Un polpo in vetro trasparente, realizzato a mano in dimensioni estremamente ridotte, orna il quadrante di un orologio Vacheron Constantin.
Si chiama Métiers d’Art Tribute to the Animal Kingdom – Glassoctopus ed è nato dalla collaborazione tra la Maison e lo scultore italiano Simone Crestani nell’ambito del One of Not Many Crafts Programme.
Il progetto porta sulla scala dell’Alta Orologeria una tecnica estranea alla tradizione dei Métiers d’Art della Maison: la scultura del vetro.
La collaborazione viene presentata anche a Roma, dove la boutique Vacheron Constantin di Via dei Condotti ospita dal 29 settembre al 31 ottobre una selezione di dodici opere di Crestani.
Glassoctopus: un polpo di vetro sul quadrante
La collaborazione tra Vacheron Constantin e Simone Crestani è stata presentata a Venezia all’inizio di settembre, nell’ambito di Homo Faber, la manifestazione dedicata all’artigianato d’eccellenza ed alla creatività contemporanea.
Per Glassoctopus, l’artista ha trasferito la propria ricerca sul vetro trasparente in una creazione di dimensioni molto contenute.
Al centro del quadrante, un piccolo polpo sembra fluttuare in un ambiente sottomarino. Tentacoli e ventose sono stati modellati singolarmente, utilizzando strumenti sviluppati appositamente per il progetto.
Il risultato è un esemplare unico nel quale la scultura non viene applicata semplicemente al quadrante, ma ne costituisce l’elemento centrale.
Come Crestani ha portato il vetro alla scala dell’orologeria
La difficoltà principale del progetto è stata portare il linguaggio di Crestani dalle dimensioni normalmente associate alla scultura a quelle estremamente più piccole di un orologio.
Il vetro, nelle sue opere, viene utilizzato per costruire forme ispirate al mondo naturale, vegetale e animale.
La sua trasparenza permette inoltre di lavorare sul rapporto tra luce e volume, creando forme che sembrano sospese nel vuoto.
Nel caso di Glassoctopus, questa ricerca è stata concentrata in una superficie minuscola. Ogni parte della scultura, dai tentacoli alle ventose, è stata modellata con estrema precisione, fino a trasformare il polpo in un elemento tridimensionale capace di convivere con la struttura del quadrante.
È qui che la collaborazione diventa particolarmente interessante: il mestiere dello scultore viene mantenuto, ma deve essere adattato alle esigenze dimensionali dell’orologeria.
Un programma che porta altri mestieri nell’Alta Orologeria
Glassoctopus fa parte del One of Not Many Crafts Programme, iniziativa attraverso la quale Vacheron Constantin mette in relazione il proprio savoir-faire con artisti e artigiani provenienti da discipline differenti.
La Maison, fondata nel 1755, conserva al proprio interno competenze tradizionali come incisione, guilloché, smaltatura e incastonatura.
Il programma amplia questo patrimonio attraverso il confronto con tecniche esterne alla produzione orologiera tradizionale.
Simone Crestani è uno dei sei artigiani selezionati dalla Maison. La sua collaborazione porta quindi il vetro all’interno del linguaggio dei Métiers d’Art, mentre gli altri progetti esplorano discipline differenti.
L’interesse del programma risiede generalmente nella possibilità di trasferire competenze nate in contesti diversi sulla superficie estremamente ridotta di un orologio.
Simone Crestani in mostra a Roma
La collaborazione con Vacheron Constantin trova un ulteriore sviluppo nella mostra ospitata dalla boutique di Via dei Condotti 29 a Roma, aperta dal 29 settembre al 31 ottobre 2026.
Sono dodici le opere di Crestani esposte, tra candelabri, brocche e oggetti decorativi. La selezione permette di osservare il lavoro dell’artista al di fuori della scala imposta dall’orologeria e, di conseguenza, di comprendere meglio il passaggio necessario per arrivare alla miniatura di Glassoctopus.
La mostra diventa così parte integrante del progetto: accanto all’orologio, presenta il linguaggio artistico da cui nasce la collaborazione.
Conclusioni
Glassoctopus mostra cosa può accadere quando un mestiere artistico viene trasferito in un contesto con vincoli dimensionali completamente diversi.
Il vetro di Simone Crestani non diventa semplicemente un elemento decorativo del quadrante: viene ripensato per funzionare alla scala dell’Alta Orologeria.
È questo il punto centrale del progetto e, più in generale, del One of Not Many Crafts Programme: mettere in relazione competenze differenti senza perdere l’identità del mestiere da cui provengono.