Hublot Techframe Ferrari 70 years Tourbillon Chronograph, la recensione
Giovanni Di Biase2 Maggio 2017
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Settant’anni di Ferrari, celebrati dalla 12 cilindri a motore anteriore (centrale) più potente di sempre, la 812 Superfast degna erede di quella Daytona che rappresenta la GT a motore anteriore più ambita di tutti i tempi ed una partnership, quella con Hublot, che continua inarrestabile e passa progressivamente da co-branding a sviluppo congiunto di un orologio per collezionisti. E’ questo il senso di HublotTechframe Ferrari 70 years Tourbillon Chronograph.
Il Centro Stile Ferrari è una struttura interna all’azienda, che ha completamente sostituito la storica partnership con Pininfarina, il cui stemma è scomparso dal fianco delle vetture.
Guidato da FlavioManzoni, è oggi pienamente integrato con lo sviluppo prodotto. E’ proprio grazie alla matita di Flavio Manzoni e del suo team, che si è arrivati alla genesi di HublotTechframe Ferrari 70 years Tourbillon Chronograph.
HublotTechframe Ferrari 70 years Tourbillon Chronograph rappresenta un nuovo capitolo di Hublot, una collezione in cui una cassa con struttura a traliccio, scavata ed alleggerita (ma rinforzata) come si farebbe con un telaio monoscocca di una vettura da competizione, sostituisce la struttura a layer tipica del mondo Hublot e del Big Bang.
Una struttura realizzata in titanio, Carbonio PEEK o KingGold, la lega d’oro brevettata anni fa nel reparto di metallurgia di Hublot a Nyon.
Pur con una incredibile complessità costruttiva e pur considerando il tipo di calibro montato, un cronografo con Tourbillon ad un minuto, l’estetica di HublotTechframe Ferrari 70 years Tourbillon Chronograph sembra riportare alla mente il linguaggio originale di Hublot, quasi un ritorno alle origini ed ai tempi in cui il marchio era ancora di proprietà italiana.
Soprattutto nelle sue versioni in titanio e PEEK (un composito realizzato con fibre molto lunghe di fibra di carbonio), l’Hublot Techframe Ferrari 70 years Tourbillon Chronograph trasuda alta tecnologia: non solo gli elementi principali ma anche piccoli componenti come le viti (rigorosamente ad H) sono dello stesso materiale della cassa.
Tutte le parti in titanio sono micropallinate. Non sono a conoscenza del processo specifico utilizzato da Hublot (né della lega di titanio utilizzata) ma più in generale il processo di shot-peening o pallinatura è un processo di lavorazione a freddo che consiste nel colpire la superficie con un getto di microsfere ad alta velocità.
L’impatto tra le microsfere e la superficie del titanio plasticizza localmente la superficie del titanio, inducendo tensioni residue di compressione.
Tensioni che contribuiscono a rallentare od eliminare la formazione di cricche ed un’eventuale rottura fragile del materiale a seguito ad esempio di un urto.
La cassa di un Hublot Techframe Ferrari 70 years Tourbillon Chronograph è estremamente leggera seppur grande (45mm di diametro) e spessa (14,80mm).
La cassa a traliccio è completata dai pulsanti a sgancio rapido sulle anse molto allungate, che consentono la sostituzione rapida del cinturino in gomma, e dalla bellissima leva del cronografo monopulsante (start, stop, reset del cronografo), tutti verniciati del rosso P485Ferrari, il pantone che identifica il rosso Ferrari (brevettato e depositato) in tutto il mondo.
La base di questa piccola leva, completamente asolata o “scaricata” per ridurne il peso, è incernierata sotto l’albero della corona di carica, montata ad ore 4, che porta inciso il simbolo del Cavallino Rampante.
La scritta Ferrari è invece applicata sul quadrante ad ore 9, l’unica parte completamente libera di un quadrante che da ore 11 ad ore 8 contiene rispettivamente: i minuti crono, i secondi crono (doppio contatore per i mezzi secondi), disposti in una struttura sopraelevata sul quadrante che termina con il Tourbillon.
Il Tourbillon ha l’aspetto di un tourbillon volante, perché il ponte superiore è in realtà un sottile vetro zaffiro che ruota insieme al tourbillon, offrendo un secondo perno di rotazione al suo asse. Un’idea semplicemente geniale per unire leggerezza visiva e la (quasi) presenza di un doppio appoggio.
La minuteria usa gli stessi numeri arabi utilizzati da Ferrari sui suoi quadranti digitali ed il logo Hublot si trova ad ore cinque stampato a laser sul vetro zaffiro, quasi a voler lasciare intatta l’immagine di un cronografo che rispetta i canoni estetici di un Hublot, la cui matita è però stata quella del Centro Stile Ferrari.
Tra le caratteristiche del calibroHUB6311 a carica manuale, trattato con rutenio antracite sui ponti, meritano di essere citate la ottima riserva di carica di 5 giorni, immagino senza considerare l’utilizzo del cronografo, la cui ruota a colonne è visibile in una finestra ad ore tredici, ed il numero relativamente ridotto di componenti, 253, se si considera la presenza di tourbillon e crono.
HublotTechframeFerrari 70 years Tourbillon Chronograph verrà realizzato in soli 210 esemplari, ovvero 70 per ciascuna delle tre opzioni disponibili, ed è immaginabile che tra i clienti vi sia una gara tra chi guida una Ferrari oppure una corsia preferenziale per i collezionisti storici di vetture del cavallino.
La versione in titanio costa 127000 dollari, 137000 la versione in PEEK e 158000 quella in King Gold. Un oggetto per pochi, soprattutto per intenditori amanti dell’ingegneria dell’autoveicolo ed un design che apre forse un nuovo capitolo nel design di HUBLOT che ha mostrato con il Ferrari Unico, recentemente presentato, di aver raggiunto una notevole maturità stilistica e di iniziare ad esplorare lentamente nuovi territori.
Da grande appassionato di auto, ingegnere ed amante degli orologi, Hublot Techframe Ferrari 70 years Tourbillon Chronograph mi fa semplicemente impazzire ed il mio auspicio è che Hublot si affretti a tradurre questi stessi concetti in collezioni più accessibili.
(Photo credit: Horbiter®)
Gaetano C@Horbiter®
In questo articolo:
Cronografo
E’ una complicazione che consente la misurazione di intervalli di tempo ed è disponibile su ogni tipologia di orologio: meccanico, al quarzo, digitale.
Calibro
E’ un termine alternativo a quello di movimento meccanico. E’ di norma associato al nome del produttore (interno o esterno al marchio) seguito da un codice identificativo (ad esempio: ETA 2824).
Ancora
E’ uno dei componenti del cosiddetto scappamento. Può essere di aspetto diverso in base al tipo di scappamento che viene utilizzato. Il suo nome deriva dalla forma simile a quella…
Cinturino
E’ costruito in diversi materiali: ad esempio pelle, nylon, nylon e pelle ed è chiuso su fibbia ad ardiglione o deployante.
Corona di carica
La corona è posizionata all’estremità dell’albero di carica e consente la ricarica del movimento, la rimessa dell’ora e del datario. Negli orologi sportivi ed in quelli subacquei la corona è…
Contatore
Il contatore è un registro addizionale posto sul quadrante, che fornisce una informazione aggiuntiva rispetto a quelle tradizionali. Ad esempio, il contatore dei trenta minuti primi o delle ore cronografiche…
Riserva di carica
Impropriamente definita “riserva di carica” (sarebbe più corretto chiamarla “autonomia di marcia”), indica la massima autonomia di marcia espressa in ore, resa possibile dall'energia accumulata dalla molla all’interno del bariletto (o dei…