Tudor Fastrider Crono, la recensione dell’orologio dei Ducatisti
Giovanni Di Biase5 Luglio 2015
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Il 2015, come ho anticipato in un precedente articolo sul marchio, è da molti considerato “l’anno di Tudor”. Negli ultimi anni il marchio ha lavorato tanto per ripensare la sua immagine ed i risultati sono stati evidenti. Tudor ha iniziato questo percorso valorizzando le sue collezioni storiche (la Heritage ad esempio), una mossa intelligente che, agli occhi di molti, poteva sembrare il modo più semplice per rilanciare il marchio e la sua forza ma ha, in realtà, introdotto anche tantissime novità. I Tudor Pelagos per esempio hanno riscosso un grande successo e quest’anno il marchio ha anche lanciato il suo primo calibro di manifattura con il Tudor North Flag e la versione aggiornata proprio del Pelagos (di cui potete leggere qui), orologi con caratteristiche tecniche premium e prezzi al pubblico decisamente competitivi (soprattutto il North Flag).
Il Tudor Fastrider Crono2015 è la visione secondo Tudor del classico cronografo a tre contatori, che il marchio ha in realtà già rilanciato nel 2011 per celebrare la sua partnership con Ducati Motor quando ha introdotto il Tudor Fastrider Black Shield, crono con cassa monoblocco in ceramica che richiama idealmente la Ducati Diavel (è divertente sapere che conosco la moto, che guido ogni giorno per spostarmi dal centro di Milano al mio ufficio decisamente meglio del Tudor Fastrider Black Shield, che in realtà non ho mai visto veramente da vicino).
Ciò che ancora mancava nell offerta di Tudor era un cronografo in acciaio, ma quest’anno il marchio ha lanciato un nuovo crono in tre diverse varianti di colore per celebrare il lancio della riedizione moderna della Ducati Scrambler. L’orologio è proposto in giallo, rosso o verde militare che richiamano gli stessi colori disponibili sulla ScramblerIcon (il giallo ed il rosso) e la Scrambler Urban Enduro (il verde militare).
Tudor non ha sostanzialmente cambiato l’architettura del Fast Rider Black Shield, ha conservato la lunetta in ceramica ed i pulsanti crono più la corona, trattati in PVD nero. La cassa è realizzata in acciaio spazzolato e l’orologio è disponibile sia con cinturino in gomma che con un cinturino in pelle con disegno tipo “cannellè” come quello che si trova sui sedili in pelle delle sportive degli anni 70, uno dei tocchi retro-chic più riusciti di questa collezione. Ovviamente, come ho detto tempo fa (date uno sguardo al nostro articolo del Tudor Heritage Ranger cliccando qui), l’orologio non ha fibbia ad ardiglione ma una bella chiusura tripla deployante che, chiusa, riproduce il logo Tudor.
Delle tre non mi convince pienamente la versione in verde militare che ha lo stesso punto debole, esteticamente parlando, del Fastrider Black Shield: il quadrante è un pò troppo scuro. Al contrario mi piacciono entrambe le versioni in giallo e rosso (Tudor ha probabilmente adottato lo stesso pantone che Ducati usa per le sue moto), in particolare la versione di colore rosso che è di un rosso intenso, forte che si sposa perfettamente con la cassa in acciaio spazzolato e la lunetta in ceramica.
Alcune note tecniche in sintesi: il movimento adottato è di fornitura, indicato internamente come 7753, un calibro da 4Hz e 46 ore di Riserva di Carica (ci auguriamo che Tudor monti quanto prima una versione crono del calibro di manifattura MT5621) ed è disponibile con due cinturini. Dettagli: il cambio data si attiva inserendo uno strumento fornito con la confezione a forma di logo Tudor, una idea riuscita come riuscito è lo stile della sede in cui inserirlo che ha la forma dello scudo Tudor.
Il Tudor Fastrider Crono 2015 è una interessante proposta che completa le collezioni del marchio e, nonostante abbia superato i 41 anni, è l’unico cronografo tra quelli disponibili e colorati sul mercato che comprerei. Solo il tempo dirà se questa collezione avrà successo o meno ma in generale non condivido il parere di quelli, ne ho letti svariati, che credono sia un crono dedicato esclusivamente ai giovani alla moda; è un bel cronografo, ben fatto e con una personalità decisa ed un bel cinturino in pelle che si rivolge agli esperti di orologi e di motori e, cosa ancora più importante, è proposto ad un prezzo sotto la soglia psicologica dei 4000€ (3900€ per la precisione).
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
Cronografo
E’ una complicazione che consente la misurazione di intervalli di tempo ed è disponibile su ogni tipologia di orologio: meccanico, al quarzo, digitale.
Ceramica
Materiale utilizzato per la costruzione della cassa di un orologio e, negli ultimi anni, anche delle lunette degli orologi subacquei (e non) e dei quadranti. Ottenuta da polvere di zirconio (ZrO2), la…
Ancora
E’ uno dei componenti del cosiddetto scappamento. Può essere di aspetto diverso in base al tipo di scappamento che viene utilizzato. Il suo nome deriva dalla forma simile a quella…
Deployante
Identifica un tipo di chiusura del cinturino o del bracciale che utilizza estensioni e cerniere. Può essere doppia o tripla. La versione originale fu inventata da Louis Cartier nel 1910.
Cinturino
E’ costruito in diversi materiali: ad esempio pelle, nylon, nylon e pelle ed è chiuso su fibbia ad ardiglione o deployante.
Riserva di carica
Impropriamente definita “riserva di carica” (sarebbe più corretto chiamarla “autonomia di marcia”), indica la massima autonomia di marcia espressa in ore, resa possibile dall'energia accumulata dalla molla all’interno del bariletto (o dei…