Rado HyperChrome Tennis Chronograph Limited Edition, la recensione
Giovanni Di Biase2 Novembre 2019
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Come ogni anno, Rado aggiunge una nuova referenza al suo modello top di gamma, il Rado HyperChrome Chronograph. Sebbene gli ultimi due anni siano stati caratterizzati da tante operazioni nostalgia mirate a riportare in vita modelli storici del marchio, penso al Rado Captain Cook Automatic e al Rado Original Captain MKII per citarne due, il marchio svizzero non ha mai interrotto lo sviluppo di edizioni limitate dell’HyperChromeChronograph, e la versione 2019, legata alla partnership con il mondo del tennis, è arrivata puntuale.
La caratteristica principale di ogni cronografo-recensione-orologio-horbiter/" target="_blank" rel="noopener">Rado HyperChrome Chronograph, quella che rende unico quest’orologio, a prescindere dai gusti personali, è la coesistenza in un unico prodotto di diversi materiali, tutti o quasi appartenenti al catalogo tecnologico del brand leader indiscusso nella realizzazione di prodotti multi-materiale, proposti ad un prezzo relativamente accessibile (manca all’appello forse solo un composito in fibra di carbonio, che non appartiene però al DNA del marchio, maestro della ceramica).
Ragion per cui il Rado Hyperchrome Tennis Automatic Chronograph Limited Edition è, come i suoi predecessori, l’unico orologio al mondo che combina, in questo caso: ceramica al plasma, Ceramos™, acciaio e titanio.
La cassa è un blocco di ceramica high-tech al plasma di colore nero opaco, e sulla lunetta con scala tachimetrica è applicata della lacca bianca (a luminescenza verde). Gli inserti laterali sono in acciaio, irrobustito con un trattamento di indurimento superficiale; sono in acciaio anche corona e pulsanti crono.
Il fondo cassa è dello stesso materiale della cassa, mentre il bracciale è in Ceramos™ a maglia alternativamente lucida o opaca e chiusura deployante in titanio all’interno con apertura in Ceramos™.
Questa varietà di materiali rende il Rado HyperChrome Tennis Automatic Chronograph Limited Edition un orologio che sfugge ad ogni classificazione ed è piuttosto difficile da realizzare dato che occorre combinare materiali che hanno tolleranze di lavorazione diverse tra loro.
Il processo di produzione e assemblaggio è piuttosto complesso, di gran lunga più complesso di quello necessario per costruire un prodotto analogo, ma in acciaio.
A prima vista, potrebbero sembrare troppe le configurazioni esistenti del Rado Hyperchrome Tennis Automatic Chronograph, e talvolta si è a dire il vero un po’ disorientati. Il nome “Tennis” nel titolo indica però che si tratta di una serie limitata (999 pezzi) parte di una collezione che ne include tre, tante quante sono le superfici ufficialmente adottate sui campi da tennis.
Questa versione ha il quadrante blu che si ispira al fondo duro dei campi indoor, come quelli realizzati in Taraflex™ ad esempio, mentre le altre due serie limitate hanno il quadrante di colore verde e marrone rispettivamente, ad indicare erba e terra rossa.
Il blu non è nè lucido né opaco, ma ha una finitura spazzolata con numeri arabi rodiati applicati. E’ una combinazione che generalmente apprezzo, e preferisco ad altre in cui sembra che Rado abbia creato una configurazione a due contatori su una base a tre.
Sono però dell’idea che su un Rado HyperChrome Chronograph gli indici a bastone siano più adatti dei numeri arabi, che tendono ad avvicinare troppo questo modello ai cronografi tradizionali in acciaio, diluendone appena l’identità.
Il Rado HyperChrome Tennis Automatic Chronograph Limited Edition è comodo, più leggero di quanto si creda nonostante i 45mm di cassa e i 13mm di spessore, di gran lunga più resistente ai graffi di qualsiasi altro accessorio di lusso (a patto di non esagerare) ed è tecnicamente affidabile grazie al calibroETA2894–2, la cui massa oscillante ha una geometria studiata espressamente per Rado.
Dotato di 42 ore di riserva di carica sembra non aver ancora giovato degli sviluppi che ETA si sta impegnando a rilasciare per i diversi marchi del gruppo. Con un prezzo di 4.700€, il certificato di Cronometro sarebbe stato ad esempio un complemento perfetto per un prodotto ottimo, e avrebbe aggiunto ulteriore valore ad un cronografo fuori dell’ordinario e validissima alternativa ad un crono sportivo in acciaio.
(Photo credit: Horbiter®)
Gaetano C @Horbiter®
In questo articolo:
Cronografo
E’ una complicazione che consente la misurazione di intervalli di tempo ed è disponibile su ogni tipologia di orologio: meccanico, al quarzo, digitale.
Ceramica
Materiale utilizzato per la costruzione della cassa di un orologio e, negli ultimi anni, anche delle lunette degli orologi subacquei (e non) e dei quadranti. Ottenuta da polvere di zirconio (ZrO2), la…
Deployante
Identifica un tipo di chiusura del cinturino o del bracciale che utilizza estensioni e cerniere. Può essere doppia o tripla. La versione originale fu inventata da Louis Cartier nel 1910.
Massa oscillante
Definito anche “rotore di carica”, trasforma l'energia meccanica del polso in energia di ricarica dell'orologio (meccanico od ibrido). Può essere di varie geometrie e materiali, in funzione della tipologia e del…
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
Riserva di carica
Impropriamente definita “riserva di carica” (sarebbe più corretto chiamarla “autonomia di marcia”), indica la massima autonomia di marcia espressa in ore, resa possibile dall'energia accumulata dalla molla all’interno del bariletto (o dei…
ETA
Manifattura svizzera di movimenti meccanici ed al quarzo di proprietà del Gruppo Swatch.
Cronometro
Indica un orologio particolarmente preciso, che ha superato i test previsti dal COSC.
Ancora
E’ uno dei componenti del cosiddetto scappamento. Può essere di aspetto diverso in base al tipo di scappamento che viene utilizzato. Il suo nome deriva dalla forma simile a quella…