Il Navihawk a carica automatica è una rivoluzione e conferma il progetto di Citizen di creare la variante meccanica dei suoi modelli professionali più complicati e longevi, concepiti come “combination watch” ed orologi-strumento.
Prima di entrare nel dettaglio del Promaster Navihawk Automatic, ricostruiamo brevemente la storia di una collezione ultra trentennale e come si è sviluppata su scala globale.
Navihawk debutta nel 1994, entrando a far parte direttamente della collezione professionale Promaster, introdotta dieci anni prima.
Fonte: Citizen Design
La referenza PMG 65–8991, la prima della serie, combinava lettura analogica e digitale, caratteristica che ha distinto Citizen dal mercato mondiale degli orologi ed in particolare da quello svizzero.
La genesi di Navihawk risale al Promaster Pilot del 1989, in grado di offrire su un orologio da polso un regolo calcolatore, l’indicazione delle Ore del mondo ed il doppio formato analogico e digitale.
Fonte: Citizen Design
Il “combination watch” da pilota della linea Promaster compie un salto proprio nel 1994 con il debutto del primo Navihawk, un multi sfere con doppia visualizzazione, il cui calibro C300 consentiva di passare istantaneamente da visualizzazione analogica a digitale dell’ora del mondo, offrire la funzione cronografo e molto altro ancora.
Da Navihawk a Navihawk
L’attuale collezione Navihawk conserva, non su tutti i modelli, l’architettura ana-digi del modello originale, dividendosi cioè tra versioni analogiche ed i più evoluti analogico-digitali.
Tra le peculiarità dei “combination watch” e del PMG 65-8991 vi era la possibilità di utilizzare il display digitale in modo attivo per navigare tra le diverse funzioni usando i pulsanti sulla cassa, oltre a disporre di una lunetta girevole bidirezionale con regolo calcolatore ed estensioni a forma di ugello di turbina aeronautica, caratteristica oggi replicata su molti modelli della collezione.
Nel 2000, il modello ha compiuto un passo ulteriore, adottando la tecnologia Eco–Drive che l’ha proiettata in una nuova era: nessuna batteria e funzione di risparmio dell’energia per estendere l’autonomia.
L’evoluzione del SuperTitanio™, l’incessante sviluppo della tecnologia Eco-Drive e la sua capacità di catturare ogni fonte di luce, unite allo sviluppo della tecnologia del radio controllo ha reso Navihawk una delle collezioni più avanzate e complete dell’intero catalogo Citizen.
Una gamma infinita ed il pedigree da orologio da pilota
Tra modelli recenti e consolidati, Citizen Navihawk conta almeno sei varianti di calibro: B620, U680, E660, H800, H804, H830 in funzione della tecnologia adottata e del livello di complicazione.
Che si tratti di un più cronografoanalogico della serie B620 o E660, di uno con calibro H804, degli analogici con calibro H800, o di ultima generazione analogico-digitale con movimento U800, Citizen ha esplorato tutte le possibilità offerte dalla tecnologia Eco-Drive, proponendo brillanti edizioni dedicate a Red Arrows, Blue Angels o Snowbirds che confermano il pedigree aeronautico dell’orologio.
Questa ricca storia, ed il grado di complicazione ed affinamento crescenti, quasi contrastano con la disarmante semplicità di un Promaster Navihawk Automatic che apre un capitolo nuovo per Promaster, opponendosi formalmente al concetto di multi-funzione alla base della collezione.
Il primo Navihawk meccanico della storia
Sorge spontaneo chiedersi: “Perché Citizen ha realizzato un Navihawk a carica automatica?” e perché ha semplificato un orologio in cui ha investito negli anni così tante risorse per renderlo sempre più complicato, efficiente e ricco di funzioni?
Proverò a dare questa risposta alla fine, pur anticipando che è evidente la volontà di tornare a fare la voce grossa tra gli orologi meccanici, un processo iniziato con la serie 8.
Quella collezione è nata però come collezione di orologi meccanici, ispirata al calibro 0200 di The Citizen, di cui è una costola in ambito Citizen.
E’ singolare che abbia pensato di farlo nell’anno del cinquantenario della tecnologia Eco–Drive, ed all’interno della collezione Promaster che ruota storicamente, Diver a parte, attorno all’eredità del “combination watch”.
Le due nuove referenze sono sostanzialmente dei tre sfere sportivi con data e secondi centrali, costruiti in Super Titanio che misurano 40,0 mm di diametro cassa, 13,3 mm di spessore, ed hanno una larghezza tra le anse che parte tra 20,0 mm circa per ridursi a circa 17,0 mm in prossimità della chiusura.
Le leggerezza del titanio
L’orologio pesa 104,0 grammi ed è impermeabile fino alla pressione statica corrispondente a 200 metri di profondità con la sicurezza garantita dalla corona a vite.
Monta il bracciale a maglia classica Navihawk che si chiude sulla consueta deployante con fermaglio di sicurezza e doppio pulsante di apertura.
Ed è disponibile, al debutto, in due varianti di quadrante, blu e nera; la seconda monta una lunetta trattata DLC di colore nero.
Arriviamo al sodo: ecco il primo Navihawk con un fondo cassa aperto ed un vetro zaffiro, come quello che copre il quadrante, dove si legge, in basso, la scritta “8314”.
E’ la codifica interna Citizen del movimento Miyota 8310 da 3 Hertz, personalizzato per il marchio (rotore scheletrato), capace di 60 ore di autonomia a piena carica ed uno scarto giornaliero compreso tra -20 e 40 secondi al giorno.
E’ un solido movimento con rotore di carica unidirezionale, la cui carica completa avviene, se aveste voglia di caricarlo manualmente, dopo 51 giri della corona.
Al polso l’orologio è equilibratamente sportivo e, pur nella semplicità dettata dall’architettura, consente di fare alcuni calcoli grazie al regolo calcolatore, un computer analogico su base logaritmica che non può mancare su un Navihawk.
La lunetta esterna girevole e la scala fissa sul rehaut interno consentono, ad esempio, di convertire i km in miglia nautiche, i litri in galloni e di eseguire divisioni e proporzioni.
Probabilmente la useranno in pochissimi ma, se serve, è immediata da usare e su un Navihawk non può mancare.
Considerazioni finali
Superato lo stupore per la presentazione del Navihawk automatico, l’opzione meccanica ai modelli Navihawk Eco-Drive è offerta allo stesso prezzo medio dei modelli al quarzo. E non a caso.
Chi è patito di funzioni ed utilizza gli ana-digi, sceglierà senza dubbio un Navihawk Eco-Drive di ultima generazione, senza lontanamente considerare il modello meccanico, che considererà un’eresia.
Viceversa, il nuovo Automatic offre un’opzione inedita tra gli orologi sportivi solo tempo a carica automatica a chi vorrebbe un Navihawk ma non la complicazione del modello Eco-Drive.
Con il prezzo di 599€, Citizen punta ad offrire un’alternativa al multifunzione, a parità di posizionamento medio.
In sintesi, Citizen offre una nuova tipologia di orologio meccanico sportivo, che porta il nome di una collezione nota e consente di eseguire alcuni calcoli grazie al regolo calcolatore.
Il posizionamento a soglia 600€ ha probabilmente spinto Citizen a dover rinunciare alla superiore precisione garantita dai calibri della serie 90, i 4 Hertz montati sulla Serie 8, che sono tra l’altro più sottili di un 8310.
Un calibro dalle specifiche superiori avrebbe giovato nell’attuale scenario competitivo, considerando che è generalmente previsto un movimento automatico da 4 Hz.
Eppure, spero che questa collezione continui ad essere sviluppata, includendo una più raffinata chiusura deployante, dotata di sistema di microregolazione.
Archiviato il lancio della versione meccanica, mi auguro che Citizen ne continui lo sviluppo come ha fatto proprio con la Serie 8, progettando anche un Navihawk cronografo meccanico.
Non solo questa complicazione avrebbe senso su un Navihawk, ma offrirebbe finalmente il crono che aspettiamo da tempo, e che Citizen ha dimostrato di saper realizzare tecnicamente in modo eccellente nella sua storia.
(Photo credit: Horbiter®)
In questo articolo:
Ore del mondo
Orologio che consente di visualizzare i 24 fusi orari delle principali città del mondo e, nelle versioni più complesse come su alcuni modelli di scuola sassone, tutti i fusi orari esistenti (sono 35)…
Analogico
E’ analogico ogni orologio in cui l’indicazione dell’ora è realizzata mediante le tradizionali lancette.
Linea
E’ l’unita di misura, di origine francese, che identifica il diametro di un movimento. Secondo questo sistema di misura, una linea corrisponde a 2,255 mm. Per indicare frazioni inferiori o intermedie si…
Cronografo
E’ una complicazione che consente la misurazione di intervalli di tempo ed è disponibile su ogni tipologia di orologio: meccanico, al quarzo, digitale.
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
Ancora
E’ uno dei componenti del cosiddetto scappamento. Può essere di aspetto diverso in base al tipo di scappamento che viene utilizzato. Il suo nome deriva dalla forma simile a quella…
Complicazione
Si indica l’aggiunta di una qualsiasi complicazione meccanica ad un movimento in grado di indicare semplicemente l’ora. Tra le complicazioni più importanti dell’orologeria ricordiamo ad esempio il tourbillon inventato da Breguet nel 1795, il calendario perpetuo oppure…
Diver
Termine che identifica nel gergo comune, ormai un neologismo in italiano, una specifica categoria di orologi subacquei.
Impermeabile
Si definisce impermeabile un orologio progettato per resistere a schizzi d’acqua, ma non adatto ad immersioni in quanto non dotato di corona o fondello chiusi a vite.
Deployante
Identifica un tipo di chiusura del cinturino o del bracciale che utilizza estensioni e cerniere. Può essere doppia o tripla. La versione originale fu inventata da Louis Cartier nel 1910.
DLC
Acronimo di Diamon Like Carbon, indica un trattamento superficiale a base di microparticelle di carbonio che vengono depositate sull’acciaio mediante un processo di deposizione chimica. Il trattamento DLC conferisce all’orologio un particolare colore…