Il 2025, che è ormai entrato nell’ultimo trimestre, è un anno ricco di anniversari come non se ne vedevano da tempo. Accanto a quelli delle manifatture storiche, ci sono gli anniversari di orologi leggendari come il Girard-Perregaux Laureato, nato esattamente cinquant’anni fa e di cui temevamo di non vedere l’erede visto l’approssimarsi della fine dell’anno.
Il marchio presenta oggi, dopo aver anticipato il suo arrivo con la presentazione di un nuovo movimento, l’atteso Girard-Perregaux Laureato Fifty.
Il Laureato non segue la timeline di Royal Oak (1972) e di Nautilus e non è per giunta opera di Gerald Génta, ma rientra di diritto tra i più grandi orologi sportivi.
Se qualcuno ancora nutriva dubbi sulla sua importanza, credo che l’edizione commemorativa metta tutti d’accordo dal punto di vista della esecuzione, perché i gusti, si sa, sono personali e tali restano quando si parla di orologi.
Da Laureato a Laureato Fifty
Non mi dilungherò sulla storia di Girard-Perregaux prima di passare al nuovo Laureato, ma questa manifattura ha per me un significato speciale.
E’ la prima manifattura che ho visitato da quando il magazine è online e se c’è una convinzione che ancora conservo dopo più di dieci anni e molteplici visite, è come il marchio conservi gelosamente la cultura tradizionale dell’alta orologeria, che ha difeso in periodi di fluttuazioni del mercato pur spingendo sull’acceleratore della innovazione tecnologica in tempi recenti.
E’ stata tra le prime manifatture ad elaborare il tourbillon ed a costruirne varianti su più assi; ha interpretato meglio di altri marchi svizzeri l’invasione della tecnologia al quarzo, che ha interpretato in modo eccellente.
L’orologio sportivo con bracciale è l’ossatura della proposta, non solo per Girard-Perregaux. Nessun marchio al mondo può permettersi di rinunciare a questa categoria di prodotto e lo hanno capito anche indipendenti e micro-brand che hanno inventato i loro modelli da zero, senza vantare alcuna eredità.
Il Laureato, viceversa, è un pezzo di storia dell’orologeria sportiva ed ha alimentato questo segmento vitale per l’industria.
L’attuale Laureato sente però il peso degli anni, serviva il cambiamento. Molti competitor, come anticipato, sono entrati in partita ed hanno sfidato apertamente i mostri sacri: potrei citare Octo Finissimo tra i marchi mainstream di taglio industriale, o Parmigiani con Tonda PF e H.Moser & Cie. con Streamliner, tra quelli a volumi più bassi ed approccio boutique.
Credo che gli strateghi di Girard-Perregaux, che oggi si muove in modo indipendente come i marchi sopra citati, abbiano scelto di percorrere una via tradizionale per non tradire la filosofia del modello originale del 1975, in acciaio ed oro, facendo contemporaneamente tesoro di quanto si aspetta un cliente evoluto: un prodotto virtualmente “privo di difetti”, estremamente comodo, raffinato.
Uno “statement piece”, insomma. E’ su queste basi, ovvero questi obiettivi, che il nuovo Laureato Fifty è stato secondo me concepito.
Cassa, bracciale, chiusura: quanti dettagli già all’esterno
La cassa misura 39,0 mm per 9,8 mm di spessore e, non disponendo in questa occasione di un Laureato né tantomeno del modello originale, posso solo attenermi alle dichiarazioni del marchio che ci descrive una cassa ed un bracciale più spigolosi.
La prima è in grado di resistere alla pressione corrispondente ad una profondità di 150 metri, cui si accompagna più una serie di miglioramenti ben percepibili dalla qualità delle immagini a disposizione.
Ad esempio, emerge con chiarezza il contrasto tra spigoli e bordi lucidati nella sezione in acciaio del bracciale in con le maglie centrali in oro giallo a contrasto e dalla forma smussata.
Trovo ad esempio molto curato il fondo cassa, costituito da un anello a vista sul movimento con la sezione piatta anulare spazzolata, una serie di scritte correttamente spaziate, ed il bordo smussato e lucidato con le quattro viti lucidate a specchio a fissarlo.
Sulla parte esterna della cassa loghi ed indicazioni egualmente ben distribuiti e dimensionati, includono il logo di Girard-Perregaux.
Scorrendo lungo il bracciale, il cui profilo lucido continua quello della cassa, si arriva alla tripla deployante a farfalla che mostra una cura esemplare: il logo è incassato ed è diviso in parti uguali sulle due metà del bracciale.
Per realizzarlo correttamente, le tolleranze di accoppiamento devono essere molto strette; i pulsanti di apertura sono le due metà di un ottagono ed una volta aperta la butterfly, la scritta Girard-Perregaux è visibile su una delle lame interne (l’avrei replicata, in altorilievo, su entrambe).
La parte più scontata è forse il quadrante con motivo Clous de Paris, ma difficilmente i designer potevano ritoccare il volto del Laureato e del modello del 1975.
La raffinatezza dell’orologio non potrebbe essere tale senza l’introduzione di una parte meccanica adeguata ed inedita, che giustifica la posizione di Girard-Perregaux tra i produttori di calibri meccanici raffinati. E’ quindi il nuovo GP 4800 all’altezza delle aspettative?
Il movimento Girard-Perregaux GP 4800
Girard-Perregaux ha progettato per Laureato Fifty un movimento di manifattura da zero, che conferma l’approccio boutique della manifattura.
In qualità di storico produttore di movimenti, (quasi) verticalmente integrato (credo che la spirale venga prodotta da terze parti), il calibro vanta numerose innovazioni per il marchio ma conferma un approccio costruttivo tutto sommato tradizionale.
In sintesi, offre prestazioni comparabili ai migliori competitor di segmento, con finiture e dettagli che un appassionato pretende se deve valutare il Fifty come alternativa ad altri marchi e pone originalità e qualità delle soluzioni al primo posto.
Il calibro GP 4800 offre un’architettura standard a rotore centrale, a carica unidirezionale grazie alla inerzia della massa oscillante, scelta presumibilmente dettata dalla volontà di costruire future complicazioni, tra cui ritengo che il cronografo sia la prima in ordine di tempo.
L’insieme spirale, scappamento, ancora è interamente in silicio; tra i vantaggi rientrano la resistenza ai campi magnetici, l’assenza di fenomeni di isteresi tipici dei metalli, e la riduzione degli attriti.
Tra i punti deboli, probabilmente la necessità di sostituire la spirale in caso di rottura. È una soluzione tecnica che soddisfa il ciclo completo da prodotto a post vendita semplificando tempi e costi di manodopera.
È un movimento a spirale libera, soluzione attesa su un marchio ed un orologio di questa categoria.
Messe da parte le caratteristiche a specifica principali di un calibro da 55 ore di autonomia a piena carica, sorprende positivamente la qualità delle finiture che avvicinano visivamente il movimento ai movimenti complicati del marchio.
Il ponte a doppio attacco, scheletrato e lucidato, ha angoli smussati e lo stesso discorso vale per i due ponti rodiati con incisioni dorate ed in generale per tutti gli angoli, anche quelli non visibili.
Anche le viti hanno le teste lucidate. Per quanto mi riguarda, trovo affascinante il contrasto tra la massa oscillante lucida e sabbiata ed il ponte del bilanciere. Esprime bene il concetto di alta orologeria ed è armonioso nella costruzione.
Considerazioni iniziali
Quando non dispone fisicamente di un orologio è sempre rischioso avventurarsi in valutazioni approfondite. Dalle foto a disposizione, dalla scheda tecnica, osservando il nuovo calibro, posso però dire che il Girard-Perregaux Laureato Fifty è palesemente il miglior Laureato dal 1975: è il più sofisticato, quello su cui Girard-Perregaux ha investito le migliori energie.
L’edizione che vedete, limitata a 200 esemplari, ciascuno proposto ad un listino di 28.100 euro, proietta il Laureato in un segmento di categoria superiore.
E’ la prova di quanto Girard-Perregaux voglia salire ulteriormente di categoria, ma comporta anche un rischio: il confronto diretto con i leader di categoria, che in passato ha parzialmente evitato.
Evidentemente, l’edizione commemorativa non resterà un caso isolato; estetica e calibro aprono un nuovo ciclo; sarà perciò interessante vedere come si articolerà la gamma futura.
(Photo credit: Girard-Perregaux)
Gaetano C @Horbiter®
In questo articolo:
Ancora
E’ uno dei componenti del cosiddetto scappamento. Può essere di aspetto diverso in base al tipo di scappamento che viene utilizzato. Il suo nome deriva dalla forma simile a quella…
Deployante
Identifica un tipo di chiusura del cinturino o del bracciale che utilizza estensioni e cerniere. Può essere doppia o tripla. La versione originale fu inventata da Louis Cartier nel 1910.
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
Massa oscillante
Definito anche “rotore di carica”, trasforma l'energia meccanica del polso in energia di ricarica dell'orologio (meccanico od ibrido). Può essere di varie geometrie e materiali, in funzione della tipologia e del…
Cronografo
E’ una complicazione che consente la misurazione di intervalli di tempo ed è disponibile su ogni tipologia di orologio: meccanico, al quarzo, digitale.