I modelli Audemars Piguet Royal Oak presentati a SIHH 2015
Giovanni Di Biase29 Gennaio 2015
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È una manifattura che potrebbe sedersi sugli allori, eppure Audemars Piguet continua ad investire tanto in Ricerca e Sviluppo ed a proporre orologi sempre più all’avanguardia, migliorare collezioni che ai miei occhi sembrano perfette, introdurre nuovi materiali che nessuna altra manifattura ha neanche ancora preso in considerazione.
A Le Brassus potrebbe applicarsi, se parliamo di missione, la famosa frase pronunciata da Enzo Ferrari quando un giornalista gli chiese quale fosse la migliore Ferrari da lui mai realizzata: “la migliore Ferrari è quella che devo ancora costruire…”
Quando si tratta di spostare l’asticella ancora più in alto Audemars Piguet fa riferimento alla sua collezione flagship, Royal Oak e la scorsa settimana, al SIHH, ha infatti ufficialmente presentato l’atteso Royal Oak Concept RD #1, lanciando idealmente nella preistoria, almeno sulla carta, ogni complicazione con ripetizione minuti attualmente esistente.
Credo ci sia voluto molto coraggio nel rivisitare una delle complicazioni più raffinate ed amate, insieme al tourbillon, dai collezionisti di tutto il mondo e, nel contempo, nello sfidare se stessa, visto che vanta 140 di esperienza nel realizzare orologi che adottano proprio questa complicazione.
Audemars Piguet ha inserito all’interno della cassa in titanio del suo Royal Oak Concept una ripetizione minuti che ha richiesto ben 8 anni di sviluppo, coinvolto l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) ed un team di esperti di cui hanno fatto parte un musicista e produttore di strumenti a corda, un consulente del conservatorio di Ginevra e un ingegnere acustico.
L’obiettivo dichiarato del progetto era di realizzare una ripetizione minuti dal suono nitido e corposo, sfidando uno dei più grandi vincoli esistenti quando si realizza un orologio con tale complicazione: garantire la impermeabilità della cassa senza “svilire” la qualità del suono prodotto.
Ha allestito una intera sala del suo stand al Salone per consentire a giornalisti ed appassionati di poter testare l’efficacia del loro progetto, per il quale sono state depositate 3 domande di brevetto. L’esperienza, credetemi, è stata unica, soprattutto se si ascolta il Royal Oak Concept RD #1 subito dopo aver ascoltato un tradizionale Ripetizione Minuti, tanto da aspettarne la disponibilità di un secondo prototipo per condividere con voi, in un video, questa esperienza.
Ho qualche dubbio sulla opportunità, come è stato dichiarato, di poter condividere o meno questa esperienza acustica con gli altri: se possedessi una ripetizione minuti non avrei voglia ad esser sincero di condividerne l’esperienza con nessun altro.
In sintesi, il team di lavoro ha ridefinito la qualità del suono in termini di timbro ed armonia, fissando degli obiettivi misurabili ed ovviando, come detto, ad uno dei più grandi vincoli presenti su una ripetizione minuti: l’effetto di smorzamento dato dalla cassa impermeabile, non presente sui primi orologi da tasca con ripetizione minuti, che vantano infatti un suono dal timbro chiaro ed affascinante e sono tuttora il riferimento.
Fedele alla filosofia di eccezionalità della lineaConcept, la Ripetizione Minuti non è da sola, ma è associata ad un Tourbillon e ad un Cronografo con secondi centrali, il cui contatore dei 30 minuti è ad ore 3. La cassa è in titanio da 44mm, corona e pulsanti sono in ceramica ed il movimento è da 3Hz con una riserva di carica di almeno 40h.
GMT-Tourbillon-for-Horbiter.jpg" rel="prettyPhoto">Prendo spunto da questo progetto, per parlare della collezione Concept in senso più ampio: credo meriti una gamma equivalente a quella del Royal Oak. La collezione Concept è chiaramente una collezione “laboratorio” in cui Audemars Piguet testa il suo futuro, attraverso nuove idee ed un design nuovo, entrando a mio avviso in una nicchia occupata da marchi quali, ad esempio, Richard Mille.
E se domani poteste comprare un Royal Oak Concept solo tempo? Il Concept non si sovrappone al Royal Oak, quest’ultimo è classico e con cassa piatta, il Concept è all’avanguardia e con design a sviluppo tridimensionale: le due collezioni si completerebbero e la Concept catturerebbe quei clienti (ne conosco alcuni) che ritengono il Royal Oak un orologio dal design superato o eccessivamente classico, mentre potrebbero essere attratti dal Concept.
Cronografo-Automatico-SIHH-2015.jpg" rel="prettyPhoto">Audemars Piguet ha presentato anche altre novità del Royal Oak al SIHH tra cui il Royal Oak Offshore Tourbillon Cronografo Automatico animato dal calibro 2897, tourbillon con crono, ruota a colonne e massa oscillante in Platino 950. Se guardando il fondo cassa vi sembra di vedere un calibro manuale, vi sbagliate: la massa oscillante, montata su cuscinetti a sfere, è periferica e montata sul lato quadrante.
Cronografo-Automatico-calibro-2897-SIHH-2015.jpg" rel="prettyPhoto">La soluzione con rotore periferico è, oltre che più efficiente, decisamente più elegante di quella tradizionale e spero venga sempre più diffusa sugli orologi automatici. La cassa è in carbonio forgiato, lunetta, corona e pulsanti sono in ceramica: è il top di gamma della collezione Offshore ma il quadrante, mix del Mega Tapisserie e di altre complicazioni è un po’ troppo affollato.
In tema di nuove versioni, bellissimo il Royal Oak Bicolore che ci riporta di colpo ai primi anni 80, periodo in cui l’orologio sportivo in acciaio ed oro era molto desiderato. In questo caso Audemars Piguet ha optato per l’oro rosa, decisamente più elegante, più largamente diffuso oggi e con un colore dai toni più caldi rispetto a quelli dell’oro giallo, unito ad un quadrante argentè che ne fanno un Royal Oak equilibratissimo e particolarmente indicato per mercati europei, soprattutto quello italiano.
I prezzi non sono stati ancora comunicati, nel caso del Concept RD #1 credo non si possa neanche ancora parlare di data di commercializzazione ma, appena disponibili, ciascuno di questo nuovi Royal Oak sarà oggetto di un articolo di approfondimento.
E’ uno dei componenti del cosiddetto scappamento. Può essere di aspetto diverso in base al tipo di scappamento che viene utilizzato. Il suo nome deriva dalla forma simile a quella…
Complicazione
Si indica l’aggiunta di una qualsiasi complicazione meccanica ad un movimento in grado di indicare semplicemente l’ora. Tra le complicazioni più importanti dell’orologeria ricordiamo ad esempio il tourbillon inventato da Breguet nel 1795, il calendario perpetuo oppure…
Impermeabile
Si definisce impermeabile un orologio progettato per resistere a schizzi d’acqua, ma non adatto ad immersioni in quanto non dotato di corona o fondello chiusi a vite.
Riserva di carica
Impropriamente definita “riserva di carica” (sarebbe più corretto chiamarla “autonomia di marcia”), indica la massima autonomia di marcia espressa in ore, resa possibile dall'energia accumulata dalla molla all’interno del bariletto (o dei…
Linea
E’ l’unita di misura, di origine francese, che identifica il diametro di un movimento. Secondo questo sistema di misura, una linea corrisponde a 2,255 mm. Per indicare frazioni inferiori o intermedie si…
Cronografo
E’ una complicazione che consente la misurazione di intervalli di tempo ed è disponibile su ogni tipologia di orologio: meccanico, al quarzo, digitale.
Contatore
Il contatore è un registro addizionale posto sul quadrante, che fornisce una informazione aggiuntiva rispetto a quelle tradizionali. Ad esempio, il contatore dei trenta minuti primi o delle ore cronografiche…
Ceramica
Materiale utilizzato per la costruzione della cassa di un orologio e, negli ultimi anni, anche delle lunette degli orologi subacquei (e non) e dei quadranti. Ottenuta da polvere di zirconio (ZrO2), la…
GMT
E’ l’acronimo di Greenwich Mean Time ed identifica una complicazione in grado di visualizzare due o più fusi orari sul quadrante mediante l’accoppiamento di una ghiera girevole sulle 24 ore con indicazione (usualmente)…
Massa oscillante
Definito anche “rotore di carica”, trasforma l'energia meccanica del polso in energia di ricarica dell'orologio (meccanico od ibrido). Può essere di varie geometrie e materiali, in funzione della tipologia e del…
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).