Anche Piaget ha, infine, ceduto al fascino della ceramica. Ha impiegato più tempo del previsto, più di alcuni concorrenti per convincersene ma la scelta, ponderata, è in linea con quella di altri tradizionali marchi di alta orologeria. Il risultato è il Polo Skeleton Ceramic, la cui cassa si presta ad un debutto del genere che, ci auguriamo, non resti un esercizio isolato.
Il Piaget Polo Skeleton è una “vecchia” ma gradita conoscenza. Lo fotografammo nel 2021 ed ora come allora ne apprezziamo la veste estetica prima che tecnica: è una tra le migliori realizzazioni su base Polo se non la migliore, in particolare per la sottile lunetta che chiediamo a gran voce venga presto adottata su tutti i Polo a catalogo, solo tempo o cronografo. Nell’attesa, entriamo nel dettaglio dell’ultima grande novità nell’anno che segna 150 anni di Piaget.
L’architettura del Polo Skeleton Ceramic
Sebbene sia una soluzione consolidata, la progettazione di una cassa in ceramica richiede precauzioni differenti da progetto a progetto e, comunque, più rischiose di quelle previste per una in metallo. La deformazione plastica non è concessa, per cui la proverbiale resistenza ai graffi si scontra con una scarsa resilienza se la geometria non è concepita accuratamente.
Nel caso di un ultra piatto si aggiunge un ulteriore grado di complessità perché occorre sposare il sovradimensionamento con le proporzioni dell’orologio e la delicatezza, in questo caso, di un calibro scheletrato. Ciò aiuta a spiegare i tempi di sviluppo di almeno tre anni e l’approccio cauto di Piaget, marchio boutique dai volumi esigui, in cui qualità reale e percepita devono rispettare e se possibile elevare quanto proposto sui modelli tradizionali in acciaio o oro.
Pro e contro della ceramica
Partiamo dalle quote che confermano le impressioni visive e tattili; a 42 mm di diametro e 7,9 mm di spessore, un Piaget Polo Skeleton Ceramic rispetta la taglia principale ma si concede uno spessore di ben 1,4 mm più alto rispetto al modello in acciaio, secondo quanto dichiara il foglio delle specifiche. E’ molto o poco? Non è immediatamente percepibile e, comunque, non è il fattore distintivo perché la leggerezza della ceramica ed il tono scuro aiutano a mitigare il delta spessore.
Non gareggiando per il primato di orologio più sottile al mondo cui ambisce il competitor Octo Finissimo, classicismo e proporzioni hanno evidentemente guidato, unitamente alla ricerca della robustezza, il progetto del Ceramic.
A proposito di robustezza, i progettisti hanno inserito sul Piaget Polo Skeleton Ceramic un container in titanio trattato DLC al centro del corpo cassa cui affidare il ruolo di telaio di sostegno del calibro 1200S1. L’attenzione è stata inoltre posta sulla finitura per offrire, in abito nero “jet black” le peculiarità della cassa di un Polo. Questa tonalità di nero, meno intensa di un nero classico, si presta bene alla finitura satinata orizzontale di lunetta e anse (in vista dall’alto), elemento distintivo del Polo, ed alla lucidatura che corre lungo i fianchi: lunetta, lato cassa, corona.
Il calibro Piaget 1200S1
Cambiano tono le finiture del calibro, i cui ponti scheletrati abbandonano il blu per cedere al grigio scuro, con il blu che diventa il codice colore di indici sospesi e massa oscillante nel classico “Blu Piaget”. La finitura grigia esalta gli angoli smussati e lucidati a contrasto e la satinatura circolare sulle ruote e rende l’insieme complessivamente più raffinato ed equilibrato rispetto alla versione in acciaio. Il blu del micro-rotore in tungsteno genera un forte ma piacevole contrasto.
Rispetto all’architettura dei gemelli, il 1200S1 è più godibile e meglio leggibile, rivelando un’eleganza sportiva più accentuata della variante blu e più intrigante della variante grigia, che abbiamo sempre trovato un pò piatta. In ogni caso, la cassa non supera le 5 atmosfere di resistenza all’acqua quindi è meglio astenersi da ogni velleità vagamente sportiva.
La scritta Piaget sulla massa oscillante, visibile attraverso il quadrante, è riempita di materiale luminescente contribuendo alla prestazione complessiva di luminescenza insieme agli indici e, muovendosi, alla vivacità dell’orologio al buio. L’anello a chiusura del fondo cassa è in titanio, opzione naturale con la cassa in ceramica. Attraverso il vetro zaffiro si ammira la faccia posteriore del micro rotore e lo stemma di Piaget (non luminescente, ovviamente).
Considerazioni finali
I marchi come Piaget hanno il vantaggio, come anticipato, di analizzare ogni nuova soluzione nei tempi giusti; il time to market passa in secondo piano. A maggior ragione se si progetta il primo orologio in ceramica. E’ apprezzabile come i designer siano riusciti a preservare le finiture del Polo standard. Non è, per inciso, difficile riprodurre le stesse finiture, la ceramica ha raggiunto un livello di maturità tale da consentire tutto o quasi su una cassa del genere; sorprende positivamente che il marchio sia riuscito a veicolare la stessa sensazione di lusso ed eleganza, su un abito così diverso.
Un orologio del genere può essere divisivo e chi scrive non è il più ardito fan degli orologi neri. In Piaget hanno però usato bene il tempo a loro disposizione ottenendo una combinazione cromatica sufficientemente vivace su un orologio di lusso dai toni molto scuri. A 7,9 mm si poteva forse esplorare qualche soluzione più ingegnosa per garantire almeno 100 metri di impermeabilità che su uno sportivo di lusso, e con doppio cinturino in gomma, avrebbe rappresentato il traguardo definitivo. Prezzo di listino: 45.200 euro.
(Photo credit: Horbiter®)
Giovanni Maria Di Biase @Horbiter®
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Ceramica
Materiale utilizzato per la costruzione della cassa di un orologio e, negli ultimi anni, anche delle lunette degli orologi subacquei (e non) e dei quadranti. Ottenuta da polvere di zirconio (ZrO2), la…
Cronografo
E’ una complicazione che consente la misurazione di intervalli di tempo ed è disponibile su ogni tipologia di orologio: meccanico, al quarzo, digitale.
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
DLC
Acronimo di Diamon Like Carbon, indica un trattamento superficiale a base di microparticelle di carbonio che vengono depositate sull’acciaio mediante un processo di deposizione chimica. Il trattamento DLC conferisce all’orologio un particolare colore…
Massa oscillante
Definito anche “rotore di carica”, trasforma l'energia meccanica del polso in energia di ricarica dell'orologio (meccanico od ibrido). Può essere di varie geometrie e materiali, in funzione della tipologia e del…
Luminescente
E' la sostanza che viene adottata sui quadranti, in particolare, ma non solo, quelli subacquei, per favorirne la visibilità in condizioni di scarsa luce (ad esempio in immersione subacquea), o…
Cinturino
E’ costruito in diversi materiali: ad esempio pelle, nylon, nylon e pelle ed è chiuso su fibbia ad ardiglione o deployante.