anse ad elica, vetro zaffiro bombato e fondo cassa commemorativo.
Siamo rimasti ancora in superficie. L’autenticità riguarda l’anima dell’orologio perché i tecnici hanno montato una versione, presumibilmente riveduta e messa a punto, dello storico calibro Microrotor 1-69 originale che si vantava di essere il più sottile movimento automatico dell’epoca. Non solo la soluzione con microrotore è nel DNA di Universal Genève, quella proposta dal marchio prevede la massa oscillante disposta tra platina e ponti per contenere lo spessore complessivo dell’orologio.
La bassa frequenza aiutava a raggiungere la ragguardevole, per l’epoca, autonomia di 57 ore. L’adozione di questo calibro, in quantità la cui disponibilità non è al momento nota, rende l’operazione ancor più attraente, e raggiunge l’apice nella variante in oro bianco che monta un bracciale a maglia realizzato da Laurent Jolliet, ultimo catenista orafo in Svizzera. Peccato che si sia un esemplare unico da mettere all’incanto (Phillips); speriamo non si tratti di un esercizio isolato.
Considerazioni finali
L’effetto sorpresa è un fattore dominante della strategia adottata da Universal Genève. Dovremo farci l’abitudine, potremmo scoprire da un momento all’altro un’altra sorpresa prima del 2026, anno zero in cui è prevista la prima collezione ufficiale.
È verosimile credere che non ci sarà più alcuna novità da qui al 2026? Ci credo poco. Godiamoci questo tributo che sembra lanciare un messaggio forte: la nuova Universal Genève non sarà l’ennesimo marchio di lusso fortemente sbilanciato su ambiziosi obiettivi commerciali e condito della consueta strategia di comunicazione. O, perlomeno, ci auguriamo che non lo sia. Al 2026, o prima, per scoprire se abbiamo visto lungo oppure no.
(Photo credit: Universal Genève)
Giovanni Maria Di Biase @Horbiter®
In questo articolo:
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
Microrotore
La soluzione con micro-rotore prevede l’inserimento del rotore di carica all’interno del movimento; è la soluzione preferita quando si intende combinare la scelta di costruire un movimento meccanico automatico con…
Massa oscillante
Definito anche “rotore di carica”, trasforma l'energia meccanica del polso in energia di ricarica dell'orologio (meccanico od ibrido). Può essere di varie geometrie e materiali, in funzione della tipologia e del…
Ancora
E’ uno dei componenti del cosiddetto scappamento. Può essere di aspetto diverso in base al tipo di scappamento che viene utilizzato. Il suo nome deriva dalla forma simile a quella…
Frequenza
E’ il numero delle oscillazioni dell’organo regolatore. È espressa in rapporto all’ora, negli orologi meccanici, e al secondo in quelli al quarzo.
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