
Detto questo va sottolineato, prima ancora di passare all'analisi del prodotto stesso, il coraggio di
Omega nel lanciare questa collezione, perché il lancio di un
diver professionale di lusso con cassa interamente in ceramica (esistono esempi di diver con cassa in ceramica come il
Blancpain Bathyscaphe Gray Plasma ma non ha quest'ultimo la stessa immagine da super professionale del
Planet Ocean) è un passo che dà una chiara leadership di prodotto e di mercato, ma potrebbe sollevare dubbi da parte di qualche diver professionista che vede la ceramica come poco adatta all'uso.

Dal punto di vista industriale, la
ceramica è una tecnologia ormai consolidata, già applicata con successo sulla serie dei
Dark e
Grey Side of the Moon, quindi estremamente collaudata, anche commercialmente, e non c'è dubbio alcuno che possa funzionare benissimo dal punto di vista tecnico, a meno di non essere legati ancestralmente alla cassa in metallo.
Omega ha presentato quattro nuovi modelli, due con finitura completamente
lucida di cassa e lunetta (uno con inserti in
Sedna Gold) ed altri due più sportivi, con finitura
opaca e
spazzolata caratterizzata da accenti
rossi e
blu rispettivamente, che richiamano in modo diverso alcune fasi del processo di immersione in profondità ed i colori dello spettro del visibile man mano che scende in profondità.
Omega ci ha ricordato che dopo
5 metri di immersione scompare il colore
rosso e dopo
275m l'unico colore visibile è il
blu, questo è il motivo per cui gli indici luminescenti e la maggior parte delle informazioni principali a disposizione di un diver hanno nel blu uno dei colori di riferimento. Una interessante caratteristica che spiega la natura della collezione e la volontà di renderlo adatto non solo al diving, è la presenza del calibro
8906, la versione
GMT del nuovo calibro certificato
METAS e non la sua versione solo tempo.

Il
fondello è un piccolo capolavoro; il sistema di chiusura
ad alveoli rappresenta una delle più belle personalizzazioni mai fatte su un fondello; dopo tanti anni e diversi articoli spesi a parlare di fondelli tutti uguali (il riferimento è a tutti i marchi, con l'eccezione di
Rolex per dovere di cronaca),
Omega è stata la prima a realizzarne uno in cui il sistema di apertura e chiusura non è stato disegnato solo per esigenze di Service ma anche per avere una pura funzione estetica. In realtà quel disegno potrebbe avere anche un aspetto funzionale, perché la struttura alveolare è disposta su tutta la circonferenza e consente di distribuire il carico di apertura e chiusura su una superficie maggiore, semplificandone l'operazione. Se poi questa geometria sia legata o meno alla struttura in ceramica non è confermato ma se così fosse, spiegherebbe l'adozione della struttura alveolare su tutta la nuova gamma, a partire dalle versioni in
acciaio e
titanio.
Omega lo ho battezzato
Naiad.

La lunetta delle due versioni più sportive unisce per la prima volta
gomma e ceramica, dopo che
Omega ha presentato questo mix per la prima volta sulle collezioni in acciaio e titanio ed ha generalmente migliorato il click o “
notching” (non so perché ma in inglese suona meglio) quando si ruota la lunetta stessa. Ovviamente, come si vede dalla foto, la lunetta è quella di un diver, per cui la scala delle
24 ore per il secondo fuso orario è stata spostata sull'anello interno e quest'ultimo è dello stesso colore della sfera
GMT, in modo da separare istantaneamente le due letture e le due funzioni (immersione e fuso orario).

Bella, ricca delle migliori tecnologie disponibili, con un calibro che rappresenta il riferimento tra i calibri industriali, la collezione
Deep Black ha nell'A
ll Black il modello più originale, l'unico
Omega sportivo con cassa in ceramica a non avere un paio di contatori crono sul quadrante pur conservando una cassa generosa (è larga
45,5mm).