Richard Mille RM 67-01 Extra Flat - L'idea di ultrapiatto secondo Richard Mille

Richard Mille RM 67-01 Extra Flat - L'idea di ultrapiatto secondo Richard Mille

Richard Mille RM 67-01 Extra Flat

13 Marzo 2016 | Richard Mille , 30 minuti al polso , SIHH 2016

Per ogni marchio di orologi, la presenza di un orologio ultrapiatto tra le sue collezioni rappresenta la volontà di vincere l'eterna gara per il tre sfere classico più sottile, confortevole ed appagante sul mercato. L'obiettivo è entrare nella lista dei desideri dei tradizionalisti più incalliti, di colori i quali non incrementano drasticamente la tua “bottom line”, ma la tua awareness si, per la loro competenza superiore alla media, la loro capacità di essere opinion leader e resistere alle mode.

Richard Mille RM 67-01 Extra Flat dueSe Richard Mille ha deciso di entrare in questo settore alcuni anni fa con RM016RM017, RM033, rinnovando la sfida quest'anno con il nuovo Richard Mille RM 67-01 Extra Flat con cassa tonneau, vuol dire che si apre probabilmente un nuova prospettiva su questa complicazione ed una nuova nicchia dal momento che la missione del marchio, applicata ad una delle più antiche sfide tra maestri orologiai, apre un scenario completamente nuovo. Il mio messaggio in sintesi è: non aspettatevi, ancora una volta, un competitor diretto di un Patrimony Ultrapiatto, di un Girard-Perregaux o di un Piaget, perchè sarebbe sbagliato.

Richard Mille RM 67-01 Extra Flat treL'obiettivo era quello di creare un extra piatto, conservando il DNA del marchio: due concetti agli antipodi considerando che il termine “3D” è un must a Les Breulex come lo è l'architettura scheletrata dei suoi quadranti e la volontà di rendere il possessore partecipe di un movimento meccanico che attinge tanto alla meccanica automobilistica (da corsa) più che alla pura e tradizionale orologeria. Del resto la missione di Richard Mille è chiara: prendere i canoni di quella orologeria e, pur rispettandoli, portarli ad esplorare nuovi territori, su tutti quello del “car racing”; il marchio è quello che ha il legame più autentico e intimo con questo mondo, perchè ne condivide materiali e principi di progettazione e l'ultima partnership con Aston Martin ne è la conferma (suggerendomi che il prossimo “ACJ” avrà le iniziali di Aston Martin, conoscendo l'idea che ha Richard Mille del termine “partnership”).

Richard Mille RM 67-01 Extra Flat quattroLa press release del Richard Mille RM 67-01 Extra Flat sembra l'abstract di un documento di Scientific American: platina e ponti sono realizzati in titanio grado 5 rifiniti con un trattamento ad elettroplasma, il quadrante è pesantemente scheletrato, un marchio di fabbrica. La scheletratura, una tecnica cui devo in generale ancora abituare occhio e gusto personale, è sostanzialmente un raffinato micro telaio i cui binari esterni seguono lo stile tonneau della cassa e servono da base per l'applicazione dei numeri arabi.

Richard Mille RM 67-01 Extra Flat close-upIl calibro automatico ha rotore in platino ed un uso intenso di “Torq Screws”, le stesse di cui ho parlato quando ho scritto dell'ACJ e rappresentano un modo per controllare in modo estremamente preciso la coppia di serraggio (che vuol dire anche rimontarlo e riportare l'orologio nelle stesse condizioni originali). I ruotismi del movimento usano profili involuti e sono chiaramente visibili nella macro sopra: in questo tipo di ruotismo, la trasmissione del moto è fluida, la velocità angolare costante e quindi la trasmissione del moto è esente da picchi anche impercettibili; se la loro applicazione è importante in una trasmissione meccanica automobilistica, immaginate quanto lo sia quando le dimensioni raggiungono il millimetro, le rotazioni sono lente e la precisione si misura in secondi. Non so se altri marchi ne facciano uso, Richard Mille ne fa un uso intenso.

Richard Mille RM 67-01 Extra_Flat seiLa cassa tonneau del Richard Mille RM 67-01 Extraflat è quella delle serie RM ma con una parte centrale piatta per poi curvarsi sul giro del polso. Aver ridotto lo spessore del calibro (CRMA6) a 3,6mm, appiattendo la accentuata curvatura della cassa di un RM ha richiesto alla manifattura un extra-lavoro che Richard Mille riassume così: 455 ore necessarie esclusivamente per realizzare la nuova metodologia di lavoro relativa al processo di fabbricazione dedicato: 6 sono le ore di pura lavorazione meccanica della cassa, 68 i diversi processi di stampaggio richiesti per lunetta, cinturino e fondo cassa, preceduti da 8 giorni di attrezzamento delle macchine per realizzare la lunetta, 5 per il cinturino, 5 per il fondo cassa. Realizzare questa cassa, apparente semplice declinazione della forma originale, è stata una sfida ed ha richiesto quindi un processo diverso da quelli usati per realizzare tutte le altre collezioni.

Richard Mille RM 67-01 Extra Flat setteSe prendo come riferimento l'ultima (felice, dal mio punto di vista) estremizzazione del concetto RM in ordine di tempo, cioè l'ACJ, ho la sensazione che se in quel caso il mainstream è stato quello di stupire con un raro mix di tecnologia, complicazione, miniaturizzazione e livello di partnership, il Richard Mille RM 67-01 Extraflat è al contrario un orologio che ha un family feeling più forte con il resto delle collezioni (la cassa tonneau) rispetto al passato ed in cui quella stessa tecnologia non è un punto di arrivo, ma è servita per realizzare un orologio più maturo, la declinazione dell'aggettivo “sobrio” ed “understated”...secondo Richard Mille.

Richard_Mille_RM_67 01_Extraflat_cinque.JPG Richard_Mille_RM_67 01_Extraflat_tre.JPG Richard_Mille_RM_67 01_Extraflat_due.JPG Richard_Mille_RM_67 01_Extraflat_quattro.JPG Richard_Mille_RM_67 01_Extraflat_evi.JPG Richard_Mille_RM_67 01_Extraflat_close up.JPG Richard_Mille_RM_67 01_Extraflat_sei.JPG Richard_Mille_RM_67 01_Extraflat_sette.JPG
     

(Photo credit: Horbiter's proprietary photo-shooting by Entropik)

Gaetano C @Horbiter

TWITTER @Gaetano Cimmino 

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