Porsche Design 1919 Globetimer UTC All Black, la recensione
Giovanni Di Biase26 Dicembre 2021
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Ci sono tanti modi per costruire un orologio in grado di accompagnarci nei nostri viaggi attraverso i fusi orari. Prevedono generalmente la misurazione di ora locale ed ora di casa attraverso la visualizzazione diretta della città di riferimento e di quelle disposte sui diversi fusi, inserite sul cerchio più esterno del quadrante o sulla lunetta, nel caso di un Ore del mondo. Anche Porsche Design ha seguito questa configurazione quando ha costruito, nel 1995, la referenza IW 3821 in collaborazione con IWC. Era l’epoca dei leggendari orologi Porsche Design by IWC in titanio; in quella occasione l’atelier tedesco realizzò il suo worldtimer con movimento al quarzo.
Source: dorotheum.com
Per quanto ammiri quell’epoca di contaminazione estetica e tecnica tra le due realtà, dagli anni 2000 Porsche Design ha intrapreso la strada all’interno della famiglia Porsche, costruendo la sua storia tra gli orologi, improntati ad originalità tecnica ed estetica marcate, sempre più in linea con la produzione di auto. Il Porsche Design 1919 Globetimer UTC All Black non è l’origine del nuovo corso, è iniziato tutto nel 2007 con il Porsche Worldtimer, che ha tracciato la filosofia che avrebbe in futuro seguito la collezione che oggi si chiama Globetimer. Offrendo un design semplificato e la visualizzazione a disco dell’ora locale, il Worldtimer P6750 ha inaugurato il nuovo corso della divisione Orologi sulla complicazione.
Dodici anni dopo, Porsche Design ha aggiornato il suo modello, semplificando il concetto precedente e puntando sul family feeling comune a tutte le nuove collezioni, ben esemplificato dal Porsche Design Sport Chrono Subsecond 39 Blu, e confermando il titanio come metallo preferito, allineando font e grafica a quanto vediamo sulle moderne Porsche. Nel 2019, a Baselworld, Porsche Timepieces ha così presentato il Porsche Design 1919 Globetimer UTC, elevando ulteriormente il concetto di fruibilità. Ciò che, ad una vista frontale e soprattutto laterale, sembra un cronografo sportivo, è in realtà un modo intuitivo e rapido per cambiare l’ora locale, ad incrementi o decrementi di un’ora, mediante l’utilizzo di due pulsanti simili in tutto a quelli usati sui cronografi.
Meccanicamente, l’indicazione giorno-notte ed il cambio data sono completamente sincronizzati con l’avanzamento o l’arretramento della lancetta dell’ora locale, incluso quindi lo scatto al giorno successivo o precedente. E, per quanto possa essere utile, vista l’adozione di un cinturino in pelle, i pulsanti possono essere azionati senza rischi anche sott’acqua. Porsche Design ha infatti dotato la cassa di corona a vite, garantendo una impermeabilità fino a 100 metri. A differenza di modelli concorrenti, non occorre però usare la corona per regolare l’ora locale, operazione che rappresenta un controsenso anche se è vero che il Globetimer è piuttosto un Dual Time, perché non dispone della visualizzazione istantanea e contemporanea dell’ora nei diversi fusi orari.
Il Porsche Design 1919 Globetimer UTC All Black è preciso secondo gli standard garantiti dalla certificazione COSC, gradito “add on” anche se non così esclusivo come un tempo. Il calibro montato è il Werk 04.110 concepito da PorscheDesign e realizzato, su specifiche del marchio, da Dubois Depraz per la parte del modulocomplicazione. Il punto debole resta purtroppo lo spessore di cassa, pari a ben 14,90 mm mentre il peso è attenuato dalla costruzione in titanio. Un vincolo per un design tanto pulito e di immediata leggibilità. La novità 2021 non è quindi il Globetimer in senso generale, quanto la declinazione Full Black, realizzata mediante trattamento superficiale al carburo di titanio, che trasforma il 1919 Globetimer in un orologio a due soli toni.
Il Porsche Design 1919 Globetimer UTC All Black costa 6.250 Euro. Personalmente, preferisco il metallo non trattato al trattamento Full Black; la mia scelta vale in generale per tutti gli orologi del genere. Tra i pro va elencato l’impegno di Porsche Design a costruire un orologio robusto (i pulsanti sono sottoposti a 10.000 cicli ciascuno), la ricerca di specifiche comunque pregiate anche se non esclusive, vedi la certificazione COSC e, soprattutto, originalità dello schema e facilità di utilizzo. Al contrario, le dimensioni complessive sono eccessive e l’impermeabilità a 100 metri una chimera, se si opta per il cinturino in pelle, ragion per cui vedo nella variante con bracciale l’opzione più ragionevole.
Orologio che consente di visualizzare i 24 fusi orari delle principali città del mondo e, nelle versioni più complesse come su alcuni modelli di scuola sassone, tutti i fusi orari esistenti (sono 35)…
Linea
E’ l’unita di misura, di origine francese, che identifica il diametro di un movimento. Secondo questo sistema di misura, una linea corrisponde a 2,255 mm. Per indicare frazioni inferiori o intermedie si…
Complicazione
Si indica l’aggiunta di una qualsiasi complicazione meccanica ad un movimento in grado di indicare semplicemente l’ora. Tra le complicazioni più importanti dell’orologeria ricordiamo ad esempio il tourbillon inventato da Breguet nel 1795, il calendario perpetuo oppure…
Cronografo
E’ una complicazione che consente la misurazione di intervalli di tempo ed è disponibile su ogni tipologia di orologio: meccanico, al quarzo, digitale.
Cinturino
E’ costruito in diversi materiali: ad esempio pelle, nylon, nylon e pelle ed è chiuso su fibbia ad ardiglione o deployante.
Modulo
Parte supplementare aggiunta ad un movimento base o complicato, al fine di aggiungere ulteriori complicazioni.
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).