Audemars Piguet Royal Oak Offshore Chrono White, la recensione
Giovanni Di Biase29 Maggio 2014
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Uno dei rischi cui può esporsi, secondo me, un marchio di lusso, quando esplora nuovi materiali e nuovi colori, e si allontana dalla “tradizione” è non tanto di disorientare il cliente abituale, perchè, attraverso questa scelta consapevole, è probabilmente alla ricerca di nuovi clienti, quanto piuttosto di perdere la riconoscibilità del prodotto, del suo design. Se l’oggetto di lusso è un orologio ed un’icona dell’orologeria sportiva da uomo, quale l’Audemars Piguet Royal Oak, ogni tocco deve essere davvero ben calibrato.
Questo teorema è tanto più vero quando il colore scelto per la “trasformazione” è il bianco, un colore che per sua natura tende ad appiattire il design di qualsiasi oggetto, smussandone gli spigoli, nascondendone la geometria delle superfici e riducendo, se opaco, quei giochi di luce che, soprattutto su un orologio di lusso, servono a farne risaltare le finiture. Per covincersene basta fare un semplice test e mettere ad esempio una di fianco all’altra due auto: una bianca ed una grigia.
Eppure se osservate queste foto e lo indossate, anche in questo colore, l’Audemars Piguet Royal Oak Offshore Chrono44mm“bianco” è un Royal Oak Offshore Crono al 100%. Ho aggiunto io l’aggettivo “bianco” perchè in realtà questo modello è identificato come Audemars Piguet Royal Oak Offshore Cronografo 44mm, ovvero con la stessa sigla della collezione omonima, con referenza 26402CE.OO.A002CA.01.
Il bianco è quello affascinante ed high tech della ceramica. Che fanno di questo Audemars Piguet Royal Oak Offshore ChronoWhite 44mm il primo Crono Offshore di questa collezione ad avere sia cassa che lunetta realizzate interamente di questo materiale. Cui si aggiungono i pulsanti crono e la corona di carica. Un Royal Oak Offshore anche più esclusivo del classico Offshore in acciaio, perchè la ceramica moltiplica i tempi di realizzazione (ed i costi di conseguenza), riducendone naturalmente la quantità prodotta.
E sicuramente più resistente, dal momento che la ceramica ha una durezza superficiale decisamente superiore a quella dell’acciaio, seconda solo a quella offerta dal diamante per resistenza ai graffi. Il primo evidente vantaggio di questo Audemars Piguet Royal Oak Offshore ChronoWhite44mm, che ha decretato forse anche il successo degli orologi di lusso in ceramica, è la sua capacità di ingannare il passare degli anni, aspetto inevitabile su un qualsiasi orologio d’acciaio soggetto a graffi ed alle piccole deformazioni causa di urti occasionali.
Il quadrante dell’Audemars Piguet Royal Oak Offshore ChronoWhite 44mm è bianco con il motivo Mega-Tapisserie, una lavorazione associata naturalmente ad Audemars Piguet, che viene spesso citata solo per distinguerla dalla “Grande” e “Petite Tapisserie” utilizzate sui Royal Oak, dimenticando che, per essere realizzata, richiede un processo lungo e complesso e macchinari dedicati. Sul quadrante sono stati inseriti tre contatori crono di colore blu, lo stesso colore che viene usato per la lunetta interna.
All’interno batte il calibro automatico di manifattura 3126/3840 con 365 componenti, ruota del bilanciere che vibra a 3Hz e 55 ore di riserva di carica minima garantita. Il calibro adottato dalla collezione Audemars Piguet Royal Oak Offshore Chrono è visibile attraverso il fondello che non è in acciaio ma, sposando l’high tech della ceramica, è in titanio come i pulsanti cronografici e mi ricorda il Audemars Piguet Royal Oak Concept GMT Tourbillon, orologio che Octavio Garcia, Creative Director a Le Brassus, mi ha personalmente presentato a Ginevra e dal quale l’Audemars Piguet Royal Oak Offshore Chrono White 44mm trae chiaramente ispirazione.
(Photo credit: Horbiter®)
Gaetano C. @Horbiter®
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