La Serie 8 di Citizen è il faro della produzione di orologi Citizen meccanici. Consapevoli della forza che un orologio tradizionale ha sul mercato globale ed europeo, in particolare, Citizen ha creato una gamma di orologi solo tempo o GMT che trae ispirazione dal progetto premium di La Joux Perret e The Citizen e sfrutta le sinergie con il produttore interno di calibri Miyota.
L’obiettivo è una collezione di sportivi in fascia mille euro per contrastare i marchi svizzeri più popolari e lo storico competitor Seiko in un segmento dai volumi importanti.
Con la serie 890, Citizen affronta, dopo la complicazioneGMT, il tema dello sportivo con bracciale integrato e velleità da diver proponendo un orologio in fascia di accesso per il segmento, medio-alta per il marchio, dotato delle funzioni principali e qualcosa in più cui aspira un acquirente in cerca di un design evocativo e la qualità di Citizen.
Lo stile
Osservando la Serie 8 890 sorge spontaneo associare queste linee ad un modello noto ed, in questa iterazione, alla sua variante Diver. La cassa ottagonale di ispirazione Genta risuona in orologeria e continuerà a farlo a lungo ma i designer hanno provato ad elaborare il concetto originale in chiave giapponese.
Le linee taglienti e ricche di spigoli, la maglia ad H larga del bracciale e le spallette di protezione trapezoidali riportano alla mente il progetto The Citizen 0-200 citato in apertura; progetto che, dal marchio “The Citizen” ha a cascata alimentato una nuova stagione per Citizen, risvegliando l’orgoglio per la cultura nell’orologeria meccanica tradizionale.
E’ una sterzata che abbiamo percepito durante la presentazione della mostra itinerante dei cento anni del marchio tenutasi a Parigi.
La Serie 8 890 è una costola di questo progetto ed è l’inizio di una stagione che ci auguriamo possa riportare progressivamente in vita tutte le innovazioni del marchio tra gli orologi meccanici, sovrastate negli ultimi trenta anni dalla tecnologia digitale che ha dominato le scelte nei corridoi del quartier generale giapponese.
Quella storia è tuttora predominante ma si affaccia un’alternativa destinata a riconquistare i tradizionalisti e contendere quote di mercato.
Lo stile dei modelli della Serie 8 è funzionale a questa strategia; è stato pensato per esaltare la manifattura di orologi meccanici Citizen, in chiave contemporanea, nell’attesa che appaia all’orizzonte una collezione di ispirazione vintage, che includa anche la riedizione del Bullhead meccanico.
Cassa e bracciale
Fatta questa lunga introduzione passiamo a specifiche e sensazioni. Il Citizen Serie 8 890 misura, da scheda prodotto, 42,6 mm di diametro per 11,7 mm di spessore.
Occorre iniziare a mettere da parte queste due cifre e prenderle per ciò che sono (indicative), perché sintetizzano le caratteristiche dell’orologio in modo superficiale.
Il secondo dato ha sicuramente un significato più interessante; gli orologi della Serie 8, io possiedo il solo tempo con analoga geometria di cassa, è stato concepito per estendersi comodamente sul polso.
Il corpo cassa, in tre parti, si adagia sul polso ed il bracciale integrato fa il resto, mitigando per quanto possibile la larghezza fuori tutto, in quanto si rastrema verso la chiusura, una deployante tradizionale con doppio pulsante di sicurezza che volutamente ricorda una “butterfly” senza esserlo.
La finitura satinata corre dalla lunetta al bracciale alternandosi a sottili superfici lucide come gli elementi principali deputati all’utilizzo dell’orologio: la corona di carica e la seconda corona per azionare la lunetta girevole bidirezionale interna.
Il quadrante
Sul quadrante si intravede la moderna scuola di ispirazione giapponese anche rimuovendo i loghi; il motivo vagamente a scacchiera è, come dichiara Citizen, ispirato allo skyline di Tokyo (sui modelli standard in collezione).
Più che ad un motivo di tipo “tapisserie” con cui ha poco a vedere, si scorgono tratti del motivo presente su un Ingenieur, ma gli elementi quadrati sono di diversa taglia e forma confermando a prima vista che si tratti di qualcosa di differente.
Il secondo modello in questa recensione, in serie limitata, prevede un motivo ispirato al fenomeno delle nuvole dei fiori di ciliegio.
Un più forte segno di riconoscimento è rappresentato invece dalle larghe sfere di ore e minuti e, ancora di più, dal font della data decisamente giapponese per forma e taglia.
Complessivamente, il disegno è proporzionato e sensato, e personalizzato secondo i canoni stilistici del Sol Levante seppur in un quadro che richiama linee e geometrie che un’audience globale identifica come familiari, per poi declinarsi in modo specifico ed in accordo con alcuni stilemi di scuola giapponese.
E’ un orologio che si può definire, a prescindere dai gusti personali, gradevole e sufficientemente curato nei dettagli.
Il calibro Miyota 9051
Miyota sta a Citizen come ETA sta a Swatch, all’incirca. Miyota è la banca organi del Gruppo Citizen e fornisce una rosa di marchi come ETA fornisce quelli del Gruppo Swatch, anche se in forma più ampia.
Ciò premesso, la manifattura di movimenti Miyota è di proprietà di Citizen ed il calibro 9051 è montato esclusivamente (mentre pubblichiamo questo articolo) su orologi Citizen.
A differenza di ETA che ha ridotto notevolmente le finiture a marchi esterni, Miyota è ufficialmente un fornitore di terze parti.
E’ un movimento che potremmo definire di manifattura per Citizen, con caratteristiche standard in termini di frequenza (4 Hz) ed accuratezza (tra -10 e + 20 secondi al giorno), non eccezionali quanto a resistenza ai campi magnetici (200 Gauss), e meno performante dei concorrenti quanto ad autonomia a piena carica che si ferma a circa 42 ore, laddove la migliore concorrenza svizzera ha da tempo doppiato questo valore.
Considerazioni finali
In questo articolo noterete due referenze su tre; una è in acciaio con quadrante blu ed una con quadrante ispirato ai fiori di ciliegio. Sono, rispettivamente, le referenze NB6060-58L ed NB6066-51W.
Quest’ultima è limitata a 1.700 esemplari e costa 1.090 Euro contro i 990 Euro della versione standard.
Il prezzo di listino è adeguato alla qualità complessiva dell’orologio ed alla garanzia che offre Citizen quale produttore di orologi storicamente solidi e destinati a durare a lungo.
Ciò nonostante, qualche miglioramento si potrebbe fare ed in tal senso l’aspetto su cui concentrerei gli sforzi è l’incremento dell’autonomia di marcia che si è rivelata un plus nella scelta di un solo tempo sportivo di fascia accessibile, mentre un sistema a sgancio rapido potrebbe rivelarsi utile a personalizzare l’orologio, altro tema caro ai marchi svizzeri e meno, a quanto pare, ad alcuni marchi giapponesi quali Citizen.
(Photo credit: Horbiter®)
Giovanni Maria Di Biase @Horbiter®
In questo articolo:
GMT
E’ l’acronimo di Greenwich Mean Time ed identifica una complicazione in grado di visualizzare due o più fusi orari sul quadrante mediante l’accoppiamento di una ghiera girevole sulle 24 ore con indicazione (usualmente)…
Diver
Termine che identifica nel gergo comune, ormai un neologismo in italiano, una specifica categoria di orologi subacquei.
Complicazione
Si indica l’aggiunta di una qualsiasi complicazione meccanica ad un movimento in grado di indicare semplicemente l’ora. Tra le complicazioni più importanti dell’orologeria ricordiamo ad esempio il tourbillon inventato da Breguet nel 1795, il calendario perpetuo oppure…
Deployante
Identifica un tipo di chiusura del cinturino o del bracciale che utilizza estensioni e cerniere. Può essere doppia o tripla. La versione originale fu inventata da Louis Cartier nel 1910.
Corona di carica
La corona è posizionata all’estremità dell’albero di carica e consente la ricarica del movimento, la rimessa dell’ora e del datario. Negli orologi sportivi ed in quelli subacquei la corona è…
Ancora
E’ uno dei componenti del cosiddetto scappamento. Può essere di aspetto diverso in base al tipo di scappamento che viene utilizzato. Il suo nome deriva dalla forma simile a quella…
ETA
Manifattura svizzera di movimenti meccanici ed al quarzo di proprietà del Gruppo Swatch.
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
Frequenza
E’ il numero delle oscillazioni dell’organo regolatore. È espressa in rapporto all’ora, negli orologi meccanici, e al secondo in quelli al quarzo.