Quando il Gruppo Citizen rilanciò Accutron come marchio indipendente nel 2020, fui sorpreso. Pur considerando quella operazione un’idea sensata per esaltare la tecnologia sviluppata da Bulova prima degli anni ’60, la ritenni un’avventura molto coraggiosa.
Raccontare la tecnologia al diapason applicata ad un orologio da polso con un modello basato su una tecnologia elettrostatica, utilizzando un nome che rappresenta un movimento a diapason, richiede un’attenta strategia di marketing, ed una capacità non comune di raccontarla al pubblico.
La prima generazione contemporanea di Accutron Spaceview, privata della paternità di Bulova ed introdotta a distanza di sessant’anni da quella rivoluzione, è senza dubbio interessante ma non vanta, pur nella sua eccellenza, il fascino di Accutron la cui eco risuona tra agli appassionati quanto tra i neofiti che hanno studiato l’impatto culturale di quella rivoluzione.
Accutron Spaceview 314 ha richiesto dieci anni di sviluppo, dimostrando che il Gruppo Citizen, la cui vasta tecnologia in ambito digitale è stata indispensabile per centrare il risultato finale, ha iniziato lo sviluppo della versione moderna della tecnologia al diapason prima che il marchio indipendente Accutron Watch vedesse la luce.
Il diapason ed i tentativi che lo hanno preceduto
La gara per realizzare l’orologio elettronico da polso, affidabile e sufficientemente accessibile, fu feroce. Tra i primi a provarci fu sempre un marchio americano, Hamilton (al tempo non era di proprietà del Gruppo Swatch).
Gli Stati Uniti erano pionieri della transizione da analogico a digitale, spinti dalla ugualmente feroce corsa alla conquista dello spazio che vide il settore militare impegnato in prima persona per raggiungere questo ambizioso traguardo.
Il modello Hamilton 500 del 1957 fu il primo orologio elettrico (non elettronico) mai commercializzato. Seppur alimentato da una piccola batteria a bottone, faceva uso di un bilanciere meccanico azionato da elettromagneti, rimuovendo così la spirale dall’equazione, ma non fu sufficiente a convertirlo da elettrico ad elettronico. Potremmo definirlo un movimento ibrido.
Pur rappresentando un primo rivoluzionario traguardo, non raggiunse il successo sperato per gli elevati costi di produzione e l’affidabilità tutt’altro che infallibile. Problemi comprensibili se consideriamo la novità e la inquadriamo in un contesto industriale in forte sviluppo e lontano dalla maturità.
Bardeen, Shockley, Brattain – Fonte: Wikipedia
Dobbiamo però riconoscere che il successo di Accutron non sarebbe stato possibile senza l’invenzione del transistor, messo a punto nei laboratori della Bell da John Bardeen, William Shockley e Walter Brattain insigniti del Premio Nobel nel 1956.
Il transistor, compatto ed affidabile, è la rivoluzione che ha consentito all’elettronica di consumo di passare al livello successivo, garantendo la progressiva miniaturizzazione dei dispositivi, soprattutto quelli portatili, di cui oggi facciamo largo uso.
Un geniale ingegnere svizzero e l’organizzazione di un militare
Lo sviluppo di Accutron iniziò nel 1952. L’equazione che ha portato alla sua realizzazione richiedeva almeno un altro paio di ingredienti: le capacità e la visione di Max Hetzel, ingegnere svizzero laureato presso l’Università di Zurigo in ingegneria elettronica ed un amministratore delegato di estrazione militare, Omar Bradley, consapevole dell’importanza della precisione di misura in ambito militare quanto capace di lavorare ad obiettivi sfidanti.
Max Hetzel – Fonte: Accutron
Hetzel entrò prima nella sede svizzera di Bulova all’età di 29 anni (era il 1950), ma ben presto iniziò a lavorare al progetto Accutron insieme all’ingegnere americano William O.Bennett.
Perché il diapason?
La scelta del diapason è ideale se cerchi estrema precisione, ovvero stabilità della misurazione di intervalli di tempo. A differenza di un sistema bilanciere-spirale, il diapason è costruttivamente più semplice, vibra ad una frequenza così elevata da non subire apprezzabili perturbazioni dovute a piccoli urti o posizioni diverse da quelle di un orologio da tasca.
Fonte: Accutron
Avvicina la sua resa alla stabilità che offre, ad esempio, un orologio a pendolo (bassa frequenza, ma posizione fissa nello spazio). Si presta alla perfezione alle dimensioni richieste da un orologio da polso.
Risale al 1711, inventato dal musicista inglese John Shore ma occorre attendere fino al 1866 per vedere il primo orologio a diapason, sviluppato dal fisico francese Alfred Niaudet.
Solo due anni più tardi, Louis Clément-Breguet, nipote del più celebre Abraham-Louis Breguet, costruì il primo orologio a diapason. In quel periodo partirono anche i primi esperimenti per alimentare elettricamente il diapason, usando la tecnologia dell’epoca: delle valvole sottovuoto, i precursori del transistor.
Fonte: Accutron
Il primo, autentico diapason controllato elettricamente risale al 1923; fu prodotto presso i Bell Telephone Laboratories di New York.
L’invenzione del transistor consentì di ridurre drasticamente le dimensioni del sistema di alimentazione del diapason, ovvero dei piccoli magneti montati ciascuno su una sua estremità, eccitati elettricamente per farlo vibrare fino a 360 Hertz.
Fonte: Accutron
Aggiungendo un braccio mobile ad uno dei due bracci del diapason e montando un rubino nella zona di contatto con una ruota dentata (index wheel), si riuscì infine a trasformare il movimento di oscillazione, la vibrazione ad alta frequenza del diapason, in moto rotatorio unidirezionale per azionare, attraverso un treno di ruote, le ore, i minuti ed i secondi.
Un dente di arresto serviva contemporaneamente ad evitare che la ruota potesse indietreggiare tra una spinta e quella successiva.
La sfida di Accutron: affidabilità e miniaturizzazione
Tra le maggiori sfide che Hetzel e Bennett hanno dovuto superare rientra la scelta di materiali adeguati e la miniaturizzazione dei componenti. Il diapason fu costruito in Ni-Span-C, ovvero una lega Nichel-Ferro-Cromo particolarmente stabile al variare della temperatura.
Fonte: Accutron
Le dimensioni degli elementi principali sono incredibilmente piccole in rapporto alle tecnologie disponibili all’epoca: il rubino di forma rettangolare ha la dimensione maggiore dell’ordine di 0,15 mm, la ruota ad esso collegata è più piccola di un’unghia e monta 300 denti da circa 10 micron di profondità ciascuno.
Le spire intorno ai magneti dei diapason raggiungevano l’incredibile numero di 8.000 avvolgimenti. Sono le cifre eloquenti di una sfida senza precedenti che si è ripresentata, come vedremo, anche seguendo gli standard moderni.
Fonte: Accutron
Nonostante la tecnologia Accu-Tron (Accuracy through Electronics) sia stata superata commercialmente da quella al quarzo, più economica, semplice e disponibile in grandi volumi, il suo fascino resta intatto ed è un’alternativa tuttora brillante al tradizionale orologio meccanico, decisamente più interessante di una soluzione al quarzo.
Un metodo preciso per misurare il tempo che cambiò (ed aiutò a proteggere) gli Stati Uniti d’America
Il brevetto di Accutron non coinvolse solo l’orologeria; divenne un simbolo dello spirito pionieristico degli Stati Uniti d’America e contribuì a raggiungere diversi traguardi tra cui la conquista dello spazio. Il modello Accutron Astronaut fu indossato dai piloti degli X-15, gli aerei progettati per volare ai confini dell’atmosfera e preparare i piloti assegnati ai programmi spaziali.
Fonte: Accutron
Accutron ha complessivamente partecipato a quarantasei missioni spaziali, in qualità di strumentazione di bordo, inclusa la leggendaria missione Apollo 11. Non è tutto; nel 1962, grazie alla sua precisione ed alla ripetibilità delle misurazioni, Bulova Accutron divenne l’orologio ufficiale delle Ferrovie americane.
L’uso militare della tecnologia non fu ristretto all’ambito aerospaziale; durante la guerra fredda l’aeronautica militare americana sostituì i vulnerabili U2 con i più veloci A12 (progetto OXCART), culminati più avanti negli SR-71 Blackbird.
Un A12 volava più in alto e più velocemente di un U2 e, soprattutto più rapidamente, coprendo la distanza a Mach 2 da una costa all’altra in appena settanta minuti. Al polso dei piloti degli A12 c’era un Accutron Astronaut.
Il quadrante aperto con il diapason ed i circuiti a vista era ugualmente una novità per l’epoca; Accutron era diverso in tutto e diventò un manifesto della supremazia tecnologica americana, un motivo di orgoglio che il Presidente Lyndon Johnson trasformò nel 1964 in regalo di stato.
Fonte: Accutron
Il generale Bradley in persona regalò uno speciale Accutron 5-Star (foto sopra) a persone selezionate del suo staff. Nonostante Accutron sia oggi un marchio separato dalla galassia Bulova, il suo legame è evidente dal logo a forma di diapason, che associa inevitabilmente i più grandi successi del marchio americano a questa tecnologia.
Un progetto interamente nuovo
Per riportare in vita l’architettura originale, adattata alle attuali esigenze di precisione ed affidabilità, serviva la miglior tecnologia possibile e le capacità del Gruppo Citizen, senza l’ausilio del quale sarebbe stato secondo me impossibile da realizzare, a questo livello esecutivo.
Curiosamente, la maggior parte degli ingegneri giapponesi che hanno lavorato al progetto non era neanche nata 65 anni fa ed il tempo impiegato a rifare quasi da zero il movimento, se si esclude il principio base di funzionamento, è analogo a quello che servì per portare Accutron sul mercato nel 1960.
Accutron Spaceview 314 in titanio
Durante la presentazione dedicata alla stampa italiana, abbiamo scoperto aneddoti ed immagini del progetto che per ragioni di proprietà industriale non è purtroppo possibile condividere; possiamo solo raccontarvi alcuni dettagli costruttivi.
L’utilizzo esteso della tecnologia laser è alla base del nuovo progetto e l’elemento principale della conversione della vibrazione del diapason in movimento circolare, la “index wheel”, è stata al centro del progetto del calibro Y230.
La ruota è passata dai 300 denti originali ai 400 attuali, ciascun dente è alto 20 micron (pari a circa un quarto del diametro di un capello); ha un diametro di 3,6 mm ed è in nichel.
Per fabbricare queste parti minuscole con la precisione richiesta, i tecnici di Citizen hanno fatto uso della tecnologia proprietaria LIGA (Lithographie, Galvanik, Abformung) di cui trovate alcuni esempi a questo link.
Consente di lavorare ingranaggi minuscoli con una precisione non raggiungibile facendo uso delle tecnologie tradizionali. La parte terminale delle leve collegate alla ruota, ad esempio, non ha più rubini alle estremità, ma silicio.
La durezza del silicio è circa dieci volte quella del rubino, garantendo durata ed affidabilità superiori. Analogamente, la “index wheel” è stata placcata in oro per le stesse ragioni.
La regolazione del diapason sui 360Hz richiede la limatura di due minuscoli incavi da 1-2 micron e l’orecchio umano per regolarlo sul “fa diesis”, seguendo un processo artigianale non tanto diverso da quello realizzato per regolare i gong di una ripetizione minuti.
Citizen aveva già prodotto Accutron
Pochi sanno che Citizen vanta già esperienza con gli orologi a diapason prima di questo progetto; nel 1970 infatti il marchio giapponese produsse Hisonic, una evoluzione di Accutron di cui ha superato alcuni limiti.
Fonte: Citizen
Il movimento era prodotto su licenza Bulova e dimostrava l’esistenza di un rapporto di collaborazione tra i due marchi che ha favorito la successiva integrazione all’interno di Citizen Group.
Concentrandosi sulle specifiche tecniche di base, Accutron Spaceview 314 è offerto al lancio in tre opzioni di materiale: in acciaio 904L e misure di 39,0 mm in diametro e 13,4 mm in spessore, in titanio grado 5 di pari diametro e spessore di 13,25 mm, ed in oro giallo 18 carati le cui quote sono 37,00 mm di diametro cassa e 13,35 mm di spessore.
Su tutte le versioni, il cinturino è in morbida pelle italiana con chiusura pieghevole a scatto sui modelli in acciaio e titanio, ad ardiglione sulla variante in oro.
Considerazioni finali
Accutron Spaceview 314 è il risultato di un progetto ambizioso. Comprendiamo, oggi, quanto la collezione elettrostatica puntasse a dare un segno tangibile di novità al nuovo marchio indipendente, in linea con lo spirito pionieristico di Accutron.
L’obiettivo principale era un altro: riportare la tecnologia Accutron all’antico splendore ed il fatto di aver impiegato dieci anni dimostra quanto sfidante ed eccellente sia stato il lavoro di ricerca e sviluppo di 65 anni fa. Va detto che i requisiti di affidabilità e qualità odierni superano le esigenze del consumatore degli anni sessanta.
Il Gruppo Citizen, ha dato fondo alle più avanzate tecnologie per realizzare il più raffinato orologio a diapason della storia. A giudicare dai materiali scelti, dai processi di produzione, dall’attenzione alla qualità piuttosto che alla quantità, ciò che vedete è il miglior Accutron di sempre; senza dubbio il meglio rifinito.
La lavorazione a Côtes de Genève sulla parte posteriore del calibro Y230 che vanta una precisione di ±2 secondi al giorno è una voluta citazione alle decorazioni classiche dell’orologeria.
I prezzi sono una diretta e prevedibile conseguenza di questo sforzo: occorrono 5.990€ per la versione in acciaio e 6.200€ per quella in titanio, per non parlare della variante in oro che costa 31.500€.
Il listino è da orologio premium, che i rivenditori selezionati dovranno saper spiegare attentamente ai potenziali clienti anche se le quantità previste saranno limitate, non c’è alcun dubbio.
Per aiutarli nel compito, il marchio dovrebbe sforzarsi di condividere qualche dettaglio in più per argomentare, con video dedicati, le qualità di un orologio di lusso in abito Accutron.
La buona notizia (ufficiosa) è che la collezione 314 è l’inizio di qualcosa di più esteso, che prevede un’intera gamma che includa altre geometrie di cassa e che, ci auguriamo, preveda anche un bracciale.
Negli orologi a diapason, la misurazione del tempo si basa sull’oscillazione regolare di un diapason, controllato da un circuito elettronico. Fu inventato dall’ingegnere elettronico svizzero Max Hetzel, nel 1952, mentre lavorava presso Bulova.
Analogico
E’ analogico ogni orologio in cui l’indicazione dell’ora è realizzata mediante le tradizionali lancette.
Frequenza
E’ il numero delle oscillazioni dell’organo regolatore. È espressa in rapporto all’ora, negli orologi meccanici, e al secondo in quelli al quarzo.
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
Cinturino
E’ costruito in diversi materiali: ad esempio pelle, nylon, nylon e pelle ed è chiuso su fibbia ad ardiglione o deployante.
Linea
E’ l’unita di misura, di origine francese, che identifica il diametro di un movimento. Secondo questo sistema di misura, una linea corrisponde a 2,255 mm. Per indicare frazioni inferiori o intermedie si…