Alcuni anni fa il marchio Alpina era presente sul mercato italiano e, più diffusamente, su quello europeo. L’acquisizione da parte del Gruppo Citizen si è concretizzata in una complessiva riorganizzazione della presenza sui mercati dei marchi Swiss Made, legata al “sister brand”Frederique Constant che ha anticipato e riorganizzato il suo posizionamento, in particolare in Italia, posticipando per quanto riguarda il nostro mercato il ritorno di Alpina.
Il marchio è ora tornato al centro di una strategia di rilancio che prevede anche l’Italia con una gamma interamente rinnovata diversa da quella di un tempo, centrata intorno agli orologi subacquei e regatta, che apprezzavamo per la spiccata originalità pur rivolgendosi ad una nicchia di appassionati.
Se escludiamo alcuni brillanti esercizi che hanno riportato in auge la ricca storia della manifattura di calibro Alpina, la gamma che fa da pancia dell’offerta ruota intorno ad una cassa moderna e sufficientemente identitaria.
Se non offri oggi un design originale, è difficile farsi spazio sul mercato, in particolare nel segmento dell’orologeria accessibile.
Storia di Alpina in breve
E’ impossibile condensare la storia del marchio Alpina in poche righe; meriterebbe un articolo dedicato che non sarebbe breve, se si intende approfondire l’importanza di Alpina nella storia dello Swiss Made.
Il marchio ha scritto ed alimentato la cultura della manifattura svizzera, quando Gottlieb Hauser creò, nel 1883, una corporazione di orologiai svizzeri chiamata SUG destinata a favorire la condivisione e lo sviluppo di parti per l’intera industria.
Il nome Alpina apparirà solo in un secondo tempo ed indicherà gli orologi di qualità più alta della produzione, alcuni dei quali certificati come Cronometro. Di questo percorso prendiamo a prestito e conserviamo il sostantivo “qualità” perché ricorrerà nel prosieguo di questa recensione.
I nuovi Alpiner Extreme
Probabilmente associamo il concetto di orologio Alpina a quello di Regolatore, presenza storica nel catalogo del marchio dagli anni novanta. La cassa Extreme non nasce da zero ma rappresenta sostanzialmente un’evoluzione di una cassa esistente. Nella moderna declinazione Extreme, Alpina intende condensare la sua idea di orologio sportivo tuttofare, progettato per attività outdoor per ammissione diretta del marchio.
Non a caso, il legame tra il marchio e gli atleti di sport invernali è tra i più solidi ed è consolidato. Nella galassia degli orologi sportivi ad ampio raggio di utilizzo, Alpiner Extreme parte da una cassa a cuscino irrobustita visivamente e tecnicamente con una lunetta rotonda fissata da sei viti ed un bracciale integrato a tre maglie con quella centrale a larga H.
Prevista al debutto in taglia 41,0 per 42,5 mm, Alpiner Extreme ha seguito una cura di downsizing per offrire una dimensione più ragionevole e trasversale, considerando che la cassa a cuscino tende a vestire, e pesare in questo caso, più di quanto le dimensioni a specifica possano suggerire. Per inciso, Alpiner Extreme su bracciale segna 141 g sulla nostra bilancia di precisione ed in questa versione misura 39,0 per 40,5 mm.
Molto più di quel che si vede
In Alpina hanno profondamente elaborato il concetto base, consapevoli che la ricerca dell’identità è requisito fondamentale per farsi spazio tra i concorrenti. E’ per questa ragione che i designer non hanno esitato a curare i dettagli di cassa e bracciale.
Non c’è un angolo di tutto l’orologio cui non sia stata dedicata cura; è un alternarsi continuo di superfici piane e spigoli vivi, profili raccordati e strettissime tolleranze sugli accoppiamenti.
Come abbiamo già detto in un Reel a proposito della versione Seastrong Diver Extreme che parte dallo stesso archetipo, la cassa comunica una non comune sensazione di robustezza ed estrema funzionalità.
Sul lato sinistro troviamo un tratto caratteristico, un bumper che controbilancia la spallette di protezione della corona, chiusa a vite e con anello in gomma al centro. Alpiner Extreme è inoltre garantito impermeabile fino a 200m pur non essendo un diver.
Il bumper è in un sol pezzo con la cassa, deriva cioè dalla stessa fusione; aiuta quindi a proteggere la cassa dagli urti ma ha, come controindicazione, di esaltare i graffi derivanti dagli urti dell’uso quotidiano. Inserire un profilo di gomma avrebbe però mortificato il lavoro di design.
In questa equazione gioca un ruolo preponderante il bracciale. Segue la finitura satinata di cassa e lunetta ed ha una maglia ad H piuttostolarga, con accoppiamenti dai giochi ridottissimi tanto da sembrare in un sol pezzo in alcune circostanze.
Il bracciale si chiude su una deployante a farfalla con i due classici bottoni laterali di sicurezza ed il logo Alpina che viene richiamato ripetutamente, a partire dal quadrante dove una decorazione che chiamerei ironicamente “Clous de Alpina” è interrotta dalla sola finestra della data, di cui sinceramente avremmo fatto a meno.
Il fondo cassa ed il calibro AL-525
La vista posteriore conferma la cura costruttiva complessiva; il fondo è un anello fissato da sei viti a vista sul movimento. Codificato come AL-525, è la personalizzazione di un movimento base Sellita SW 200-1 cui Alpina ha fatto personalizzare la massa oscillante.
E’ adeguato allo scopo ed ha l’unico punto debole nella scarsa autonomia, perché 38 ore di marcia sono un pò poche in questo segmento. Garantisce però un’elevata affidabilità e ridotti costi di manutenzione. E’ una scelta dettata dalla volontà di offrire un attento “trade-off” tra prestazioni e costi di acquisto ed esercizio ragionevoli.
Considerazioni finali
I nuovi Alpiner Extreme 39, qui in variante con quadrante British Racing Green e beige, costano 1.995€, e scendono a 1.695€ se si opta per il cinturino in gomma integrato. Sono prezzi ragionevoli per la qualità offerta; spicca l’elevata qualità costruttiva di cassa e bracciale che ci collega al tema di apertura: la qualità di prodotto.
L’acciaio usato è ottimo per qualità e sono eccellenti le finiture per il segmento di prezzo, con un passaggio da finitura satinata a lucida molto attenta che regala la percezione di un orologio di categoria superiore.
La taglia è adatta anche ai polsi generosi; con un giro di 19,5 mm nel mio caso, ad esempio, l’orologio è tutt’altro che piccolo, regalando una sufficiente comodità se escludiamo qualche leggera pinzatura dovuta al disegno della maglia semi-rigida.
Proporrei al marchio di realizzare infine una variante senza data e, se possibile, una evoluzione con lunetta leggermente più bassa, sì da ridurre ulteriormente il gap tra il vetro zaffiro piatto ed il quadrante per recuperare ancora sullo spessore complessivo.
(Photo credit: Horbiter®)
Giovanni Maria Di Biase @Horbiter®
In questo articolo:
Swiss Made
Un orologio è considerato Swiss Made se il suo movimento è svizzero, è stato incassato in Svizzera, ed il produttore effettua l’ispezione finale in Svizzera.
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
Cronometro
Indica un orologio particolarmente preciso, che ha superato i test previsti dal COSC.
Diver
Termine che identifica nel gergo comune, ormai un neologismo in italiano, una specifica categoria di orologi subacquei.
Impermeabile
Si definisce impermeabile un orologio progettato per resistere a schizzi d’acqua, ma non adatto ad immersioni in quanto non dotato di corona o fondello chiusi a vite.
Deployante
Identifica un tipo di chiusura del cinturino o del bracciale che utilizza estensioni e cerniere. Può essere doppia o tripla. La versione originale fu inventata da Louis Cartier nel 1910.
Massa oscillante
Definito anche “rotore di carica”, trasforma l'energia meccanica del polso in energia di ricarica dell'orologio (meccanico od ibrido). Può essere di varie geometrie e materiali, in funzione della tipologia e del…
Cinturino
E’ costruito in diversi materiali: ad esempio pelle, nylon, nylon e pelle ed è chiuso su fibbia ad ardiglione o deployante.
Ancora
E’ uno dei componenti del cosiddetto scappamento. Può essere di aspetto diverso in base al tipo di scappamento che viene utilizzato. Il suo nome deriva dalla forma simile a quella…